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L’AVVERSARIO DI TURNO – Sarri cerca continuità dopo la vittoria di ieri. Dubbi sul modulo

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La vittoria in Europa League per 5-0 contro il Club Brugge ha dato sicuramente fiducia ed entusiasmo al Napoli, sensazioni che da un mese a questa parte sembravano perse, complice i pessimi risultati in campionato con appena 2 punti in 3 partite (frutto della sconfitta alla prima con il Sassuolo e dei pareggi con Sampdoria ed Empoli).
Ora però, chiusa la prima giornata europea, è già tempo di tornare al Campionato e domenica sera i ragazzi di affronteranno la Lazio, cioè la squadra che appena 3 mesi fa distruggeva i sogni champions del Napoli proprio in casa dei partenopei (diretti concorrenti dei biancocelesti nella corsa alla Champions League). Inutle dire che la gara sarà pervasa da una grande voglia di rivincita.

QUALE MODULO? – Il 4-3-3, utilizzato per la prima volta in stagione da Sarri e che ha permesso di dare spettacolo contro il Club Brugge, potrebbe essere riposto anche nella delicata sfida contro la Lazio di Pioli. Tale modulo sembrerebbe essere più compatibile con le caratteristiche dei suoi attaccanti – Mertens e Callejon che ieri hanno ritrovato la loro vena realizzativa, mettendo a segno una doppietta a testa –  ma nelle ultime ore  la tentazione di Sarri può essere quella di tornare al 4-3-1-2 (modulo a cui il tecnico è più legato e che ha incantato tutti quando era alla guida dell’Empoli) con Insigne, Higuain e Gabbiadini.
Se decidesse di confermare il nuovo shcieramento tattico (il 4-3-3), avrebbe un ampia scelta in avanti, con appunto il belga e lo spagnolo come prima opzione e con Gabbiadini e Insigne come alternative. Il punto fermo centrale resterebbe Gonzalo Higuain (autentica bestia nera della Lazio) ma nel caso Sarri volesse farlo rifiatare sarebbe lo stesso Gabbiadini a essere l’indiziato numero uno per la sua sostituzione. L’unico interprete offensivo della rosa napoletana che ha giovato del cambio di modulo è stato Insigne che nell’inedita posizione di trequartista sembra essere particolarmente a suo agio. 

IL PUNTO DEBOLE: DIFESA DA BRIVIDI – Se la Lazio deve preoccuparsi dell’eventuale presenza di Higuain, sicuramente la difesa di Sarri non dormirà sonni tranquilli, anzi  la difesa napoletana potrebbe essere un’alleata per la partita di domenica: con sei gol subiti il Napoli ha terza peggior difesa del campionato alle spalle solamente di Carpi ed Empoli. La coppia di centrali fin qui formata da Albiol e Chiriches ha destato molte perplessità e nella partita di ieri Sarri ha provato Koulibaly al fianco dell’ex Real Madrid. Il difensore spagnolo nonostante le continue incertezze delle quali si è reso protagonista sembra godere di una stima incondizionata da parte dei suoi allenatori. Allora Sarri domenica potrebbe riproporre nuovamente la coppia impegnata ieri in Europa League. Non proprio un ostacolo insormontabile.

PROBABILE FORMAZIONE: In caso di ritorno (molto probabile secondo i media) al 4-3-1-2: davanti a Pepe Reina ci saranno a destra Maggio poi Albiol e Koulibaly centrali ed infine Ghoulam sul versante mancino. A centrocampo ritornano Allan e Valdifiori al fianco di Marek Hamsik con Insigne trequartista. La coppia d’attacco sarà formata da Gabbiadini e Higuain.

Marco Lanari

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LA NOSTRA STORIA Tanti Auguri a Roberto Muzzi

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Nasce a Roma il 21 settembre del 1971 Roberto Muzzi. Inizia a giocare nel Morena, poi passa alla Procalcio Italia e infine alla Roma. Nel 1993 viene ceduto in prestito in Serie B al Pisa. L’anno successivo passa al Cagliari, dove gioca fino al 1999 quando si trasferisce all’Udinese.

Nella stagione 2003-2004 Roberto Muzzi arriva alla Lazio. In biancoceleste resta per tre stagioni prima di trasferirsi al Torino in Serie B. Al termine della stagione 2006-2007, a 35 anni, scaduto il contratto sportivo contatta i vertici societari per il rinnovo ma riceve la proposta di entrare a far parte dello staff degli allenatori del settore giovanile granata. Dopo una pausa di riflessione decide di scendere di categoria, fino alla Serie C1, firmando un biennale con il Padova. Nell’agosto del 2009 il Villafranca Veronese, squadra neopromossa in Serie D, aveva avviato una trattativa ma il 5 agosto Muzzi dopo averci pensato ha rifiutato l’offerta deciso ad intraprendere la carriera da allenatore iscrivendosi al corso di Coverciano per conseguire il patentino di 2ª categoria.

Nel 2009 diviene allenatore della squadra Esordienti della Roma. Il 1 luglio 2011 passa alla guida dei giovanissimi provinciali. L’anno successivo passa ai giovanissimi regionali. Il 3 febbraio 2013 diventa vice allenatore della Roma dopo l’esonero di Zdeněk Zeman e la nomina di Aurelio Andreazzoli come nuovo tecnico dei giallorossi. Il 10 giugno lascia i giallorossi insieme ad Andreazzoli, ma il 4 luglio 2014 ritorna nel ruolo di tecnico dei giovanissimi Nazionali. A novembre 2015 viene scelto da Andrea Stramaccioni, suo collega nelle giovanili giallorosse, come suo vice al Panathīnaïkos. In seguito diventa Collaboratore tecnico di mister Andreazzoli all’Empoli nella stagione 2018-2019 e successivamente anche nella sua avventura al Genoa nella stagione 2019-2020.

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