Seguici sui Social

Focus

Ucraina mon amour: per la Lazio tradizione positiva

Pubblicato

in



Pubblicità

Notte di Europa, notte di sogni per la Lazio a Dnipropetrovsk. L’atmosfera, a causa del match da giocare a porte chiuse per gli avversari, non sarà forse delle più suggestive, ma l’ambiente suonerà di sicuro familiare ai colori biancocelesti. Questo perché quello tra la Lazio e le formazioni ucraine è un lungo filo che non si è mai spezzato, e che affonda le sue radici addirittura alle primissime apparizioni del club capitolino nelle competizioni UEFA.

CHINAGLIA LO ZAR – In “Ogni Cosa è Illuminata” lo scrittore Jonathan Safran Foer parla di Odessa come della città più bella per innamorarsi e mettere su famiglia. La Lazio ha potuto saggiare la bellezza della città ucraina nel primo turno della Coppa UEFA 1975/76. Incassando una sconfitta di misura all’andata, ma vivendo al ritorno una delle notti europee più esaltanti della sua storia. Giorgio Chinaglia contro l’allora formazione dell’URSS riacciuffò la parità tra andata e ritorno al 90′, per poi realizzare una doppietta ai supplementari. Per il popolo biancoceleste queste emozioni europee, compreso l’extra time, rappresentavano una magnifica prima volta. La tripletta del bomber biancoceleste del primo scudetto ha segnato una notte indimenticabile.

SAPORE DI CHAMPIONS – Il ritorno in Ucraina avverrà ben ventiquattro anni dopo. Per la prima volta nella sua storia la Lazio è impegnata nella massima competizione europea, e in Champions League i biancocelesti si trovano di fronte la Dinamo Kiev. E’ la prima di sempre in Coppa dei Campioni all’Olimpico, e la Lazio ottiene un’esaltante vittoria in rimonta grazie ai gol di Paolo Negro e di Marcelito Salas. Il ritorno a Kiev si giocherà con la qualificazione già in cassaforte per la Lazio, che espugnerà comunque l’Olimpiyskiy con un gol di Dario Marcolin.

PIACEVOLE CONSUETUDINE – La stagione successiva la Lazio si ripresenterà in Ucraina con lo scudetto sul petto. L’avventura in Champions League parte in casa dello Shakhtar Donetsk: la squadra di Sven Goran Eriksson si imporrà con un rotondo 3-0, per poi fare il bis al ritorno, 5-1 con tripletta di Claudio Lopez (subito dopo quel match costretto per quasi sei mesi ai box per un grave infortunio).

IL NUOVO CORSO – La Lazio si ripresenta nel 2004 in Ucraina con prospettive completamente diverse. E’ appena finita l’era Cragnotti ed iniziata quella di Claudio Lotito, che ha chiuso il calciomercato con nove acquisti nell’ultimo giorno utile di trattative. La Lazio supera comunque brillantemente il primo turno di Coppa UEFA tornando a Donetsk, ma stavolta in casa del Metalurh. 3-0 sia all’andata che al ritorno, in una squadra che non riuscirà comunque a ripetere i fasti recenti in campo europeo. Quindi dopo Odessa, Kiev e due volte Donetsk, sarà ora Dnipropetrovsk la nuova tappa per una Lazio che nei doppi confronti contro le ucraine è sempre risultata vincitrice. Per Pioli, l’ovvia speranza che la tradizione possa continuare anche in questa stagione.

Fabio Belli

 

Continua a leggere
Pubblicità
Pubblicità