Non basta il primo posto in classifica per far tornare i tifosi della Lazio allo stadio. E’ questo il pensiero di Pino Insegno, che da grande sostenitore biancoceleste si unisce alla protesta contro il presidente Claudio Lotito. Il noto conduttore ha espresso la sua gioia per l’incredibile exploit della squadra guidata dal mister Gennaro Gattuso, senza però nascondere l’esistenza di una frattura profonda tra la tifoseria e i vertici del club.

Da padre di quattro figli altrettanto laziali, Insegno non ha nascosto la sua soddisfazione per questo magico avvio di stagione, ma ha subito frenato i facili entusiasmi legati a una possibile tregua tra la curva e la presidenza. Alla domanda se l’attuale primato in Serie A debba spingere il popolo biancoceleste a ripensare il boicottaggio dello stadio, la risposta è stata categorica: “non credo che siano i risultati a cambiare le cose”. Secondo lo showman, il nocciolo della questione non è legato ai tre punti della domenica, bensì a una totale assenza di dialogo e di considerazione da parte della dirigenza: “il punto è che: i tifosi chiedono rispetto. La Lazio ha una storia, una tradizione e un popolo che ha seguito la squadra anche nei momenti più difficili. Ma manca un rapporto con la dirigenza. Il tifoso vuole essere ascoltato e rispettato per quello che rappresenta”.

L’effetto Gattuso non basta a ricucire lo strappo

Nemmeno il grande lavoro svolto da Gennaro Gattuso, capace di trascinare il gruppo in cima al campionato, sembra essere sufficiente per ripopolare stabilmente l’Olimpico, nonostante l’enorme affetto che il pubblico continua a dimostrare nelle gare in trasferta. Insegno ha speso parole di grande stima per il tecnico calabrese (“è l’uomo giusto per affrontare una sfida complicata come questa”), ma ha ribadito che la palla per risolvere la crisi istituzionale non è tra i piedi dei giocatori o dell’allenatore: “il problema non è vincere una partita in più o una in meno. È una questione di rispetto reciproco e di rapporto con i tifosi. È quello che tutti si augurano possa essere ricostruito. Ma non dipende da noi”. La palla passa dunque alla dirigenza. La vetta della classifica rende tutto più dolce, ma per riportare la tifoseria allo stadio servirà molto più di una striscia di vittorie: servirà un passo indietro ufficiale verso un popolo che si sente preso in giro.