Da tifosi della Lazio, siamo felicissimi del primo posto in classifica, ma ancora di più di aver ritrovato, con Gattuso, il gusto del calcio vero: niente inutili complicazioni tattiche, né infiniti passaggi orizzontali che finiscono per ingabbiare la squadra. Palla avanti e pedalare, come la Lazio di Maestrelli negli anni Settanta! Un calcio fatto di coraggio, verticalità e voglia di attaccare, che ci riporta alla memoria anche il Brasile di Pelé, dove la tecnica sublime era al servizio dello spettacolo e non fine a sé stessa.

Con Gattuso stiamo riscoprendo una sorta di ginga in versione XXI secolo: meno tecnica individuale rispetto a quei fenomeni verdeoro, forse, ma tanto istinto, ritmo, aggressività e libertà di esprimersi. Un calcio in cui il valore del calciatore non si misura soltanto nell’esecuzione perfetta di uno schema, ma anche nella capacità di inventare, osare e divertirsi con il pallone tra i piedi. Perché il calcio non è soltanto tattica e rigidità: è creatività, dribbling, finte, colpi di tacco, fantasia e, soprattutto, la gioia dei calciatori di scendere in campo e dei tifosi di assistere a partite entusiasmanti.

E l’esempio di Nuno Tavares è emblematico: le indicazioni di Gattuso sono chiare, spingere in avanti, correre e poi lasciare spazio all’istinto e all’inventiva. Più ginga di così! Non si tratta di rinunciare all’organizzazione, ma di metterla al servizio del talento, senza soffocare la spontaneità di chi sa saltare l’uomo (ammirare Isaksen, per esempio) e accendere la partita con una giocata.

Più gioia nel giocare e meno tristezze tattiche

Vogliamo una Lazio che attacca, che lotta, che cerca la porta e che non ha paura di osare. Una squadra capace di emozionare, trascinare e far battere il cuore della sua gente. E se tutto questo ci porta anche in cima alla classifica, allora il piacere è doppio!

Perché noi laziali non vogliamo soltanto vincere: vogliamo emozionarci, esultare e sentirci vivi a ogni partita. Meno calcoli, più calcio. Meno gabbie tattiche, più fantasia. Meno paura di sbagliare, più coraggio di inventare. Palla avanti e pedalare: la Lazio è una fede, non un esercizio di geometria! E quando il calcio torna a far sognare, l’Olimpico diventa una bolgia e il popolo laziale torna a volare.

FORZA LAZIO!