“A parlare siamo bravi tutti, poi ci sono i fatti. Quelli di Angelo Fabiani non depongono a sua favore, si tratta di un fallimento triennale in casa Lazio. Sorvoliamo sul recente appello alla tifoseria: la richiesta di un passo indietro per farne due avanti, come se fosse un balletto in piazza”, è quanto scrive sui social il giornalista Alfredo Pedullà. L’esperto di mercato ha criticato l’operato del direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, analizzando il suo operato in questi primi tre anni.
“Poi c’è il campo, un naufragio triennale – prosegue Pedullà – : ci sono le prove. Fabiani diventa direttore sportivo nell’agosto 2023. Gli acquisti: Kamada, Pellegrini, Rovella, Sepe, Guendouzi, Diego Gonzalez, Castellanos, Mandas, Cancellieri e Isaksen. Estate 2024: Tchaouna, Noslin, Dele-Bashiru, Dia, Belahyane, Provstgaard, Castrovilli, Artistico, Tavares, Ibrahimovic (non Zlatan…) e Gigot. Estate 2025: operazioni bloccate in entrata, per certi versi una fortuna. Gennaio 2026: Taylor (tra le poche buone intuizioni), Ratkov (13 milioni scaraventati dalla finestra), Przyborek (dateci notizie), Daniel Maldini (eterna meteora) e Motta. Estate 2026: Pedraza (svincolato), Pinamonti, Frattesi, Sutalo, Doekhi, Gudmundsson, Galassi. Abbiamo dato 7 con onestà intellettuale, ma fortunatamente senza il rischio di sperperare un patrimonio dalla finestra alla Ratkov. Un mercato di prestiti con tanti pagherò all’orizzonte: vedremo quando bisognerà mettere le mani in tasca e per acquisire i cartellini”.
“Ma siccome parliamo di un progetto triennale, dobbiamo constatare che rispetto all’estate 2023 in organico sono rimasti Rovella, Mandas (dopo un balletto infinito), Dele-Bashiru, Belahyane (senza mercato), Provstgaard, Isaksen, Cancellieri (in scadenza), Tavares (perennemente scontento) e Noslin (tante incompiute, pochi guizzi). Di solito se tre anni prima semini bene, tre anni dopo devi avere almeno sei-sette undicesimi titolari fissi. Qualche tappetino mediatico si è sforzato di sostenere il contrario, le cessioni di Gila e Castellanos che hanno consentito plusvalenza non possono essere considerate medaglie al valore. Togliamo la benda e teniamo la schiena dritta: questa è la storia del fallimento triennale di Angelo Fabiani, ci sono le prove. Le chiacchiere le lasciamo a chi sconvolge una realtà fin troppo chiara”, conclude Pedullà.