Seguici sui Social

Focus

STATISTICHE – Lazio abbonata ai cartellini: sono 32 fino ad ora. Mauricio il più “cattivo”

Avatar

Pubblicato

il

PUBBLICITA



La terribile notte di Napoli ha ormai permesso alla di far suo un importante concetto, quello di essere Brutta, Sporca e Cattivaun atteggiamento che i tifosi hanno sicuramente apprezzato ma che, senza la dovuta attenzione e cautela, può portare a delle insidie:
Dopo 13 partite tra campionato e coppe, possiamo riscontrare un dato che ha contraddistinto i ragazzi di Pioli anche la scorsa stagione, complice il gioco propositivo, grintoso e dispendioso richiesto dal tecnico emiliano: stiamo parlando del grande accumulo di cartellini.
Nei tredici impegni fin qui disputati, la Lazio ha collezionato ben 32 cartellini per una media di 2,46 a partita.
Confrontando il dato attuale con le prime tredici uscite ufficiali della passata stagione (tra cui il primo turno di Coppa Italia contro il Bassano) emerge chiaramente il lato negativo del pressing asfissiante: in quello scorcio di stagione i cartellini collezionati erano addirittura 35.
Sul versante disciplinare, dunque, la Lazio 2.0 di Pioli conferma questo trend, ma è tuttosommato il giusto prezzo da pagare se si vuole una Lazio brutta, sporca e cattiva…ciò che può ulteriormente allarmare è che ques’anno la Lazio deve affrontare una grande e imprevista quantità di infortuni, pertanto è fondamentale evitare il più possibile il rischio di andare in contro ad ulteriori perdite che creerebbero non pochi problemi alla Banda-Pioli.
Lo scettro di giocatore più “cattivo” di questo primo scorcio di stagione, non essendoci più Lorik Cana (trasferitosi questa estate al Nantes), va a : lo “sceriffo” biancoceleste, fa della grinta il suo marchio di fabbrica ma spesso questo può rivelarsi un arma a doppio taglio, il centrale brasiliano ha finora collezionato 4 cartellini gialli in campionato con Napoli, Genoa e Hellas Verona (doppia ammonizione e quindi espulsione, pagata con la squalifica in Lazio-Frosinone). Il numero 33 è tornato in campo con il Sassuolo e non ha tardato ad essere sanzionato dal direttore di gara. In Europa invece, ha saltato la sfida con il Dnipro in quanto espulso per doppio giallo nel ritorno dei preliminari di Champions League con il Bayer Leverkusen.
Totale: per otto volte il suo nome è finito sul taccuino dell’arbitro.

DIFESA – Sempre in difesa, al secondo posto tra i più “cattivi” troviamo l’eroe del 26 maggio Senad Lulic, sanzioanto  in quattro occasioni tra campionato e coppe dal direttore di gara: Napoli, Hellas Verona, Sassuolo, Bayer Leverkusen. Seguono a ruota Gentiletti, a con solo due ammonizioni sopraggiunte contro Genoa e Frosinone, e Radu: il rumeno però e’ assente in campionato dalla quinta giornata per scelta tecnica, comunque anche per lui si devono registrare due cartellini gialli (uno con il Bologna alla prima giornata, l’altro nella partita con gli ucraini). Solo una sanzione per il giovane Hoedt, rimediata nel primo turno di Europa League con il Dnipro.

CENTROCAMPO – Passando al centrocampo, la situazione non migliora. Ad aprire la lista sono Milinkovic-Savic (a quota cinque ammonizioni, complice una struttura fisica imponente) e Cataldi (quattro i gialli, di cui due rimediati nella partita con il Sassuolo e da scontare con un turno di squalifica). Seguono Parolo, fermo a due, Biglia e Onazi con un solo cartellino rimediato.

ATTACCO – Tra i giocatori d’attacco  sono da registrare  i cartellini di Anderson (uno) e Keita (uno).

Non tutti però sono “cattivi” nella rosa biancoceleste, ci sono anche dei “buoni” e tra questi spicca Dusan Basta, con ZERO cartellini collezionati. Come lui, Konko e Patric (ma a differenza del serbo, quest’ultimi sono stati impiegati raramente da Pioli).

 

 

 

 


Focus

ACCADDE OGGI Il derby di Di Canio con l’esultanza sotto la Curva Sud (VIDEO)

Avatar

Pubblicato

il


PUBBLICITA

15 gennaio 1989 –  Campionato Italiano di calcio Serie A 1988/89 – Quel gol di Di Canio e i festeggiamenti sotto la Sud.

Di Canio come Chinaglia

Correva l’anno 1989, 15 gennaio. Un pomeriggio in cui la città di Roma ‘chiuse’ per derby. Stadio Olimpico, contro Roma, Materazzi contro Liedholm. Una partita che sulla carta non aveva storia per la supremazia giallorossa. Invece accadde l’impensabile. Una Lazio guerriera e cinica, nonostante le assenze di Martina, Sclosa, Gregucci e Gutierrez. L’inserimento del ventenne Di Canio, prodotto del vivaio biancoceleste. Sarà lui a fare la storia di quel derby ed entrare nella storia della Lazio.

Minuto 25, apoteosi Di Canio

Una Roma irriconoscibile soffre il pressing alto ed estenuante della lazio. Al minuto 25 ecco il vantaggio della Lazio. Di Canio trafigge Tancredi con una botta di destro. Poi, come Chinaglia, la corsa sotto la Sud, il dito alzato e la rabbia dei tifosi romanisti. Un’immagine che resterà nella storia dei derby capitolini. Di seguito il video di quel leggendario gol. Sofferenza finale con la Traversa di Voeller, ma anche un palo laziale. Fischio finale e la Lazio, dopo 10 anni, torna a vincere il derby capitolino.

LAZIO: Fiori, Monti, Beruatto, Pin, Marino, Piscedda, Dezotti (90′ Greco), Icardi, Di Canio, Acerbis, Sosa (87′ Muro). A disp. Bastianelli, Di Loreto, Rizzolo. All. Materazzi.

ROMA: Tancredi, Tempestilli, Nela, Massaro, E.Oddi (82′ Gerolin), Collovati, Renato (46′ Conti), Desideri, Voller, Giannini, Policano. A disp. Peruzzi, Andrade, Rizzitelli. All. Liedholm.

LASCIA UN LIKE ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

DIVENTA NOSTRO FOLLOWER ANCHE SU TWITTER

Continua a leggere
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Novcom Agenzia

Articoli più letti