Francesco Colonnese a “I Laziali Sono Qua”: “La Lazio manca di personalità”

Ha lasciato un buon ricordo in biancoceleste, nonostante non abbia vestito per molto tempo la maglia della Lazio. Ma soprattutto nella stagione 2001/2002, quella in cui è sceso in campo all’Olimpico con maggiore continuità, lo spirito indomito di Francesco Colonnese non è passato inosservato ai tifosi della Lazio. L’ex difensore è intervenuto nella trasmissione radiofonica di riferimento per tutti i tifosi biancocelesti, “I Laziali Sono Qua“, condotta da Danilo Galdino e Vincenzo Oliva dal lunedì al sabato, dalle ore 10 alle 13 sugli 88.100 di Elle Radio.

SUL MERCATO – Colonnese analizza innanzitutto la fine delle trattative estive, conclusesi per la Lazio con l’arrivo di Alessandro Matri: “Il calciomercato della Lazio è stato onestamente non di altissimo livello. Quella di Matri era un’esigenza imprescindibile, ma probabilmente si sperava che chi c’era già potesse far meglio nel preliminare. Io ritengo che la chiarezza verso i tifosi sia fondamentale. Raggiunta la Champions anche con un pizzico di fortuna per il rigore fallito di Higuain, servivano rinforzi importanti e non solo giovani che avranno bisogno di tempo per adattarsi alla realtà del calcio italiano. La Lazio a mio avviso doveva comprare giocatori di qualità in tutti e tre i reparti, almeno un giocatore di livello sia in difesa, sia a centrocampo, sia in attacco. Invece si è concentrata sulle alternative: è mancata dunque la personalità per superare un ostacolo difficile come il Bayer Leverkusen. Con l’assenza di Biglia e Mauri è mancato questo carisma necessario in mezzo al campo.

SU PIOLI – Il brutto momento biancoceleste trova la sosta come opportunità per ricaricare le batterie. Al mister biancoceleste Stefano Pioli spetta il compito di trovare la ricetta per risolvere la fase difficile. Per Colonnese Pioli dovra “riflettere con calma, e soprattutto cercare di valutare tutti gli aspetti con tranquillità. E’ vero che ci sono dei campanelli d’allarme importanti, ma Pioli deve essere in grado di tirare fuori il meglio dai giocatori proprio in una fase così delicata. La vera Lazio non può essere quella di Leverkusen e Verona, completamente in balìa dell’avversario. Sono emerse delle fragilità che non appartengono a una grande squadra: la Lazio sta invece dimostrando che nei momenti difficili si sfalda.

SULLA SERIE A – Colonnese ha analizzato anche gli elementi emersi dalle prime due giornate di Serie A: “Il campionato ha perso la candidata numero uno al titolo, la Juventus, che ha smarrito la qualità superiore di giocatori, su tutti Tevez, che potevano sbloccare la partita in qualsiasi momento. Vedo le altre più o meno sullo stesso livello. L’Inter ha aggiunto qualità ed esperienza in difesa e in attacco, pur senza raggiungere obiettivi di mercato stratosferici. Vedo la lotta al titolo mai così aperta, dopo quattro anni di dominio juventino. Il Napoli ha cominciato male, ma ha scommesso su Sarri che dovrà avere la forza di cambiare, adattandosi ad una grande realtà dopo aver fatto bene in provincia.

SULL’EUROPA LEAGUE – Tornando all’argomento Lazio, Colonnese ha valutato le possibilità dei biancocelesti di far bene in Europa. “La Lazio di oggi non potrebbe imporsi neppure in Europa League. Troppo disorganizzata e lontana partente della squadra dell’anno scorso: il sorteggio non è stato semplicissimo, Dnipro e Saint Etienne sono squadre esperte che approfitterebbero delle lacune viste in Germania e col Chievo, senza dubbio. Squadra e allenatore lo scorso anno sono riusciti a dimostrare di saper fare ben altro, devono ritrovare lo spirito decisivo nella passata stagione. E per farlo ci sono dei giocatori che devono prendere per mano la squadra in un momento come questo. Serve la personalità di Marchetti, l’esperienza di Radu in difesa, il peso di Biglia e Mauri a centrocampo e le giocate di Candreva e Klose i attacco. Saranno i veterani che dovranno fare la differenza.

SU MATRI – Infine, un’ultima osservazione sul nuovo arrivato in casa Lazio, Alessandro Matri: “Si tratta senza dubbio di un buon attaccante, ha le caratteristiche che possono fare al caso della Lazio. Deve però trovare il supporto di tutta la squadra: va servito ed assistito per far valere la sua qualità sulle palle alte e la potenza della sua stazza fisica. Per vedere il miglior Matri dovrà farsi vedere per forza di cose la migliore Lazio, a partire da Felipe Anderson, che non riesce per ora a incidere come nella passata stagione, in cui aveva dimostrato di saper risolvere da solo le partite.

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