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Pioli più potere alla fantasia

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Pioli Lazio Bayer Leverkusen
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Tempo di nazionali ed in quel di Formello si lavoro duro per essere al top alla ripresa del campionato, domenica pomeriggio all’Olimpico arriva l’Udinese ed in casa Lazio è imperativo conquistare i tre punti. Per la partita contro i friulani Pioli ha in mente alcune modifiche tattiche al suo squadra ed in particolare è stuzzicato dall’idea di dare un po’ più di fantasia al suo undici inserendo un fantasista alle spalle delle due punte, soluzione del doppio attaccante in cantiere dopo l’arrivo di Matri. Ed in casa la Lazio ce ne sono di elementi che potrebbero ricoprire quel ruolo. Innanzitutto ex capitan Mauri, poi Candreva, Felipe Anderson e l’inglesino Morrison. I 4 giocatori hanno caratteristiche diverse ma – come scrive oggi il Corriere dello Sport – ognuno di loro può fare al caso di mister Pioli sulla trequarti. Alla Lazio ora manca proprio fantasia e piedi buoni, sopratutto vista l’assenza in regia di un elemento prezioso come Lucas Biglia.

CANDIDATI – Pioli per quel la trequarti ha abbondanza. Potrebbe utilizzare Candreva, il quale ha capacità di adattamento in ogni ruolo e poi dietro le punte avrebbe maggiori possibilità di tirare forte alla sua maniera. Felipe Anderson invece, sulle spalle ha il 10 il n. di la maglia che identifica da sempre il fantasista, è trequartista atipico, dribbla gli avversari in velocità ed in quella parte del campo riuscirebbe a rilanciare velocemente l’azione. Mauri già ha dimostrato di essere un ottimo trequartista, fu Delio Rossi ad inventarlo rifinitore e fu una scelta molto fruttuosa soprattutto in termini di assist. Infine c’è Morrison che nasce proprio come rifinitore e spera che con questa nuova disposizione tattica di Pioli possa rilanciare le proprie ambizioni in biancoceleste.


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Olimpiadi 2021: Italia salva, andrà a Tokio

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Firmato il decreto del consiglio dei Ministri sull’autonomia del Coni. L’Italia andrà alle Olimpiadi di Tokyo con il Tricolore e l’inno

L’ultimo Consiglio dei ministri del governo Conte bis ha salvato l’Italia da un’amara pagina di sport: è stato infatti approvato un decreto legge sull’autonomia del Coni. Evitata, di conseguenza, la sanzione da parte del CIO. Andando per ordine: in seguito alla riforma del primo Governo Conte, il Coni ha perso la propria autonomia a causa dell’ingresso nell’organo governativo Sport e Salute. La successiva riforma, concepita proprio per cancellare la precedente, non è bastata a evitare il rischio sanzione. Infatti il Comitato esige che a partecipare ai Giochi olimpici siano soltanto le nazioni che godono di autonomia sportiva. Nella fattispecie, l’Italia avrebbe violato l’articolo 27 della Carta Olimpica, secondo cui “i Comitati olimpici nazionali devono preservare la propria autonomia e resistere a pressioni di qualsiasi tipo, incluse quelle politiche, giuridiche, religiose o economiche”.

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