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L’AVVERSARIO DI TURNO – Il Torino: Tentazione Peres per Ventura. Baselli torna alle origini

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Neanche il tempo di godersi la bella vittoria in 10 contro il Rosenborg in Europa League ed è già tempo di campionato per i ragazzi di Pioli. I biancocelesti (domenica alle ore 18) hanno intenzione di confermarsi sia a livello di gioco che di risultati, per avvicinarsi sempre di più alla vetta della classifica (la Fiorentina capolista dista solo 3 punti), ma di fronte avrà un avversario che, seppur anch’esso incerottato, è molto pericoloso e che in questi anni sta facendo sognare i suoi tifosi grazie all’ottimo calcio espresso: stiamo parlando del Torino di Gampiero . I granata grazie al suo tecnico (nonostante in estate il presidente Cairo abbia venduto i pezzi pregiati) sta mettendo in difficoltà tutti gli avversari incontrati fino ad ora, infatti sotto i colpi dei ragazzi di Ventura sono cadute Fiorentina e Sampdoria mentre il Milan è riuscito a strappare soltanto un pareggio. Insomma quando giocano i granata la noia è lontana anni luce ma come già detto in più occasioni, se la Lazio gioca come sa (cioè Brutta, Sporca e Cattiva) anche il Torino può essere messo in seria difficoltà. Sarà una bella partita tra 2 squadre che nela scorsa stagione giocavano e giocano ancora oggi (nonostante qualche difficoltà iniziale) un ottimo calcio…si prospetta quindi una partita tosta per entrambe le squadre, aggravata dal fatto che entrambi presentano rilevanti problemi di infermeria.

IL CAMMINO DEI GRANATA –  I ragazzi di Ventura, grazie all’ottimo gioco espresso in campo, stanno disputando un ottimo inizio di stagione con 14 punti conquistati in 8 partite (4 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte) che hanno proiettato i granata al 7° posto in classifica a un solo punto proprio dalla Lazio e non hanno intenzione di fermarsi, anche se affrontare i ragazzi di Pioli all’Olimpico di Roma non fa dormire sonni tranquilli. La vittoria, però, in casa granata manca da circa un mese, dal 2-1 rifilato al Palermo il 27 Settembre. Dopo i tre punti contro i siciliani, Quagliarella e compagni hanno regalato al Carpi la prima storica vittoria in e hanno pareggiato, al rientro dalla sosta, contro il Milan del precario Mihajlovic. Non è tutto oro però ciò che luccica, perchè se da un lato i 13 gol all’attivo mostrano la grande abilità realizzativa dei granata…dall’altro lato il fatto che Padelli non ha dovuto raccogliere il pallone in fondo alla rete soltanto in un’occasione dimostra una certa fragilità difensiva che la Lazio ha il dovere di sfruttare. Certo la difesa di Pioli non sta vivendo un bel momento…però il fattore Olimpico può essere un ulteriore fonte di sicurezza per la retroguardia biancoceleste.

LA MINACCIA – Osservato speciale per la delicata sfida di domenica sarà Daniele Baselli. L’ex giocatore dell’Atalanta sotto la guida di Giampero Ventura, che lo sta schierando nel ruolo di mezz’ala sinistra, sta vivedo un momento a dir poco magico, sopratutto dal punto di vista realizzativo: la nuova collocazione tattica infatti gli ha permesso di diventare il capocannoniere del Toro con 4 reti (insieme a Quagliarella). Mezzala e non regista quindi, com’era agli inizi, ispirandosi ad Andrea Pirlo. Adesso è un giocatore che si insersce, segna, copre e riparte, con la velocità. Lo stesso giocatore ha confessato di essere sorpreso per il numero di gol realizzati: del resto in 55 presenze con l’Atalanta sono arrivate appena 2 reti. Poi il trasferimento al Torino e l’esplosione sottoporta: 8 presenze stagionali e 5 marcature. Si può dire che il ragazzo è sulla buona strada per diventare un fuoriclasse e con un Maestro come Ventura non può che continuare a migliorare, sicuramente ad oggi vale molto di più dei 4 milioni spesi dai granata per portarlo via da Bergamo. Ormai è un pezzo pregiato.

COME SCENDERANNO IN CAMPO – Ventura (nonostante le assenza) non abbandona il 3-5-2. Davanti al portiere Padelli, il terzetto di centrali (vista l’assenza di Maksimovic) sarà costituito da: Moretti, Bovo e Glik. Sulle fasce invece ci sarà la spinta costante di Molinaro a sinistra e Zappacosta a destra, in netto vantaggio su Peres: Il brasiliano ha recuperato dalla lesione di primo grado all’adduttore della coscia sinistra e potrebbe essere la grande sorpresa di domenica…ma Ventura, seppur tentato, vorrebbe evitare di farlo partire dal primo minuto contro i biancocelesti (per tenere testa a Felipe Anderson e/o Candreva bisogna essere al 100%) e visto il tour de force che vedrà di scena la squadra granata 3 volte in 6 giorni è giusto ponderare adeguatamente. Viste le condizioni non ottimali di Gazzi (alle prese con una distorsione alla caviglia) e Vives (lombalgia) il centrocampo sarà composto dal trio Benassi, Baselli e Acquah. Per il ruolo di regista quindi, vista l’assenza contemporanea di Gazzi, Vives e Prcic (il giovane francese di origini bosniache, ovvero il terzo regista granata è alle prese con una forte influenza), cala la propria candidatura Daniele Baselli: un ritorno alle origini per l’uomo in più del Toro di inizio stagione, Baselli è pronto a lasciare il ruolo di mezzala sinistra per cimentarsi nel compito di costruttore di gioco. Per Ventura dunque si profila una forzata e inevitabile rivoluzione a centrocampo visto che nessuno dei tre registi potrà essere disponibile. Imbarazzo della scelta invece ni attacco: Amauri, Belotti, Martinez, Maxi Lopez e Quagliarella sono tutti in forma: molto probabilmente però la coppia d’attacco  sarà costituita da Maxi Lopez e Quagliarella, con Belotti pronto a subentrare.

PROBABILE FORMAZIONE (3-5-2): Padelli; Moretti, Bovo, Glik; Zappacosta, Benassi, Baselli, Acquah, Molinaro; Maxi Lopez, Quagliarella  All. Ventura

In dubbio:
Gazzi, Vives, Prcic.

Squalificati: –
Indisponibili: Farnerud, Maksimovic, Avelar, Jansson, Obi

Marco Lanari

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LA NOSTRA STORIA Tanti auguri a Tommaso Rocchi

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Il 31 agosto 2004, nell’ultimo giorno di calciomercato, l’attuale presidente biancoceleste Claudio Lotito, da poco affacciatosi nel mondo del calcio italiano, dopo aver risolto le note vicende finanziarie, rompe gli indugi e nel giro di poche ore acquista tutta la rosa biancoceleste per poter iscrivere la Lazio al campionato 2004-2005. Tra i tanti giocatori affidati alla guida del tecnico Mimmo Caso ce n’è uno che, dopo aver girovagato in lungo e largo per la penisola mettendosi in mostra con i suoi gol in tutte le piazze in cui ha giocato, si rileverà a lungo andare uno dei migliori di quella nidiata incredibile per come sia stata concepita e messa su in fretta e furia. Il presidente biancoceleste ha una felice idea e contatta l’Empoli, allora appena retrocesso, per chiedere lumi su Tommaso Rocchi, attaccante allora ventisettenne nato a Venezia il 19 settembre del 1977. Il giocatore veneto, lusingato ed incuriosito dall’offerta di Lotito, entusiasta all’idea di potersi misurare in una società importante come la Lazio si presenta a Roma per discutere il contratto e nel giro di pochi minuti accetta euforico la nuova destinazione, mentre il presidente nel frattempo trova l’accordo con la società toscana rilevando la metà del cartellino del calciatore. Il primo anno è duro, la Lazio durante il campionato esonera Caso ed il suo posto viene affidato a Giuseppe Papadopulo, che solamente all’ultima giornata riesce a raggiungere la salvezza. Per i tifosi biancocelesti quella si rileverà una stagione avara di soddisfazioni, ma resta il fiore all’occhiello del derby vinto per 3-1, il 6 gennaio 2005, contro i rivali giallorossi grazie alle reti di Di Canio, Cesar e dello stesso Rocchi. Il “ghepardo” biancoceleste, soprannome affibbiatogli nella piazza romana, contribuisce alla salvezza della squadra realizzando in quella stagione 13 gol in 35 partite di campionato ed altre 2 reti in 5 partite di Coppa Uefa. Tommaso sin da subito si rivela un vero istrione, capace di divertirsi e far divertire anche fuori dal campo di gioco. Oltre ad essere un trascinatore per i compagni in partita, durante la settimana dopo gli allenamenti si riunisce con Di Canio ed i fratelli Antonio ed Emanuele Filippini, come lui appassionati di musica, in alcuni locali per suonare per beneficenza. Nonostante la salvezza ottenuta Lotito decide di sollevare dall’incarico Papadopulo ed affida la squadra a Delio Rossi. Con il nuovo tecnico Tommaso diventa titolare inamovibile, realizza il suo record personale di gol, 16 in 37 partite, e raggiunge con i compagni il sesto posto finale e di conseguenza la Coppa Uefa. L’anno successivo il presidente biancoceleste acquista dall’Inter il giovane Goran Pandev, i due si renderanno protagonisti della stagione biancoceleste formando una coppia tra le più prolifiche della e la squadra raggiunge addirittura il terzo posto. La stagione seguente, in virtù della terza piazza, i biancocelesti si trovano a disputare lo spareggio per la Champions contro la Dinamo Bucarest e grazie a due gol del veneto nella gara di ritorno raggiungono la qualificazione ai gironi della competizione internazionale più importante. Nella stagione 2008-2009, sempre agli ordini di Delio Rossi vince la Coppa Italia contro la Sampdoria. Nella finale terminata alla lotteria dei rigori Tommaso non è fortunato e sbaglia il suo tiro dal dischetto ma la delusione dura poco perchè si rifà con gli interessi subito dopo nella Supercoppa Italiana giocata dai biancocelesti a Pechino contro l’Inter, nel corso della quale realizza il gol del raddoppio dei capitolini ed alza la coppa con i gradi di capitano al braccio. La sua carriera romana, sicuramente soddisfacente, si interrompe all’inizio del 2013, quando viene ceduto all’Inter. Rocchi con la Lazio ha disputato 293 incontri realizzando in tutto 105 reti, quota con la quale il giocatore veneto si è piazzato al quinto posto nella classifica dei marcatori biancocelesti di tutta la storia della società capitolina, dietro autentici mostri sacri del calibro di Piola, Signori, Chinaglia e Giordano.

 

 

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