John Kennedy fuori dai giochi: il sogno Lazio si infrange sul legamento crociato
Un colpo duro, uno di quelli che fanno male alla testa e al cuore. John Kennedy, giovane attaccante brasiliano del Fluminense finito nel mirino della Lazio durante l’estate, è caduto infortunato in modo serio. Un brutto infortunio al ginocchio destro, la rottura del legamento crociato anteriore, che spezza ogni speranza di vederlo presto con la maglia biancoceleste. È già stato operato, ma ora si apre un tunnel lungo, tortuoso e incerto: mesi di stop, recupero lento, probabile stop al sogno Lazio.
L’episodio che ha cambiato tutto è arrivato durante la partita contro il Vasco da Gama. Un momento sfortunato, una dinamica che ha reso inevitabile la diagnosi peggiore per il ragazzo dal grande potenziale. Il Fluminense non ha nascosto la realtà: «John Kennedy ha riportato una lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Operazione fatta, ora si è iniziata la riabilitazione pre-operatoria». Tradotto: adesso la priorità è solo il recupero, senza fretta, senza calcoli di mercato.
E qui arriva il punto che non può lasciare indifferenti i tifosi biancocelesti. La Lazio, che aveva osservato con attenzione questo attaccante dalle doti tecniche interessanti, si ferma a riflettere. Un’opportunità sfumata, ma forse anche un segnale che il mercato in casa biancoceleste dovrà ripartire da zero, o quasi. Le idee su cui lavorare ora devono essere più concrete, meno fantasiose, perché un’altra scommessa dall’altra parte del mondo con tempi lunghi non può essere la risposta definitiva.
Gattuso, con tutta la sua determinazione e voglia di far bene, ha bisogno di certezze e di uomini pronti subito a rimettere piede in campo. Il peso di questa notizia potrebbe spingere Formello e Lotito a muoversi rapidamente per non arrivare impreparati alla prossima stagione, con la fame che chiede risposte immediate. In fondo, quando l’obiettivo forte svanisce così, c’è chi si chiede con ansia: e adesso chi può garantire quei gol e quella spinta in avanti?
Le voci di mercato tornano inevitabilmente a rimbalzare, con Miretti che riemerge nei pensieri dei dirigenti e il nome di Fabbian che resta caldo nella lista dei desideri. Ma nessuno dimentica che la Lazio ha bisogno di qualcosa di più solido, di un progetto che non inceppi sul più bello. Perché il rischio, senza un attaccante all’altezza fin da subito, è di tornare a contare punti e giocatori persi per strada, e qui la pazienza dei tifosi biancocelesti ha già dato prova di essere finita da tempo.
“Così non si può andare avanti”, si sente ripetere in mezzo allo sfogo della piazza che segue il caso Kennedy, convinta che la società debba mostrare segnali concreti e non assordanti silenzi. La maglia biancoceleste merita rispetto e un progetto chiaro, non speranze appese a infortuni lontani. Il peso di questa situazione rischia di farsi sentire sulle spalle di tutti, da Gattuso in panchina fino al presidente Lotito, che in questi giorni è chiamato più che mai a riscaldare una piazza con scelte drastiche.
Eppure, come sempre accade tra i tifosi, non manca il desiderio di sperare, di vedere emergere da questa tempesta una nuova opportunità. Come se il calcio, specie quello della Lazio, non potesse mai davvero fermarsi. Ma la domanda resta: quanto ancora si può aspettare? Quel ragazzo brasiliano con il crociato rotto ci ricorda che il tempo passa, e che la Lazio non può permettersi il lusso di sbagliare ancora.
La domanda, adesso, resta sul tavolo. E i tifosi, questa volta, non sembrano disposti a far finta di nulla.