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Glow up digitale: mentre sul web luccica la vetrina, il club arranca dietro le quinte

Un'inserzione sul sito LaLazioSiamoNoi.it propone una promozione per 'Digital Glow Up Solutions'. Può essere un buon affare per la comunicazione, ma per i tifosi rischia di apparire come l'ennesima priorità data al marketing rispetto ai risultati sul campo.

Di Bruno De Leonardi9 Agosto 2026 - 14:4053 secondi fa 2 min di lettura
Glow up digitale: mentre sul web luccica la vetrina, il club arranca dietro le quinte

Sull’home page di LaLazioSiamoNoi.it compare una promozione per “Digital Glow Up Solutions” rivolta ai lettori: si propone un kit per rinnovare l’immagine online di attività e progetti collegati al mondo del club. La frase della promozione —

“Nel 2025 non basta esserci.”

— è la parte più netta della comunicazione: esserci non basta, dicono. Ma esserci come?

Marketing vs bisogni reali

Non è un delitto occuparsi di comunicazione, ma può diventare un problema quando la vetrina digitale sembra prendere il posto della cura delle cose concrete. Il ricorso a glow up e promozioni dà l’impressione che la priorità sia l’immagine pubblica: i tifosi si chiedono se lo stesso livello di impegno venga dedicato a questioni pratiche come la sicurezza degli impianti, abbonamenti più equi, il settore giovanile o la costruzione di una rosa competitiva. L’allenatore e il direttore sportivo hanno il compito di mettere ordine sul campo e costruire una squadra: un post su Instagram non mette punti in classifica.

Si capisce il senso commerciale: trasformare il racconto e i tifosi in target e follower. Ma il calcio popolare non è una start-up da lanciare in promo; è un’affezione che paga biglietti, trasferte e pazienza. Quando la priorità diventa la lucentezza dell’immagine, si può perdere di vista che il prodotto principale è il gioco, la competizione e la fedeltà alla maglia. I responsabili delle scelte dovrebbero chiedersi se la prossima promozione punti davvero a chi paga e soffre o solo a chi clicca e poi scivola via.

La critica non è al digitale in sé: è alla gerarchia delle scelte. Un buon sito, belle grafiche e offerte possono accompagnare un progetto serio, non sostituirlo. Finché la dirigenza privilegerà il marketing come risposta facile alle crepe reali, i tifosi continueranno a incrociare le braccia tra un post sponsorizzato e una sconfitta. La domanda resta: preferiamo un club che brilla online o una squadra che brilla in campo? Chi decide davvero, e per chi lavora davvero quella promozione?

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