QUANTO VALE DAVVERO IL MERCATO DELLA LAZIO? LE CIFRE A CONFRONTO, SENZA SCEGLIERNE UNA SOLA

Chiunque segua il calciomercato sa una cosa: appena si chiudono i libri contabili di una sessione, ogni testata tira fuori il proprio numero. E capita spesso che i numeri non coincidano.  per metodologie di calcolo diverse. È esattamente quello che sta succedendo con il bilancio di mercato della Lazio, ed è giusto raccontarlo con tutte le carte scoperte, invece di scegliere la cifra che fa più comodo.

Il vincolo di partenza, questo sì, non cambia mai

Su un punto tutte le fonti concordano: la sessione è stata condizionata dal vincolo del saldo zero, legato al mancato rispetto dell’indice del costo del lavoro allargato fissato a 0,7. Tradotto: la Lazio non poteva spendere senza prima aver generato le risorse necessarie attraverso le cessioni.

Le cifre, messe una accanto all’altra 

 

La forbice è ampia: si va da un attivo di 14-16 milioni a un pareggio quasi perfetto. La differenza sostanziale sta in cosa viene contato nella colonna degli investimenti. Le stime più basse sembrano considerare solo il denaro già effettivamente versato nell’immediato. La ricostruzione di Repubblica, ripresa da LazioPress, include invece anche i riscatti garantiti — cioè gli obblighi di acquisto già scritti nei contratti dei giocatori presi in prestito, che sono spese future certe e non semplici opzioni. Un impatto rilevante, se si pensa al peso di operazioni come quelle di Sutalo, Frattesi e Gudmundsson.

Perché la cifra esatta, in fondo, conta relativamente

Ed è qui il punto che nessuna delle due letture smentisce: la Lazio ha rispettato il saldo zero imposto dal regolamento, e lo ha fatto rinforzando la squadra in ogni reparto. Che il margine finale sia di 14 milioni o praticamente pari a zero, il risultato sportivo non cambia: sette rinforzi arrivati — da Doekhi e Pedraza a parametro zero, fino ai prestiti di Sutalo, Frattesi e Gudmundsson, passando per gli acquisti di Galassi e Pinamonti — dentro un perimetro economico rispettato “quasi al centesimo”, come scrive la stessa Repubblica.

Il vero dato da raccontare

Costruire una squadra più forte partendo da un vincolo che avrebbe potuto paralizzare il mercato, e chiudere comunque i conti in equilibrio (nella migliore delle ipotesi in attivo, nella peggiore in pareggio), resta un lavoro dirigenziale che merita di essere riconosciuto per quello che è: gestione, non fortuna. Le cifre esatte le stabiliranno i bilanci ufficiali. Il risultato sul campo, invece, si vedrà già dalle prossime giornate.