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CRONACA – Lazio St. Etienne 3-2: “belli” sporchi e cattivi con Onazi, Hoedt e Biglia

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L’agognata prima vittoria europea è arrivata per una Lazio come al solito a tratti brillante, a tratti imprecisa. La squadra di Pioli ha meritato il successo oltre ogni ragionevole dubbio, ma aver rischiato il pari in doppia superiorità numerica deve comunque dare spunti di riflessione a Stefano Pioli, anche alla luce del grossolano errore difensivo che aveva causato il vantaggio del Saint Etienne. La Lazio stavolta, parafrasando il suo allenatore, è stata sporca e cattiva, ma anche “bella”: al momento dei gol, ma anche in uno specchiarsi che ha rischiato di causare una beffa che sarebbe stata ben più atroce di quella patita contro il Dnipro.

FORMAZIONI – Contrariamente alle anticipazioni della vigilia, Pioli limita il turn over alla sostituzione di Lulic con Radu sulla corsia difensiva di sinistra, all’utilizzo di Hoedt al posto di Gentiletti al centro della difesa e all’innesto di Mauri, “falso nueve” al posto di Djordjevic. Nel Saint Etienne c’è Sall al posto di Pogba al centro della difesa, confermata la fantasia di Hamouma a sostegno del centravanti Beric.

DOCCIA GELATA – La Lazio inizia in modo propositivo il match, ma viene beffata quasi subito: al 7′ minuto clamoroso buco difensivo su cross da calcio d’angolo, e a mezzo metro dalla linea di porta Sall, praticamente di “pancia”, porta in vantaggio i transalpini. Subito dopo, su cross su punizione Hoedt svetta magistralmente di testa, ma il portiere del Saint Etienne Ruffier si produce in un vero e proprio miracolo, salvando sulla linea il gol del pareggio che sembrava ormai fatto. Ma è in difesa che la Lazio traballa paurosamente: allo scoccare del 14′ ancora calcio d’angolo per i francesi, sponda e colpo di testa di Beric che va a toccare la parte alta della traversa rientrando in campo. Sui calci piazzati, la retroguardia biancoceleste ha un inizio davvero disastroso.

ONAZI, L’UOMO DI COPPA – Al 21′ però la Lazio trova il break giusto: Onazi ruba palla a centrocampo e parte in percussione, lanciando sulla destra Felipe Anderson. Il brasiliano brucia il campo sotto i suoi piedi e crossa al centro, dove un rimpallo porta il pallone a centro area proprio tra i piedi dell’accorrente nigeriano, che scarica in rete il pallone del pareggio. La Lazio prova a questo punto ad accelerare, dirottando molto il gioco sulle fasce e puntando sulla falcata di Basta a destra e Keita a sinistra per sfruttare gli spazi lasciati dal Saint Etienne.

FUORI BERIC, SPRECO ONAZI – Al 33′, in una fase di stallo della partita, Robert Beric entra a gomito alto sulla faccia di Mauricio. Volto insaguinato per il difensore, ma sopratutto espulsione diretta per il centravanti sloveno, che lascia così i suoi compagni in dieci uomini. Il Saint Etienne nonostante l’inferiorità numerica continua però a sfruttare bene gli spazi lasciati dai biancocelesti, con la Lazio che rischia al 39′ quando Berisha deve salvare, azzeccando i tempi dell’uscita bassa, su Roux, lanciato bene in profondità da Corgnet. La prima frazione di gioco si chiude però con un’opportunità colossale per la Lazio: lancio dalle retrovie di Biglia e Mauri, a tu per tu con Ruffier, spara alle stelle la palla del possibile vantaggio.

DOCCIA RESTITUITA – I postumi della gomitata di Beric non permettono a Mauricio di continuare, e all’intervallo il difensore viene sostituito da Gentiletti. Passano appena due minuti e una punizione calciata da Milinkovic-Savic viene smanacciata in uscita scriteriata da Ruffier: Wesley Hoedt con un perfetto tocco di esterno manda la palla a baciare il palo e a entrare in rete, firmando il vantaggio laziale. La Lazio prova a controllare a questo punto il match, anche se spesso il Saint Etienne dimostra di poter trovare spazi che, con la superiorità numerica, teoricamente la squadra di Pioli non si dovrebbe trovare a concedere.

ANCORA UN ROSSO – Per provare a sfruttare meglio l’uomo in più e trovare maggiore profondità in attacco, Pioli inserisce Alessandro Matri in luogo di Stefano Mauri. Il Saint Etienne resta però abile nell’aspettare e ripartire, e il neo entrato Jean Christophe Bahebeck si rivela una brutta gatta da pelare per Hoedt, che prova a limitarne la velocità. E’ proprio Bahebeck a scaldare i guantoni di Berisha al 25′: Pioli decide di correre ai ripari e per avere più possesso palla decide inserire Cataldi in luogo di Onazi. Al 31′ però Loic Perrin interviene in maniera folle su Felipe Anderson lanciato in corsa: secondo giallo per il difensore centrale del Saint Etienne, e la squadra di Galtier si ritrova in nove nell’ultimo quarto d’ora, con tutte le sostituzioni già effettuate.

FINALE CON (INCREDIBILI) BRIVIDI – La Lazio prova a chiudere i conti, e Felipe Anderson cerca subito la gloria personale, ma senza fortuna. Per il colpo del ko bisogna però attendere solo qualche minuto. Al 35′ Keita scende bene sulla fascia sinistra e mette nel mezzo un pallone velenoso, smanacciato maldestramente da Ruffier. Lucas Biglia, con la complicità di una deviazione, realizza il tre a uno che era ciò che Pioli si aspettava in virtù della doppia superiorità numerica. Quello che Pioli non si aspettava di certo era sicuramente l’ennesima beffa difensiva, con un lancio lungo dalle retrovie che trova impreparata la difesa laziale, e Monnet-Paquet che beffa prima Basta e poi Berisha con un comodo pallonetto. E il disappunto sarà sicuramente aumentato sul colpo di testa al 41′ che ha permesso ai francesi di sfiorare il pareggio. Ma la Lazio di oggi è questa: bellissima quando deve proporre, goffa quando deve gestire, anche con i due uomini in più. La vittoria era l’importante, ma sulla fase difensiva Pioli dovrà continuare a far lavorare i suoi.

Fabio Belli

LAZIOSAINT-ÉTIENNE 3-2

Marcatori: 6’Bayal-Sall (SE), 22′ Onazi (L), 48′ Hoedt (L), 80′ Biglia (L), 84′ Monnet-Paquet (SE)

LAZIO (4-2-3-1): Berisha; Basta, Mauricio (46′ Gentiletti), Hoedt, Radu; Biglia, Onazi (74′ Cataldi); Felipe Anderson, Milinkovic-Savic , Keita; Mauri (63′ Matri).  A disp. Marchetti, Konko, Kishna, Morrison. All. Stefano Pioli.

SAINT-ÉTIENNE (4-1-2-3): Ruffier; Clerc, Bayal-Sall, Perrin, Polomat; Pajot; Corgnet (63′ Diomandé), Lemoine;  Hamouma (63 ‘Bahebeeck), Beric, Roux (74’ Monnet-Paquet). A disp. Moulin, Malcuit, Eysseric, Maupay. All. Christophe Galtier.

ARBITRO: Özkahya (TUR). ASS.: Yilmaz-Kan. IV: Satman. ADD.: Özkalfa-Palabıyık.

NOTE. Ammonito: 25′ Onazi (L), 48′ Bayal-Sall (SE), Espulsi: 33′ Beric (SE), 76′ Bayal-Sall per doppia ammonizione (SE) Recupero: 2′ pt; 3′ st.

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LA NOSTRA STORIA Tanti auguri a Cristian Daniel Ledesma

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Compie oggi gli anni Cristian Daniel Ledesma. L’ultimo capitano che ha saputo con il suo comportamento, la sua serietà e il suo grande affetto verso i colori biancocelesti, rendersi “immortale” nella storia della Lazio.

GLI INIZI

Nato a Buenos Aires il 24 settembre 1982 Ledesma cresce nelle giovanili del Boca Juniors. Nel 2001 grazie al direttore sportivo del Lecce, Pantaleo Corvino, arriva in Italia. Con le sue prestazioni si segnala come uno dei migliori protagonisti della formazione pugliese. Nel 2006, a seguito della retrocessione in serie B dei giallorossi pugliesi è acquistato dalla Lazio. I primi tempi nella Capitale si rivelano difficoltosi ma pian piano le sue prestazioni cominciano a lievitare e Cristian diventa uno dei pilastri della formazione biancoceleste.

LEDESMA: DAL PRIMO DERBY AI PROBLEMI CONTRATTUALI

Nel primo derby giocato nel dicembre del 2006 Ledesma realizza un gol incredibile: un tiro scagliato da circa 30 metri si va ad insaccare all’incrocio dei pali della porta giallorossa, ed entra così definitivamente nei cuori dei suoi sostenitori. I biancocelesti al termine del campionato conquistano la Champions League ed il presidente biancoceleste, Claudio Lotito, rifiuta tutte le proposte che arrivano per il calciatore.

DA PROTAGONISTA A FUORI ROSA

Nella stagione successiva, malgrado le difficoltà della squadra guidata da Delio Rossi, le sue prestazioni sono sempre oltre la sufficienza. Nonostante i suoi successi personali, nella stagione successiva, a causa di problemi contrattuali, viene messo fuori rosa ed il giocatore chiede la rescissione del contratto ma il ricorso presentato dal calciatore non viene ammesso dal collegio arbitrale.

DA DELIO ROSSI A REJA

Cristian chiede allora di essere ceduto ma il presidente Lotito non cede e lo trattiene a Roma. Nel frattempo la compagine biancoceleste era passata da Rossi agli ordini di Ballardini, ma è solo dopo l’esonero del nuovo allenatore e la sua sostituzione con Edy Reja che viene reintegrato in squadra. Il tecnico friuliano punta molto sul giocatore argentino e lo schiera subito nella formazione titolare. Dopo il lungo periodo di inattività Cristian torna alla ribalta risultando decisivo per la salvezza della squadra romana.

DALLA RICONCILIAZIONE AL DIVORZIO

Nel calciomercato del 2010 sembra di nuovo in procinto di fare le valigie verso altri lidi ma dopo aver più volte sfiorato la rottura con la dirigenza biancoceleste, a sorpresa, firma un nuovo contratto di 5 anni mettendo fine al contenzioso. Alla scadenza del nuovo contratto la Lazio annuncia che tra le parti si è deciso di non proporgli nessun rinnovo e tramite il proprio sito ufficiale, con un messaggio denso di commozione, saluta e ringrazia il calciatore per il suo attaccamento ai colori biancocelesti. Dopo 8 stagioni, in cui il giocatore ha collezionato 259 presenze e 12 reti in campionato, Ledesma saluta la sua vecchia società. Durante la sua carriera romana vince 2 Coppe Italia, la prima nella stagione 2008/09 e la seconda nel 2012/13, e la Supercoppa Italiana nel 2009/10.

LE ALTRE ESPERIENZE

Nel 2015 si trasferisce al Santos per passare poi all’inizio di questa stagione al Panathinaikos. A dicembre del 2016 rescinde il contratto con la squadra greca e a gennaio firma per la Ternana. La stagione successiva però si trova nuovamente svincolato e a luglio del 2017 comincia a frequentare il corso da allenatore a Coverciano per calciatori svincolati. Il 22 agosto firma un contratto annuale con il club svizzero del Lugano. Tornato in Italia viene ingaggiato dal Pro Piacenza, formazione emiliana di Serie C. In seguito alle difficoltà finanziarie della società piacentina si svincola insieme ad altri giocatori. Rimasto senza contratto dopo l’esperienza alla Pro Piacenza il 6 settembre 2019 decide di ritirarsi ed accettare la proposta di allenare la LUISS, squadra della nota università romana militante in Promozione. Durante quest’esperienza ritrova come calciatore Guglielmo Stendardo, suo compagno ai tempi della Lazio.

TANTI AUGURI CAPITANO !!!

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