Un annuncio drammatico ha raggelato ieri sera lo studio di DiMartedì su La7. Alessandro Di Battista, ex volto di punta del Movimento 5 Stelle e noto attivista, ha rivelato in diretta tv la verità sul malore che lo aveva colpito e trattenuto a Cuba circa un mese fa: gli è stato diagnosticato infatti un tumore al cervello. Una notizia terribile arrivata all’improvviso, che ha sconvolto la sua famiglia, la politica italiana e i tantissimi tifosi della Lazio, squadra di cui Di Battista è da sempre un caldissimo e fiero sostenitore. Sui social in queste ore sono tantissimi i messaggi di solidarietà rivolti dai sostenitori biancocelesti, colpiti a freddo dal caso inaspettato.

Il malore improvviso a Cuba e la diagnosi choc

Tutto è iniziato alla fine di agosto, mentre Di Battista si trovava a Cuba per girare una serie di reportage. All’improvviso, un fortissimo mal di testa e la perdita di conoscenza lo hanno costretto a un ricovero d’urgenza in coma. I controlli medici approfonditi hanno evidenziato una situazione gravissima: un edema cerebrale causato da un tumore al cervello. I medici dell’ospedale de L’Avana sono intervenuti tempestivamente, prima riducendo il rigonfiamento e poi sottoponendolo a un delicatissimo intervento chirurgico in cui sono riusciti ad asportare “quasi tutto” il tumore. “A Cuba mi hanno salvato la vita – afferma Di Battista – . Faccio parte di coloro che dicono ‘perché proprio a me?’. Ma adesso vado avanti e penso solo a curarmi”.

“No alla retorica del guerriero”: le parole che commuovono

Rientrato in Italia con un volo sanitario e dopo un passaggio al Policlinico Gemelli, l’ex deputato ha voluto parlare a cuore aperto al pubblico, rifiutando però le classiche metafore drammatiche: “Non amo la retorica del guerriero. Devo fare le cure e avere un atteggiamento positivo. Quelli che non devono mollare sono i dottori”. La priorità assoluta ora è la salute e la sua famiglia, accantonando temporaneamente qualsiasi discorso sul ritorno in politica. E intanto i laziali si stringono in cerchio accanto ad un loro fratello che mai ha risparmiato parole d’amore per l’Aquila.