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PARMA LAZIO Inzaghi: “Testa a domani. Regaliamoci i 3 punti”

PARMA LAZIO Inzaghi – Oggi il tecnico biancoceleste è intervenuto in conferenza e ha presentato il match di domani

PARMA LAZIO Inzaghi

In questo momento è giusto dire che conta solo la sostanza e non la forma?

“Credo di sì, sappiamo che abbiamo un po’ di ritardo in classifica. Però c’è tempo, con la Fiorentina forse non siamo stati belli come in altre partite non vinte, abbiamo però fatto una bella prova di carattere e concentrazione. Non era semplice per l’avversaria e il momento“. 

Le condizioni di Caicedo fisicamente e mentalmente?

“Sappiamo che col mercato aperto per tutti gli allenatori è una situazione un po’ strana. Ho visto bene il ragazzo, ha fatto un’ottima gara così come a Genova. Per domani dovrò valutare le condizioni di tutti, abbiamo qualche acciaccato e vedremo come si presenteranno alla seduta di oggi”. 

Come sta la Lazio dal punto di vista fisico? Cosa si aspetta dal Parma?

“Domani sarà una partita molto difficile, hanno cambiato l’allenatore da pochi giorni, D’Aversa conosce l’ambiente, saprà subito dove mettere le mani. Un ragazzo molto bravo, lo conosco. Mi dispiace per Liverani, è un amico e un ottimo tecnico. Sappiamo che il calcio è spietato. La condizione generale è buona, certo qualche giocatore, per colpa delle assenze, ha dovuto giocare più di altri. Valuterò tutti nell’allenamento che manca”. 

Come sta Luiz Felipe? con Pereira tutto chiarito?

Luiz ha una problematica alla caviglia da Frosinone, ha ricevuto un intervento durissimo che gli ha fatto perdere tempo. Lui è generosissimo, ha voluto anticipare il recupero, domenica ha preso un giallo evitabile. Sto cercando di alternarlo il più possibile, non vorrei che dovesse rifermarsi. Con Pereira abbiamo già parlato dopo la Fiorentina, tutti vorrebbero dare il proprio contributo, anche Cataldi, Parolo, tutti gli altri. È un ragazzo di cui sono molto contento, sta cercando di ambientarsi velocemente, siamo soddisfatti di lui. Quando ho gli attaccanti cerco di metterlo in un’altra posizione, con Milinkovic e Luis Alberto però è difficile trovare spazio. Lui comunque dà segnali positivi. Domenica eravamo insieme dopo la gara, non ci sono problemi”. 

Settimana del possibile rilancio?

“Settimana importante, non guardo troppo in là, dobbiamo essere bravi a vedere la gara successiva. Focus solo sul Parma, ha ottimi giocatori, è la classica partita trappola. Dovremo farci trovare pronti”. 

Come procede il recupero di Lulic? La sua situazione condiziona il mercato?

Lo sanno tutti quanto sia importante, è il nostro capitano, un giocatore che con me in 4 anni sarà mancato due volte. Ha avuto una problematica importante, adesso siamo soddisfatti di come sta lavorando, secondo me siamo a buon punto, lo aspettiamo a braccia aperte, un giocatore che dentro e fuori si fa sentire sempre con le giuste maniere. Un giocatore che io, staff e tifosi aspettiamo, sono convinto che tornerà ad aiutarci. Sul mercato c’è un confronto continuo, normale che molto dipenda dal nostro capitano, ma in questi ultimi 3 giorni l’ho visto sulla via del recupero”.

Desiderio per il 121esimo compleanno della Lazio?

“In questo momento mi viene da dire la vittoria di domani, è la più importante per noi ora e sarebbe un gran bel regalo. Compie gli anni la Lazio, insieme alla squadra vorremmo regalare alla società e ai nostri tifosi una vittoria importante. I tifosi ci mancano, sappiamo cosa sono per noi, mi viene in mente la partita dell’anno scorso a Parma, una bella giornata tutti insieme, spero tornino al più presto”. 

 

Compleanno lazio 121 – Gli auguri di Lotito: “Vi aspetto allo stadio”

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Compleanno Lazio 121 – Gli Auguri Di Lotito: “Vi Aspetto Allo Stadio”.

Nel giorno del compleanno Lazio 121, arrivano alla società biancoceleste gli auguri del Presidente Claudio Lotito. Queste le parole diffuse dal patron attraverso i canali social del club:

Cari amici, cari tifosi. Oggi la nostra amata Lazio compie 121 anni. 121 di storia, di passione, di valori olimpici, di rispetto della dignità umana, di merito. In un momento in cui il Paese e il mondo versano in grandi difficoltà per la pandemia in corso, vorrei che noi laziali non dimenticassimo le nostre radici. Le radici di sussidi a coloro che soffrono. E vorrei che i colori biancocelesti dei nostri comportamenti non venissero mai dimenticati. Vi aspetto allo stadio per abbracciarvi e gridare sempre insieme Forza Lazio. Auguri a tutti!

ACCADDE OGGI 9 gennaio 1900: la Fondazione della SS Lazio

Come in qualsiasi ‘leggenda’ che si tramandi con il tempo le versioni sulla nascita della Polisportiva Lazio sono state diverse. Di tutto ciò che si racconta però l’unica realtà comprovata è la condizione del tempo. Il giorno della fondazione della SS Lazio, il 9 gennaio del 1900, a Roma era una giornata nuvolosa con cielo coperto. Ma, a causa della scomparsa degli ideatori di tale iniziativa, non ci sono testimonianze dirette.

La versione ufficiale sulla fondazione della SS Lazio narra di otto ragazzi capeggiati dal sottufficiale dei Bersaglieri Luigi Bigiarelli che, riunitisi su una panchina situata in piazza della Libertà a Roma, diedero vita a una nuova società pedestre. Questa versione è stata però in parte confutata da uno dei più grandi conoscitori di storie della SS Lazio: Mario Pennacchia. In un suo libro dato alle stampe nel 1969, ‘Storia della Lazio’, ha riportato varie testimonianze di personaggi di allora ancora in vita. Tra i tanti anche quella di Sante Ancherani che raccontò diversi episodi inediti del primo decennio di storia della società. Il racconto di Pennacchia non dovrebbe allontanarsi molto dai fatti realmente accaduti riguardo la storia della fondazione.

Lo storico biancoceleste racconta infatti che Luigi Bigiarelli e i suoi amici erano gente che amava lo sport in generale e la corsa. Ma anche che i circoli esistenti a Roma, quasi tutti a ridosso del Tevere, erano a uso esclusivo della borghesia, della nobiltà nera o della nobiltà bianca. Insomma entrare in tali circoli era impossibile. L’unico ritrovo disponibile era il barcone del ‘Pippa Nera’ sotto ponte Margherita. Luogo dove il popolino passava le giornate. E dove si divertiva soprattutto l’estate impegnandosi in gare di nuoto sul fiume. Sfide interrotte la maggior parte delle volte dal passaggio dei ‘Remi’ dei circoli più prestigiosi che mal tolleravano quelle ‘canaglie’.

L’IDEA

In autunno e in inverno nessuno organizzava nulla. Nei mesi freddi i nove giovanotti – Luigi Bigiarelli, Odoacre Aloisi, Arturo Balestrieri, Giacomo Bigiarelli (fratello di Luigi), Alceste Grifoni, Giulio Lefevre, Galileo Massa, Alberto Mesones ed Enrico Venier – si riunivano su una panchina di Piazza della Libertà. Ed è proprio su quella panca che nacque l’idea di creare una società che potesse gareggiare nelle gare podistiche di primavera. Il nome scelto fu SS Lazio perché altri club dell’epoca avevano già usato il nome della città e perché i nove volevano qualcosa di più grande della città stessa. I colori scelti, bianco e celeste, vennero ripresi dalla bandiera greca, patria delle Olimpiadi. L’emblema non poteva essere che un’Aquila, emblema indissolubile della potenza di Roma. Il motto: Concordia parvae res crescunt’ ovvero ‘nell’armonia anche le piccole cose crescono’.

LE DIFFERENZE

La versione narrata da Pennacchia si differenzia da quella ufficiale in quanto secondo le testimonianze riportate dallo storico biancoceleste la storia della Società Podistica Lazio non iniziò il 9 gennaio 1900 ma almeno due anni prima. Infatti, come riportato da fonti giornalistiche, si apprende che già nel 1898 alcuni futuri cofondatori della società biancoceleste – Luigi Bigiarelli, suo fratello Giacomo, Alberto Mesones e Galileo Massa – prendevano parte a gare di nuoto e podismo sotto i colori dell’Associazione della Gioventù cristiana, un movimento liberale evangelico, anticlericale e con venature massoniche.

LE ALTRE VERSIONI

Ne ‘Il lungo volo dell’Aquila’ del 1999 Sergio Barbero racconta che i nove fondatori si riunivano sempre al ‘Pippa Nera’. Qui ai nove ragazzi viene l’idea di fondare una società. Il barcone, senza dubbio, fu un ambiente molto importante per la nascita e la crescita della società. Ben presto però a causa del grande numero di appassionati che si volevano iscrivere alla podistica si rivelò un posto troppo piccolo. Oltretutto, specialmente nei mesi invernali, era difficile fare del podismo lungo il Tevere. Le inondazioni del fiume romano malgrado i muraglioni fatti costruire da Garibaldi allagavano i tratti lungo l’argine.

PIAZZA D’ARMI

Ponte Regina Margherita all’epoca era l’ultimo ponte dell’estrema periferia e sulla riva destra si estendeva un lungo parco abbandonato come Piazza d’Armi. Per questo motivo non è difficile immaginare che Bigiarelli e compagni abbiano lasciato il Pippa Nera per andare ad allenarsi proprio in quei campi sterminati e completamente a loro disposizione. Qualunque sia la realtà dei fatti però è il Messaggero del 10 gennaio 1900 a riportare per primo, in un trafiletto, la notizia che “a Roma è stata fondata la società sportiva Lazio”. E, tre giorni dopo, è La Gazzetta dello Sport a riportare la notizia dell’evento facendone venire a conoscenza i lettori del nord-Italia. La nuova società crebbe rapidamente. Nel primo anno di vita oltre allo sport pedestre si praticava il nuoto, il canottaggio e la ginnastica.

LA PRIMA GARA

Il 21 aprile dello stesso anno al Giro di Castel Giubileo si svolse la prima gara ufficiale in cui parteciparono i podisti della Lazio. Una gara di marcia sui 20 chilometri che partiva da Porta Pia per terminare a Porta del Popolo. I vincitori della gara furono due torinesi ma gli atleti laziali si piazzarono al 3° posto con Lefevre, al 4° con Golini, al 5° con Balestrieri e al 6° con Massa. Vincendo inoltre la medaglia d’oro per la categoria a squadre, il primo trofeo vinto dalla podistica. A dire il vero la prima gara che vide impegnati i nove Fondatori è quella di marcia del 14 gennaio 1900, dove però alla partenza figurarono solo atleti biancocelesti.

LA PRIMA SEDE

Alcune settimane dopo venne inaugurata la prima sede in Via Valadier n. 6 (oggi n. 27), trasferendola da quella provvisoria che era la casa di Bigiarelli in Via degli Osti 15, in quanto i nove baldi giovani non erano in possesso di liquidità per poter pagare altri affitti. Al pianterreno, vennero allestiti una palestra, uno spogliatoio e una stanza di rappresentanza. Con il passare degli anni nacquero i primi contrasti tra alcuni soci e Bigiarelli. Quest’ultimo nel frattempo aveva rifiutato la presidenza e poco dopo lascerà la SS Lazio per motivi di lavoro per emigrare in Belgio insieme al fratello Giacomo.

IL PRIMO PALLONE A ROMA

Nell’inverno del 1901 fu un certo Bruno Seghettini, membro del Racing Club Parigi, che si presentò con in mano una sfera di cuoio. Il primo pallone da football visto nella capitale. Iniziò così anche a Roma la pratica del calcio. La Lazio, essendo la prima società a Roma a giocarlo, fu costretta nei primi tempi a sfidare se stessa. Oppure a giocare degli incontri nella Piazza d’Armi contro squadre di militari o preti in servizio in città. Solo tempo dopo si svolsero le prime partite contro altre società romane, come la Veloce e la Virtus.

I RICONOSCIMENTI

In più di un secolo di storia oltre i tanti successi raccolti dagli atleti biancocelesti nelle varie categorie sono tanti anche i riconoscimenti ottenuti dalla Polisportiva Lazio. Nel 1921 fu eretta ad Ente Morale per Regio Decreto. Nel 1925 assunse l’attuale denominazione Società Sportiva Lazio. Il CONI nel 1967 gli attribuì la Stella d’Oro al merito sportivo. Nel 2001 sempre dal CONI gli fu assegnata la più alta onorificenza: il Collare d’Oro al merito sportivo.

UN GRANDE ROMANZO

Quello biancoceleste è un lungo romanzo pieno di passione, emozioni e sentimento. Nessun’altra società può vantare la sua storia fatta di personaggi ed avvenimenti che esulano dal contesto sportivo. La romantica fondazione, l’emigrazione e la prematura scomparsa del suo fondatore Luigi Bigiarelli, gli atleti Laziali al fronte della Grande Guerra (alcuni dei quali non torneranno mai più), l’orgoglioso rifiuto alla fusione del 1927 imposto dal Generale Vaccaro, i continui rischi di fallimento evitati in extremis. Tutte storie che fanno della Polisportiva Lazio una delle più importanti e grandi polisportive d’Europa. E, dei suoi tanti tifosi, un unico “CUORE” biancoceleste che continua a pulsare nonostante abbia più di un secolo di vita.

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Parma-Lazio: orari, dove vederla e probabili formazioni

Domenica la Lazio sfiderà in trasferta il Parma di D’Aversa. Tutte le info sul match


La 17° giornata di campionato vedrà sfidarsi Parma-Lazio. La gara si terrà nel pomeriggio di domenica 10 gennaio, alle ore 15.00 presso lo stadio Tardini di Parma. L’arbitro sarà Luca Pairetto di Nichelino.

Parma-Lazio: dove vederla

Parma-Lazio sarà visibile in diretta in esclusiva su Sky, sia sul canale Sky Sport Serie A che sul numero 252 del satellite. Telecronaca affidata a Federico Zancan, il commento tecnico a Luca Pellegrini.

Parma-Lazio: probabili formazioni:

PARMA (4-3-3): Sepe; Busi, Osorio, Bruno Alves, Giu. Pezzella; Hernani, Brugman, Kurtic; Mihaila, Inglese, Brunetta.

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic-Savic, Leiva, Luis Alberto, Marusic; Caicedo, Immobile.

Lazio Luis Alberto utilizza una camera iperbarica per recuperare in fretta

Lazio Luis Alberto utilizza una camera iperbarica al termine delle partite per recupera subito la condizione ed essere sempre in forma, evitando così infortuni

Lazio Luis Alberto utilizza una camera iperbarica – Novità per lo spagnolo, secondo il Corriere dello Sport, ha acquistato un nuovo macchinario che gli permetterà di recuperare più in fretta dalla fatica dopo il termine della partita evitando anche infortuni. Il numero 10 è uno dei giocatori più importanti in casa Lazio, non salta neanche una partita se non né è costretto. Per questo, ha deciso di evitare piccoli incidenti e ha acquistato per ben 23.000 euro una camera iperbarica che rilascia ossigeno puro leggermente più piccola per poterla utilizzare in casa. Una decisione che permetterà al mago di essere sempre al top in campo, nella speranza che continui a fare magie per i compagni.

Verso Parma Lazio: la squadra gialloblu dovrà fare a meno di 8 giocatori

Verso Parma Lazio che si giocherà domenica 10 gennaio alle ore 15.00

Verso Parma Lazio – Una sfida importante per entrambe le squadre, la Lazio dovrà dare continuità al successo ottenuto contro la Fiorentina per raggiungere le altre squadre in alto, mentre il Parma per non retrocedere. La squadra gialloblu, ha appena esonerato Liverani per riprendere D’Aversa, per lui però, non è un inizio dei migliori. Infatti dovrà iniziare la sua seconda avventura con questa società senza 8 giocatori, parliamo di: Karamoh, Kucka, Gervinho, Iacoponi, Osorio, Grassi, Nicolussi e Caviglia. Ben 4 titolari non saranno presenti alla partita, mentre in casa Lazio rimane ancora fermo ai box Fares.

LA NOSTRA STORIA Tanti Auguri a Stefano Mauri

LA NOSTRA STORIA Il biancoceleste Riza Durmisi

L’8 gennaio 1994, da genitori albanesi, nasce a Ishøj, nella periferia di Copenaghen, Riza Durmisi. Giocatore duttile può giocare sia terzino che ala sinistra. La spinta offensiva è una delle sue caratteristiche principali. Altra specialità è la bravura nei calci piazzati e nei cross.

Riza Durmisi inizia la sua carriera nel 2000 nel Brøndby dove compie l’intera trafila nelle giovanili. Ad agosto 2012 esordisce in prima squadra. Nel luglio del 2014 esordisce in Europa League contro i belgi del Club Bruges. Nella sua quarta e ultima stagione nel club danese viene premiato miglior giocatore stagionale. Conclude il suo percorso in patria con 107 presenze complessive, 7 gol e 12 assist.

A luglio 2016 si trasferisce al Betis per una cifra vicina ai 2 milioni di euro. Il 22 giugno 2018 passa alla Lazio per circa 6,5 milioni di euro, siglando un contratto quinquennale. Il 6 dicembre 2019 viene trovato l’accordo per il passaggio in prestito al Nizza, formalizzato poi a partire dal 2 gennaio 2020. Ha partecipato al Mondiale Under-17 2011 con la Nazionale danese. In seguito ha esordito con la Nazionale Under-21 durante le qualificazioni all’Europeo 2015.

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LA NOSTRA STORIA Tanti Auguri a Stefano Mauri

L’ex capitano biancoceleste Stefano Mauri spenge oggi 40 candeline. Nato a Monza l’8 gennaio del 1980 inizia la sua carriera di calciatore nelle giovanili della sua città. Nel 1996 passa al Brugherio dove resta fino al ’98, anno in cui si trasferisce al Meda, dove rimane per tre stagioni.

Centrocampista imprevedibile ma non molto veloce sa smistare bene il pallone trovando spesso il compagno più libero. Spesso cambia la posizione in campo inserendosi in zona gol con i tempi giusti. Nell’estate 2001 arriva al Modena, dove gioca per due stagioni. Nel 2003 la società emiliana lo cede in prestito al Brescia, dove gioca 30 partite e mette a segno 7 reti. A fine campionato viene ceduto all’Udinese. Nella finestra invernale del 2006 passa in prestito alla Lazio e a fine stagione viene riscattato dalla società biancoceleste.

Per questioni mai del tutto accertate legate al calcioscommesse nel campionato 2013-14 viene squalificato per sei mesi per omessa denuncia. Nella squadra capitolina disputa nove stagioni e mezza collezionando – fino al 9 luglio 2015, giorno dell’annuncio del suo addio alla Lazio – 241 presenze e 41 reti in campionato. Dopo il suo addio, preso in piena sintonia con la società, Stefano pubblica un toccante messaggio sul suo sito personale.

QUESTO IL TESTO

“Nel mio cuore sono stato, sono e sarò sempre il Capitano della mia amata Lazio.
Con il Presidente Lotito ho sempre avuto un ottimo rapporto. Non abbiamo mai, e sottolineo mai, avuto problemi contrattuali, men che meno problemi di soldi. È sempre bastata una stretta di mano.
In questi giorni ho più volte parlato con il Presidente e di comune accordo abbiamo deciso di terminare qui, dopo quasi 10 stupendi anni, il nostro rapporto professionale e di salutarci con il sorriso e tante lacrime.
Mi mancherà tutto.
Mi mancherà la mia fascia.
Mi mancherà la mia maglia.
Mi mancherà il mio armadietto.
Mi mancherà l’odore di Formello.
Mi mancheranno i miei compagni, dei quali per tanti anni, con fierezza, ne sono stato il Capitano.
Mi mancheranno tutte quelle persone che per anni hanno fatto parte della mia quotidianità e che non dimenticherò mai.
Mi mancherà il vostro eccezionale tifo e il vostro calore, unico al mondo.
Grazie di cuore per il vostro sostegno. Mi avete aiutato a sorridere anche quando avrei voluto solo piangere.
L’Aquila rimarrà sempre nel mio cuore.
Non smetterò MAI di essere uno di Voi.
Di solito il tempo cura le ferite, anche quelle più profonde…spero sia così anche per me.
Sono certo che questo sia un arrivederci e non un addio…
Con onore, fede ed orgoglio. Stefano Mauri.
Il Vostro Capitano.
Forza S.S. Lazio ….sempre!”

Dopo essersi allenato per qualche mese con il Racing Club Roma, squadra di Lega Pro allenata da Giuliano Giannichedda nel gennaio 2017 passa a parametro zero al Brescia di Cristian Brocchi. A fine stagione si ritira e ottiene il patentino da allenatore UEFA B che gli consente di allenare fino agli Allievi nelle squadre professionistiche e tutte le squadre dilettanti. Il 5 dicembre 2017 ottiene la licenza da direttore sportivo. Da agosto 2018 collabora come opinionista radiofonico a Radiosei.

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LA NOSTRA STORIA Tanti auguri a Giuseppe Favalli

LA NOSTRA STORIA Giuseppe ‘Beppe’ Favalli nasce a Orzinuovi, in prov. di Brescia, l’8 gennaio 1972. È il calciatore della Lazio che ha indossato più volte in partite ufficiali la maglia biancoceleste (401).

Terzino di fascia in possesso di buona tecnica, è dotato di un fisico solido ma non potente. Il suo lato debole sono stati i numerosi infortuni riportati nel corso della carriera a causa dell’estrema fragilità muscolare. Costante nel rendimento, affidabile e con spiccato senso tattico. Favalli comincia la sua carriera nelle giovanili della Cremonese nel 1987, dove poi fa il suo esordio in prima squadra. Nell’estate del 1992 il presidente Sergio Cragnotti lo porta alla Lazio, insieme ai compagni di squadra Dario Marcolin e Mauro Bonomi, per una spesa complessiva di 15 miliardi.

I primi tempi per il giovane difensore si rivelano difficoltosi. Appare timido e disorientato e gli addetti ai lavori e i tifosi lo considerano poco adatto alla compagine romana. Il tecnico biancoceleste, Dino Zoff, però crede in lui e a dispetto dei critici persevera nel lasciarlo titolare. Favalli pian piano migliora il suo rendimento fino a diventare un punto fermo della squadra. Anche Zdenek Zeman lo ritiene fondamentale per gli equilibri della squadra, ma lo sposta a coprire la fascia leggermente in proiezione più avanzata. Il giocatore oltre a difendere aiuta i centrocampisti e spesso serve ottimi assist alle punte.

CAPITANO BIANCOCELESTE

Anche con Sven Goran Eriksson e Roberto Mancini è titolare fisso. Dopo la partenza di Alessandro Nesta viene promosso a capitano della squadra. Favalli si è fatto molto apprezzare dai tifosi laziali che lo ricordano con molta riconoscenza. Con i biancocelesti in 12 stagioni ha disputato 298 partite di campionato con 4 reti. In tutto, 401 gare ufficiali e 6 reti. Al termine della stagione 2003/04 poco prima di lasciare la Lazio, acquista un’intera pagina del Corriere dello Sport per salutare tutti i tifosi e tutte le persone che hanno lavorato con lui nei suoi tanti anni di permanenza nella capitale. Con la società biancoceleste è stato Campione d’Italia, ha vinto 3 Coppe Italia, 2 Supercoppe italiane, 1 Coppa delle Coppe e 1 Supercoppa UEFA.

LE MILANESI E LA NAZIONALE

Alla scadenza del contratto passa all’Inter dove resta per due stagioni. In nerazzurro vince 1 scudetto a tavolino e 2 Coppe Italia. Nel 2006 passa al Milan dove gioca per quattro stagioni, vincendo una Champions League e – senza mai scendere in campo – 1 Supercoppa Uefa e 1 Coppa del Mondo per club. Durante la sua lunga carriera ottimo anche il suo contributo alla Nazionale Italiana. Ha giocato 9 gare con l’Under 18 segnando 1 rete, 24 con l’Under 21 con 2 reti, 6 nella Nazionale Olimpica alle Olimpiadi di Barcellona del 1992 e 8 nella Nazionale maggiore. Dopo una carriera ultraventennale al termine della stagione 2009/10 ha annunciato il suo ritiro dalle scene calcistiche.

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La Serie A ricorda Davide Astori nel giorno del compleanno

Oggi Davide Astori avrebbe compiuto 34 anni. Il ricordo della Serie A

In tanti oggi hanno voluto ricordare il giocatore, scomparso il 4 marzo 2018 mentre si trovava in ritiro con la squadra a Udine. Tanti i messaggi di affetto e le belle parole per omaggiare Davide Astori. Nel giorno del compleanno, anche la Serie A si è unita al ricordo dell’ex capitano viola: “Buon compleanno Davide, sempre con noi“. Queste la parole all’interno del post pubblicato sul proprio canale Twitter ufficiale.

Parma – Esonerato Fabio Liverani: in panchina torna D’Aversa

Nella giornata di oggi è arrivato l’esonero di Fabio Liverani. Sulla panchina del Parma torna Roberto D’Aversa

 

Fabio Liverani non è più l’allenatore del Parma, decisive le ultime due sconfitte per 3-0 contro Torino e Atalanta. Sulla panchina gialloblu torna Roberto D’Aversa. A darne notizia è la stessa società emiliana con un comunicato ufficiale: “Il Parma Calcio 1913 comunica di aver affidato l’incarico di allenatore responsabile della Prima Squadra a Roberto D’Aversa. Il suo staff sarà composto dall’allenatore in seconda Andrea Tarozzi, dal preparatore dei portieri Alberto Bartoli, dai preparatori atletici Luca Morellini e Danilo Massi, dal preparatore addetto al recupero infortunati Paolo Giordani e dai match analyst Marco Piccioni e Simone Greco”.

lazio – test a formello con la primavera: Muriqi 3 volte in gol

Nella giornata odierna, a Formello è andato in scena un test amichevole contro la Primavera biancoceleste

 

Al termine di un riscaldamento atletico e alcune esercitazioni tecniche, gli uomini di Simone Inzaghi hanno disputato una partita d’allenamento con la Primavera biancoceleste. La prima squadra si è imposta per 6-4 grazie alla tripletta di Vedat Muriqi, alla doppietta di Andreas Pereira e al gol di Marco Parolo. In difesa è stato provato Vavro, molto vicino al trasferimento a Genova, sponda Grifone. Lulic ha preso parte al riscaldamento inziale saltando però il test con la Primavera. Le sue condizioni verranno monitorate con attenzione nelle prossime settimane. Ancora out Correa e Fares per problemi muscolari al polpaccio.

Sconcerti Carica la Roma: “Può vincere il derby”

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Sconcerti Carica La Roma per il Derby del prossimo 15 gennaio: le parole del giornalista.

Sconcerti Carica La Roma. Con la vittoria di ieri a Crotone, i giallorossi, attualmente terzi in classifica, hanno ridotto a 3 le lunghezze di distacco sull’Inter, ko con la Samp. E domenica il lunch match proporrà proprio lo scontro diretto, in quel dell’Olimpico. A cui gli uomini di Fonseca arriveranno con un ‘tabù big‘: ben 8 infatti le reti incassate tra il match contro l’Atalanta e quello contro il Napoli, cui si aggiungono i due pari con Milan e Juventus. Un’occasione d’oro dunque: occasione doppia, se si considera che poi venerdì 15 gennaio ci sarà la visita alla Lazio, nel derby. Dell’argomento Sconcerti ha parlato a ‘calciomercato.com’, queste le sue parole:

La Roma però ha anche un limite: non ha ancora battuto una squadra di classifica e ha preso 4 gol a Bergamo e a Napoli. Ma ora può rimediare: in otto giorni avrà infatti Inter e Lazio. Io credo che saprà farlo“.

Lazio aumentano i diffidati: pericolo derby per loro

Lazio aumentano i diffidati in vista del derby, domenica ci sarà il Parma, occhio al cartellino

Lazio aumentano i diffidati – Dopo la vittoria contro la Fiorentina, la Lazio si lascia finalmente alle spalle diverse partite negative. Ora però, bisognerà affrontare il Parma, sulla carta una partita facile ma come al solito, non sarà così. Infatti stanno per cambiare allenatore e i calciatori dimostreranno fin da subito il loro valore. Ma i biancocelesti, dovranno fare attenzione ai falli, ne hanno commessi troppi fino a questo momento. Anche ieri è arrivato l’ennesimo cartellino ai danni di Escalante e Hoedt. Ma bisognerà fare attenzione ai cartellini, infatti dopo il Parma, ci sarà il derby e la Lazio al momento ha ben 4 diffidati: Fares, Escalante, Caicedo e Hoedt. Bisognerà quindi fare molto attenzione, Inzaghi non può permettersi ulteriori assenze. In casa Roma ci sono invece due diffidati: Ibanez e Cristante.

Lazio Pereira si arrabbia: abbandona la panchina durante la partita

Lazio Pereira si arrabbia: abbandona la panchina durante la partita

Lazio Pereira non ci sta, il brasiliano non ha gradito la mancata chiamata per l’ingresso in campo

Lazio Pereira – Già da diverso tempo, l’ex Manchester United chiede di giocare di più, ha voglia di mettersi in mostra e aiutare la squadra. Ieri, era stato inserito nella probabile formazione titolare, accanto a Caicedo per la mancata assenza di Immobile che invece, è riuscito a stringere i denti e a giocare dall’inizio.Tutto normale, se non fosse che il brasiliano si aspettava di subentrare al posto dell’ecuadoriano, invece Inzaghi ha preferito l’ingresso di Akpa Akpro avanzando Luis Alberto. Ma la sua arrabbiatura arriva a 5 minuti dalla fine, quando ormai si era tolto la tuta pronto a entrare e invece ha visto indicare la lavagna luminosa con il numeri di Muriqi e non il suo. A questo punto, non ce l’ha più fatta e ha abbandonato la panchina dirigendosi verso gli spogliatoi. Inzaghi ora, dovrà dialogare con il ragazzo e ricucire un piccolo rapporto, Andreas sperava di avere la sua chance, ormai la richiede da diverso tempo, il mister dovrà fargli capire che al momento giusto avrà la sua opportunità.

LAZIO FIORENTINA Farris: “3 punti d’oro. Abbiamo giocato di cuore”

Pagelle Lazio Fiorentina – La befana porta nella calza i gol di Caicedo e Immobile

LAZIO FIORENTINA Farris: “3 punti d’oro. Abbiamo giocato di cuore”

LAZIO FIORENTINA Farris – Al termine del match, il vice di Simone Inzaghi ha analizzato la vittoria ai microfoni di Dazn

LAZIO FIORENTINA Farris: “Simone Inzaghi si scusa per la sua assenza. A fine partita era senza voce e non riusciva a dare nemmeno le indicazioni. Oggi abbiamo vinto una partita sporca, probabilmente quella giocata meno bene tra le ultime. Serviva questa prestazione da squadra compatta. Un esempio è il salvataggio di Milinkovic sulla linea di testa. Oggi abbiamo vinto di cuore e questo un segnale importante. Fatica in campionato? Dobbiamo smettere di pensare allo scorso anno. Abbiamo vissuto un sogno e tutti sanno come è andata. Oggi siamo più indietro rispetto alle altre squadre anche a causa dell’impegno in Champions. Immobile? Ciro è partito un po’ a rallentatore quest’anno ma poi ha rimediato. L’intesa con Luis Alberto funziona benissimo. Quest’anno c’è stata un’evoluzione anche da parte degli avversari. Ci studiano e cercano di non metterci nelle condizioni di sfruttare le caratteristiche migliori. Questi 3 punti sono fondamentali sotto l’aspetto mentale. Assenze? Speriamo di recuperare in breve i nostri giocatori. Fares non si è ancora inserito ancora a pieno. Lulic è la storia della Lazio e abbiamo bisogno della rosa al completo il prima possibile. Mercato? Se arriverà qualcuno sarà Simone a parlarne con la società”.

LAZIO FIORENTINA Immobile: “Diamo il 100%, serve continuità”

LAZIO FIORENTINA Immobile – Al fischio finale, il bomber biancoceleste ha commentato il 2-1 sui viola

LAZIO FIORENTINA Immobile: “Venivamo da un periodo complicato e oggi volevo esserci a tutti i costi, avevo un fastidio al tendine ma ho stretto i denti. Quest’anno facciamo fatica a segnare e subiamo un po’ troppi gol, dobbiamo migliorare e dare sempre il 100%. In classifica siamo un po’ in ritardo e dobbiamo provare a cambiare le cose. Ora serve continuità. Luis Alberto? Sta facendo grandi cose. Archiviamo questa partita e domani testa al Parma. Riposo contro i gialloblu? Non so, vedremo“. Così Ciro Immobile ai microfoni di Dazn.

Pagelle Lazio Fiorentina – La befana porta nella calza i gol di Caicedo e Immobile

Pagelle Lazio Fiorentina – I biancocelesti tornano alla vittoria dopo tantissimo tempo, soprattutto all’Olimpico dove il successo sembrava ormai impossibile

Pagelle Lazio Fiorentina

STRAKOSHA – Torna a difendere la porta biancoceleste dopo tante partite. Purtroppo per lui niente clean sheet, nel finale non si capisce con Radu e un suo passaggio da il via all’azione che porta al rigore della Fiorentina. Per il resto non è stato mai impegnato. Voto 6

LUIZ FELIPE – Il brasiliano è sempre puntuali sulle chiusure, unica pecca è l’intervento inutile che gli costa l’ammonizione. Non torna in campo nella ripresa a causa dell’ammonizione ricevuta. Voto 6. – 45′ PATRIC – Non un’entrata brillante per il numero 4 che per poco non rischia di far subire la rete del 2-1 con un brutto retropassaggio che mette in difficoltà Strakosha. Voto 5,5

HOEDT – L’olandese commette due errori importanti: sul primo si salva grazie a un recupero, mentre al 90′ concede un rigore ingenuo che fa tremare i minuti finali biancocelesti. Voto 5

ACERBI– Il leone come al solito spinge sulla fascia e grazie a un suo cross nasce l’azione del vantaggio biancoceleste. In difesa copre come sempre. Voto 6,5

LAZZARI – Finalmente l’esterno piazza l’assist vincente che permette a Caicedo di realizzare il gol. Si propone e spinge, sembra quello dell’anno scorso. Voto 6. RADU – Non tocca molti palloni, appare distratto fin da subito, soprattutto sul passaggio di Strakosha dove rimane fermo e fa partire l’azione del rigore viola. Voto 5,5

MILINKOVIC – Il sergente inizia bene, difende e attacca, prestazione sufficiente per lui. Voto 6,5

ESCALANTE – Sostituisce Leiva e come al solito è preciso e puntuale sulle chiusure e ripartenze. Voto 6. CATALDI S.V

LUIS ALBERTO – Lo spagnolo oggi è in forma, illumina con le giocate. Tanta corsa e voglia di vincere fino all’ultimo minuto dove continua a ripartire in contropiede. Voto 6,5

MARUSIC – Prova normale per il montenegrino che non si fa mai superare sull’out mancino. Voto 6

CAICEDO – La pantera mette il graffio sulla rete iniziale biancoceleste realizzando così il sul quinto gol in campionato. Buona partita per lui, Felipe fa a sportellate con gli avversari e ruba spesso palla. Voto 7. AKPA AKPRO – Entra ma non tocca moltissimi palloni, prova a portare su la squadra, partita normale. Voto 6

IMMOBILE – Gli viene annullato il gol del 2-0 dopo un assist al bacio di Luis Alberto ma non demorde. Corre su tutti i palloni e cerca di aiutare la squadra nonostante il problema alla caviglia. Segna il gol del 2-0 gonfiando la rete su una respinta del portiere Drawgoski. Voto 7,5. MURIQI S.V

INZAGHI – L’allenatore forse sbaglia qualche cambio finale ma porta comunque una vittoria importante a casa. Voto 7

ACCADDE OGGI 6 gennaio 2005: Lazio-Roma 3-1 (VIDEO)

Il 6 gennaio 2005 davanti a 65.000 spettatori si gioca il derby Lazio-Roma, una partita tirata dall’inizio alla fine e anche oltre. I biancocelesti si presentano in campo per l’ennesima volta da sfavoriti: la zona retrocessione è a un passo.

Sulla panchina siede il nuovo allenatore Giuseppe Papadopulo che ha appena preso il posto di Mimmo Caso. Inoltre la squadra biancoceleste è reduce da ben dieci derby senza vittorie (l’ultimo successo è arrivato il 25 marzo 2000, 2-1 nella stagione dello Scudetto). A trascinare sul campo la Lazio dopo una vigilia animata dalle punzecchiature a distanza tra Paolo Di Canio e il capitano della Roma Francesco Totti è stato proprio l’attaccante laziale, tornato all’inizio della stagione dopo un lungo esilio, che dopo sedici anni torna al gol nel derby e corre sotto la curva giallorossa a irridere gli avversari. La squadra di Papadopulo si presenta in campo largamente rimaneggiata.

Al centro della difesa il nuovo tecnico schiera addirittura Giannichedda al fianco di Talamonti per far fronte alle assenze di Couto e Siviglia. Emanuele Filippini agisce come terzino sinistro per via delle assenze contemporanee di Seric e Zauri. Rocchi è l’unica punta. Ma nonostante le defaillance sin dall’inizio dell’incontro l’approccio alla partita della Lazio è migliore di quello della Roma, i giocatori mettono in campo il cuore dando tutto ciò che hanno dentro e il risultato è quello di conquistare una certa supremazia territoriale e di annullare, grazie agli spietati fratelli Filippini, il numero dieci giallorosso. La partita è spigolosa, gli uomini in campo non si risparmiano colpi vietati e per il direttore di gara, Dondarini di Finale Emilia, non è facile mantenere la gara nei limiti della correttezza.

Le prime occasioni di gioco sono tutte di marca biancoceleste ma la retroguardia giallorossa fa buona guardia sventando in ogni frangente. Al 29′ però niente può fare e si deve inchinare al gran gol di Paolo Di Canio. L’attaccante biancoceleste sfruttando un lancio illuminante di Liverani è bravissimo ad inserirsi tra due difensori giallorossi ed a battere Pellizzoli con un tiro a metà altezza che termina la sua corsa alle spalle dell’estremo romanista. Come già fatto nel 1989, dopo un precedente derby sempre vinto dai biancocelesti per 1-0 con una sua rete, Di Canio torna a festeggiare sotto la Curva romanista, suscitando la rabbia e la reazione dei giocatori giallorossi. La partita si fa più maschia, diverse mischie si accendono sul terreno di gioco ma è sempre la Lazio a dettare i ritmi della gara.

Per vedere una qualche reazione dei rivali bisogna aspettare la ripresa: in un paio di circostanze i giallorossi sfiorano il pareggio con Cufrè per poi colpire al 68′ grazie ad un colpo di testa di Cassano su centro di Panucci. Il risultato di parità resiste però solo cinque minuti, quando è Cesar a riportare in vantaggio la squadra di Papadopulo. Al 74′ su un cross dalla destra di Oddo è ancora una volta il trascinatore Di Canio a spizzare con il tacco la sfera verso il brasiliano che con un preciso rasoterra fulmina ancora una volta Pellizzoli rimasto immobile e completamente spiazzato dalla conclusione. La Roma fiaccata nell’animo non reagisce ed è ancora la Lazio a sfiorare la terza rete con Rocchi, che su lancio di Liverani – uno dei migliori in campo – salta anche il portiere giallorosso ma manca il gol perdendo l’equilibrio.

La scena però si ripete all’84’ e questa volta l’attaccante biancoceleste non sbaglia: è ancora Liverani che con un lancio preciso lo mette davanti al portiere giallorosso; Rocchi con un colpo di testa lo beffa in uscita per poi depositare il pallone nella rete incustodita e sigillare la splendida serata dei biancocelesti. Al 90′ Simone Inzaghi rileva Di Canio. All’uscita del campo l’attaccante biancoceleste “mostra” a tutto lo stadio il numero tre con la mano, tre come i gol rifilati ai rivali. Nei sette minuti di recupero concessi gli animi si accendono ancor di più ma a livello di risultato niente cambia e la Lazio torna al successo tra l’euforia dei suoi giocatori e la gioia dei tifosi biancocelesti.

Al termine della gara Paolo Di Canio intervenuto ai microfoni dei giornalisti presenti ha esternato tutta la sua gioia per la vittoria: “È una serata incredibile, non credevo potesse essere così bello tornare a vincere il derby, non speravo di vivere emozioni come questa. Con questa maglia non mi fa paura niente. La mia esultanza sotto la Sud non voleva offendere nessuno, non ho fatto nulla di male, Sono tornato vecchio e ho cercato di rivivere lo stesso momento di sedici anni fa. Vorrei far presente che anche Totti, tempo fa, festeggiò un derby offendendo la nostra tifoseria. Quanto agli sfottò, ci devono essere in un derby”.

IL TABELLINO

LAZIO: Peruzzi, Oddo, Talamonti, Giannichedda, E. Filippini, A. Filippini, Dabo (89’ Manfredini), Liverani, Cesar, Di Canio (90’ S. Inzaghi), Rocchi (86’ Muzzi). A disp.: Sereni, Lequi, Oscar Lopez, Pandev. All.: Papadopulo

ROMA: Pelizzoli, Mexes, Dellas, Ferrari (46’ Corvia), Panucci, Perrotta (58’ Aquilani), De Rossi (79’ Candela), Cufré, Mancini, Totti, Cassano. A disp.: Zotti, Sartor, Scurto, Mido. All.: Delneri

Arbitro: Sig. Dondarini (Finale Emilia)

Marcatori: 29’ Di Canio, 68’ Cassano, 74’ Cesar, 84’ Rocchi

Note: serata non fredda, terreno in buone condizioni. Ammoniti E.Filippini, Liverani, A.Filippini, Cufré, Totti e Aquilani per gioco scorretto, Rocchi, Perrotta, Mancini e Cassano per comportamento non regolamentare. Angoli 8-4 per la Lazio. Recuperi: 1′ p.t., 7′ s.t.

Spettatori: 65.000 circa di cui 36.074 paganti per un incasso di € 1.031.605,00, abbonati 28.660 per una quota partita di € 389.886,61.

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