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L’AVVERSARIO DI TURNO – Sassuolo, buone notizie per Di Francesco: Berardi c’è

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E’ un momento un pò complicato quello che sta vivendo la Lazio in questi giorni: se da un alto c’è la consapevolezza che il momento negativo è passato riportando gioia e fiducia tra i tifosi (e le 4 vittorie consecutive tra campionato e Europa League lo dimostrano), dall’altro però la sosta per le nazionali ha portato effetti totalmente diversi da quelli sperati, dove Sì c’è da segnalare il recupero di Klose…ma hanno costretto Pioli e la Lazio a dover rinunciare a 2 colonne portanti del centrocampo biancoceleste: ossia Biglia e Parolo (senza dimenticare l’assenza ormai certa anche di de Vrij in difesa). Ma si sa’ quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare, e in questa situazione la Lazio ha il dovere di non fermarsi e dovrà essere ancora più brutta, sporca e cattiva del solito se vuole fare una grande partita al Mapei Stadium contro il Sassuolo.  Quella neroverde è una squadra molto difficile da battere (sopratutto in casa dove ancora non ha mai perso) e in quest’inizio di stagione già alcune big, come Napoli e Roma, ne hanno fatto le spese perdendo dei punti preziosi.

IL CAMMINO DEGLI EMILIANI – Il gol di Maccarone della scorsa settimana ha posto fine all’imbattibilità del Sassuolo interrompendo l’entusiasmo dell’ambiente emiliano. La squadra del presidente Squinzi rimane comunque una delle belle sorprese di questo campionato dove ha realizzato 12 punti in 7 giornate. Il Sassuolo è partito subito forte e fino a domenica scorsa erano l’unica squadra italiana a non aver mai perso. Su 6 gare, infatti, i ragazzi di  avevano ottenuto 3 vittorie (Napoli, Bologna, Palermo) e 3 pareggi (Atalanta, Roma e Chievo) catapultando così la squadra nelle zone nobili della classifica. Insomma un cammino che giustamente fa sognare i tifosi emiliani anche se Di Francesco fin dalla prima giornata ha sempre predicato calma e ha continuato a ribadire che il vero obiettivo stagionale è la salvezza.

COME SCENDERANNO IN CAMPO – Dopo la doppia seduta di lavoro odierna, restano pochi dubbi: il Sassuolo scenderà in campo con il 4-3-3. In porta ci sarà Consgli; In difesa Acerbi è in dubbio: il difensore centrale ha un problema muscolare, se non ce la dovesse fare al suo posto è pronto Terranova. Il resto della linea a quattro, invece, sarà composta da Vrsaljko, Cannavaro e Peluso (quest’ultimo però nella sessione di allenamento di oggi ha lavorato a parte insieme a Floccari ma la sua presenza non sembra in dubbio per domenica). In cabina di regia agirà capitan Magnanelli, con Missiroli e Duncan come intermedi. Davanti Di Francesco può stare sereno, nel tridente con Defrel e Floro Flores ci sarà anche Berardi: sembrava essere anche lui in dubbio visto il problema agli adduttori della coscia sinistra accusato ad Empoli e che gli ha impedito di rispondere alla chiamata della Nazionale e invece, dopo una settimana di sedute differenziate, oggi ha lavorato regolarmente con il resto del gruppo svolgendo sia la parte atletica, che la partitina finale a ranghi contrapposti, dunque può considerarsi recuperato per la sfida con la Lazio in programma alle 15 di domenica al Mapei Stadium. Per Eusebio Di Francesco, un ulteriore bella notizia dopo che la scorsa settimana aveva già riabbracciato i difensori Acerbi ed Antei. Gli unici giocatori che rimangono ai box sono Floccari (vittima di uno stiramento alla coscia destra) e Peluso (alle prese con acciacchi muscolari) solo l’attaccante calabrese non dovrebbe riuscire a recuperare per il match contro la sua ex squadra. All’appello mancano sempre Vrsaljko e Duncan, impegnati con le rispettive nazionali: il croato rientrerà oggi dopo aver sfidato Malta nell’ultima gara delle qualificazioni ad Euro 2016, il ghanese invece tornerà a disposizione soltanto domani essendo stato impegnato all’una di questa notte nell’amichevole con il Canada a Washington. Proprio per questo motivo non è da escludere che, contro la Lazio, Di Francesco possa rilanciare Biondini nell’undici titolare, in una mediana completata dagli instancabili Magnanelli e Missiroli.

PROBABILE FORMAZIONE –  (4-3-3) Consigli; Vrsaljko, Acerbi (Terranova), Cannavaro, Peluso; Magnanelli, Missiroli, Duncan (Biondini); Berardi, Floro Flores, Defrel  All. Di Francesco

Squalificati:  –
Indisponibili: Floccari, Pellegrini

Marco Lanari

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LA NOSTRA STORIA Tanti auguri a Tommaso Rocchi

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Il 31 agosto 2004, nell’ultimo giorno di calciomercato, l’attuale presidente biancoceleste Claudio Lotito, da poco affacciatosi nel mondo del calcio italiano, dopo aver risolto le note vicende finanziarie, rompe gli indugi e nel giro di poche ore acquista tutta la rosa biancoceleste per poter iscrivere la Lazio al campionato 2004-2005. Tra i tanti giocatori affidati alla guida del tecnico Mimmo Caso ce n’è uno che, dopo aver girovagato in lungo e largo per la penisola mettendosi in mostra con i suoi gol in tutte le piazze in cui ha giocato, si rileverà a lungo andare uno dei migliori di quella nidiata incredibile per come sia stata concepita e messa su in fretta e furia. Il presidente biancoceleste ha una felice idea e contatta l’Empoli, allora appena retrocesso, per chiedere lumi su Tommaso Rocchi, attaccante allora ventisettenne nato a Venezia il 19 settembre del 1977. Il giocatore veneto, lusingato ed incuriosito dall’offerta di Lotito, entusiasta all’idea di potersi misurare in una società importante come la Lazio si presenta a Roma per discutere il contratto e nel giro di pochi minuti accetta euforico la nuova destinazione, mentre il presidente nel frattempo trova l’accordo con la società toscana rilevando la metà del cartellino del calciatore. Il primo anno è duro, la Lazio durante il campionato esonera Caso ed il suo posto viene affidato a Giuseppe Papadopulo, che solamente all’ultima giornata riesce a raggiungere la salvezza. Per i tifosi biancocelesti quella si rileverà una stagione avara di soddisfazioni, ma resta il fiore all’occhiello del derby vinto per 3-1, il 6 gennaio 2005, contro i rivali giallorossi grazie alle reti di Di Canio, Cesar e dello stesso Rocchi. Il “ghepardo” biancoceleste, soprannome affibbiatogli nella piazza romana, contribuisce alla salvezza della squadra realizzando in quella stagione 13 gol in 35 partite di campionato ed altre 2 reti in 5 partite di Coppa Uefa. Tommaso sin da subito si rivela un vero istrione, capace di divertirsi e far divertire anche fuori dal campo di gioco. Oltre ad essere un trascinatore per i compagni in partita, durante la settimana dopo gli allenamenti si riunisce con Di Canio ed i fratelli Antonio ed Emanuele Filippini, come lui appassionati di musica, in alcuni locali per suonare per beneficenza. Nonostante la salvezza ottenuta Lotito decide di sollevare dall’incarico Papadopulo ed affida la squadra a Delio Rossi. Con il nuovo tecnico Tommaso diventa titolare inamovibile, realizza il suo record personale di gol, 16 in 37 partite, e raggiunge con i compagni il sesto posto finale e di conseguenza la Coppa Uefa. L’anno successivo il presidente biancoceleste acquista dall’Inter il giovane Goran Pandev, i due si renderanno protagonisti della stagione biancoceleste formando una coppia tra le più prolifiche della Serie A e la squadra raggiunge addirittura il terzo posto. La stagione seguente, in virtù della terza piazza, i biancocelesti si trovano a disputare lo spareggio per la Champions contro la Dinamo Bucarest e grazie a due gol del veneto nella gara di ritorno raggiungono la qualificazione ai gironi della competizione internazionale più importante. Nella stagione 2008-2009, sempre agli ordini di Delio Rossi vince la Coppa Italia contro la Sampdoria. Nella finale terminata alla lotteria dei rigori Tommaso non è fortunato e sbaglia il suo tiro dal dischetto ma la delusione dura poco perchè si rifà con gli interessi subito dopo nella Supercoppa Italiana giocata dai biancocelesti a Pechino contro l’Inter, nel corso della quale realizza il gol del raddoppio dei capitolini ed alza la coppa con i gradi di capitano al braccio. La sua carriera romana, sicuramente soddisfacente, si interrompe all’inizio del 2013, quando viene ceduto all’Inter. Rocchi con la Lazio ha disputato 293 incontri realizzando in tutto 105 reti, quota con la quale il giocatore veneto si è piazzato al quinto posto nella classifica dei marcatori biancocelesti di tutta la storia della società capitolina, dietro autentici mostri sacri del calibro di Piola, Signori, Chinaglia e Giordano.

 

 

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