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Napoli-Lazio: i precedenti e le statistiche

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A Napoli lo scorso 30 maggio si consumò il sogno terzo posto Champions. Da Napoli ora la Lazio riparte alla ricerca di quella continuità bruscamente interrotta dal pareggio di Dnipro, per dare ulteriore slancio ad una stagione fin qui con troppi alti e bassi. Missione non semplice, dal momento che di fronte ci sarà un team Sarri desideroso di regalarsi il primo acuto stagionale dopo aver conquistato la miseria di un punto in tre giornate (frutto di 2 sconfitte e 1 pareggio). E che avrà dalla sua numeri alquanto incoraggianti.

Nelle 123 sfide disputate in serie A tra le due compagini, infatti, gli azzurri si sono imposti ben 43 volte contro le 36 dei capitolini e i 43 pareggi. Non va diversamente per quanto riguarda le sfide in Campania, dove il bilancio recita 29 vittorie dei locali, 16 pareggi e solo 9 affermazioni degli ospiti. Da segnalare che, con il 4-2 del maggio scorso, i biancocelesti posero fine ad un’astinenza di vittorie al San Paolo che durava dal 2-0 firmato dalla doppietta di Rocchi nella stagione 2008-09. L’ultimo pareggio risale invece al novembre 2011, 0-0 con protagonista Marchetti autore di numerosi interventi miracolosi che mantennero inviolati i pali capitolini. Inoltre, la Lazio ha conquistato appena 5 punti negli ultimi 6 incroci di campionato con i partenopei e nelle ultime 4 sfide i palloni sono stati spediti in fondo al sacco ben 19 volte, una media di 4,75 a partita.

Per quanto riguarda invece i due allenatori, Pioli e Sarri si sono incrociati finora 3 volte, con un bilancio favorevole al parmense per due vittorie a una. Il tecnico laziale sorride anche nel conto delle 13 sfide ai campani, in cui ha ottenuto 6 successi, 4 pari e soltanto 3 ko ed è in serie positiva (2 vittorie e 1 pareggio) nelle ultime tre. Bilancio in parità invece per il ‘collega’ contro gli aquilotti, con una vittoria (in casa) e una sconfitta (in trasferta) ottenute entrambe nella scorsa stagione alla guida dell’Empoli.

E passiamo infine agli uomini gol. In casa Lazio, Matri è il vero e proprio giustiziere del Napoli, con 5 sigilli inflitti ai partenopei, l’ultimo dei quali risale tuttavia al 2011. Occhio anche a Parolo, che ha gonfiato quattro volte la porta azzurra, a Lulic, Candreva, Mauri, Klose e Onazi, fermi a quota 2, e a Basta e Keita. Da segnalare che il bosniaco, il tedesco e il nigeriano hanno realizzato reti decisive, rispettivamente per la finale di Coppa Italia e per il terzo posto. Nel Napoli, invece, un occhio di particolare riguardo dovrà essere rivolto a Higuain, che ha all’attivo 9 reti realizzate in 7 match tra campionato e Coppa Italia. Buoni anche gli score di Hamsik, autore di tre sigilli, e di Callejon, Gabbiadini Mertens, anch’essi in rete contro i capitolini.

 

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LA NOSTRA STORIA Silvio Piola, il più grande in assoluto

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Silvio Piola leggendario bomber della Lazio e della Nazionale


A Robbio, un piccolo paese immerso nelle risaie pavesi, il 29 settembre del 1913 nasceva Silvio Piola. Da molti considerato il calciatore italiano più forte di tutti i tempi. Una leggenda del nostro calcio. In oltre ventiquattro anni di carriera con Pro Vercelli, Lazio, Torino, Juventus e Novara, ha realizzato 274 reti in Serie A. Un primato che dura dal 7 febbraio 1954.

Silvio Piola è ancora oggi il capocannoniere storico in Serie A della Pro Vercelli (51 reti), della Lazio (143) e del Novara (70). In Nazionale ha dato il meglio di sé portando gli azzurri di Vittorio Pozzo alla vittoria nel Campionato del Mondo di calcio di Francia del 1938. Segnò cinque reti in quattro partite, tra cui la doppietta in finale contro l’Ungheria. Figura al terzo posto tra i marcatori azzurri di sempre con 30 reti (dietro a Riva e Meazza). Il tutto soltanto in 34 partite in azzurro, con una media gol di 0,88 reti a partita.

Nel 1954 si è ritirato dal calcio giocato. Dopo un’esperienza come allenatore a Cagliari in B e a Piacenza, nel 1957, entrò in Federazione come talent scout e allenatore dei giovani. Ruolo che ricoprì fino al 1976 quando andò in pensione. Affetto dal morbo di Alzheimer morì il 3 ottobre 1996 pochi giorni dopo il suo ottantatreesimo compleanno.

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