Dal Catania al Chievo: la Lazio e quella bestia nera chiamata Rolando Maran

Un aggettivo, spauracchio, un nome Rolando Maran. Con il 4-0 di ieri, il tecnico clivense ha mostrato di aver fatto l’abbonamento alla vittoria con poker sui biancocelesti.

La prima volta si verificò nella stagione 2012-2013 sulla panchina del Catania, dove arrivò dopo una promozione sfiorata col Varese conducendo gli etnei al record di punti, 56. All’epoca sulla panchina biancoceleste sedeva Vladimir Petkovic, il vate del calcio tutto pressing e dominio dell’avversario. Anche quel giorno i capitolini furono travolti in quel del Cibali con quattro reti che trafissero la porta difesa da Albano Bizzarri (sì, proprio lui). E curioso notare come anche in quell’occasione i siciliani chiusero la prima frazione sul 3-0, per poi archiviare definitivamente la pratica nella ripresa con il gol del definitivo 4-0.

Un onta che la Lazio lavò prima al ritorno, battendo i rossazzurri all’Olimpico per 2-1, e poi nella stagione successiva, con un 3-1 che segna la prima fine dell’avventura siciliana di Maran. A lui subentra Gigi De Canio, che però non riesce a far meglio e pochi mesi dopo viene sostituito di nuovo da Maran, che a febbraio centra i primi tre punti della sua seconda gestione. Indovinate contro chi? Contro la Lazio, battuta 3-1 al Massimino. Una vittoria che sarà l’unica nell’anno per il tecnico, nuovamente esonerato ad aprile con il Catania fanalino di coda.

Ad ottobre Maran approda al Chievo, chiamato a sostituire Corini per risollevare le sorti dei gialloblu. Contro la Lazio esordisce con due pareggi, 0-0 in casa e un 1-1 in trasferta che segna il primo punto conquistato dai veronesi nella tana biancoceleste dal 2005-06. E ieri sera il capolavoro, un 4-0 che segna per Maran la terza vittoria in sette scontri diretti con i biancocelesti. Una serata che a Verona non dimenticheranno tanto facilmente, visto che era dal 2005-06 che i gialloblu non si imponevano con uno scarto così rotondo (dal 4-0 dei ragazzi di Pillon sulla Reggina di Mazzarri). La Lazio ha eguagliato questo poco invidiabile primato, ma volendo può ancora cambiare la statistica. Chissà, magari già nel prossimo confronto…

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