Se Gattuso decide di puntare con convinzione su Mattia Zaccagni e Nuno Tavares, il 4-3-3 della Lazio può trasformarsi in uno strumento offensivo più imprevedibile e verticale.

Il punto di partenza è semplice: Zaccagni è qualità nello stretto, capacità di tagliare verso il centro e inventare l’ultimo passaggio; Tavares è gamba, corsa in ampiezza e propensione a sovrapporsi. Accoppiarli significa creare un lato destro sinergico che funge da calamita per le difese avversarie e al tempo stesso costringe le squadre a scoprirsi, aprendo spazi che i biancocelesti possono sfruttare.

Primo scenario: Zaccagni esterno destro «inverted», Tavares esterno alto a sinistra. In fase di costruzione la Lazio resta 4-3-3, ma Zaccagni si accentra tra le linee per dialogare con il centravanti e le mezzeali; Tavares lavora sul lato opposto per attirare attenzione e crossare alle spalle del terzino avversario. Questo assetto favorisce combinazioni tra interno di destra e punta, mentre la sovrapposizione dell’ex terzino accelera la transizione e aumenta le chance sui cross al primo o secondo palo.

Secondo scenario: Zaccagni come mezzala offensiva nel 4-3-3 che si trasforma in 4-2-3-1 in possesso. Qui il trequartista si abbassa per costruire, smistare e liberare Tavares per l’underlap. In pratica si cerca un gioco più combinativo centralmente, con Tavares che sfrutta i corridoi interni per arrivare al tiro o servire la punta; la squadra guadagna fluidità e la capacità di sfondare sia dentro che fuori.

Terzo scenario: contropiede e verticalizzazioni. Con il primato in classifica e una fase di pressing proattivo, la Lazio può usare Zaccagni come primo acceleratore: riceve palla nei 30 metri avversari, attacca lo spazio, offre opzioni di scarico per Tavares che, salendo, diventa il terminale largo per i cambi campo. La combinazione velocità-diagonali-crosser rende la squadra temibile nelle ripartenze, soprattutto contro squadre che lasciano spazio dietro le punte.

Nessuna magia: queste soluzioni richiedono equilibrio. Se Tavares si alza troppo, il lato sinistro rischia contropiedi; servono dunque un mediano di copertura pronto a scalare e un terzino destro attento nelle chiusure. Ma con il lavoro a Formello e la fiducia che il primato porta allo Stadio Olimpico, mettere Zaccagni e Tavares al centro del progetto non è un vezzo tattico: può diventare la chiave per rendere la Lazio più imprevedibile e difficile da marcare, il dettaglio che fa la differenza in una stagione lunga e intensa.