Seguici sui Social

Focus

LA CRONACA – Lazio-Dnipro 3-1, sul binario Candreva-Parolo preso il treno del primo posto

Pubblicato

in



Serviva una reazione, serviva il ritorno alla vittoria. Il secondo è stato inequivocabile, la prima poteva essere più netta. Ma in chiave , al di là di una partita non entusiasmante per ritmi e contenuti tecnici, la vittoria della Lazio contro il Dnipro vale oro. Perché garantisce ai biancocelesti non solo la qualificazione ai sedicesimi di finale, ma anche il primo posto nel girone grazie al pareggio del Saint Etienne in casa del Rosenborg. Non ci saranno le eliminate dalla Champions nel sorteggio del primo turno ad eliminazione diretta della competizione per la squadra di Pioli, dunque. Resta da capire se questa vittoria potrà essere la prima pietra per mettere fine alla recente crisi della Lazio: come detto, non tutti i segnali sono stati pienamente confortanti.

FORMAZIONI – Turn over ma non troppo per Pioli, che rilancia dal 1′ Candreva e Kishna ma come esterni di centrocampo. In attacco infatti dopo diverso tempo si rivedono in biancoceleste le due punte, con Matri e Klose schierati uno di fianco all’altro. A centrocampo torna Cataldi, in difesa rivoluzione con Berisha, Konko, Mauricio e Radu che rispetto al Palermo rilevano Marchetti, Basta, Hoedt e Lulic. Nel Dnipro al centro della difesa c’è Douglas, che radio-mercato segnala come promesso sposo biancoceleste sul mercato di gennaio.

LAMPO CANDREVA – Dopo 2′ subito spavento per Berisha, con una potente conclusione di Danilo dal limite dell’area che finisce di poco a lato. Un lampo che fa però da preludio per il vantaggio della Lazio al 4′. E’ l’uomo più discusso del momento, , a sfruttare un delizioso passaggio filtrante di e a piazzare il pallone sul secondo palo, dove il portiere del Dnipro Boyko non può arrivare. La Lazio si dimostra molto attiva sulle fasce con la spinta di Candreva e Kishna che si fa sentire, e la difesa alta degli ucraini sembra in procinto di cedere in qualsiasi momento.

RITMI BASSI – La Lazio però non sembra avere fretta di colpire e gli affanni del primo quarto d’ora per in Dnipro vanno diradandosi. Poche le occasioni, al 32′ Klose servito bene prova a piazzare la sfera che finisce però alta sopra la traversa. Gli ucraini tentano solo un paio di sballate conclusioni dalla distanza, al 39′ Gentiletti è abile a inserirsi di testa, e il pallone deviato da un difensore per poco non beffa Boyko. zAl 42′ il Dnipro è costretto al primo cambio, con Anderson Pico che prende il posto di Matheus. Si chiude senza ulteriori sussulti una prima frazione di gioco non memorabile, ben controllata dalla Lazio che rientra negli spogliatoi in vantaggio di una rete.

LA LAZIO DORME, IL DNIPRO NE APPROFITTA – Nessuna sostituzione all’intervallo per le due formazioni e ritmi di gioco blandi anche nei primi 10′ del secondo tempo. Il tecnico Markevych si gioca la carta del secondo cambio con Zozulya al posto di Bezus. E’ intorno al 20′ che gli ucraini trovano l’accelerazione giusta, prima spaventando Berisha con un tiro cross insidioso di Bruno Gama, quindi trovando il pari con un diagonale perfettamente piazzato dallo stesso Bruno Gama. Una punizione forse meritata per una Lazio che avrebbe dovuto esprimere ben altri ritmi.

REAZIONE PAROLO – E infatti i biancocelesti comprendono di doversi scuotere dal torpore. Pioli inserisce subito dopo il gol avversario Milinkovic-Savic al posto di Klose tornando tatticamente all’antico, Candreva piazza subito due accelerazioni che mettono in crisi la difesa del Dnipro. La seconda è quella giusta, Parolo viene servito e la conclusione del centrocampista, complice una deviazione, batte Boyko per la seconda volta. Rimesse subito a posto le cose, Pioli si gioca la carta Djordjevic al posto di un impalpabile Matri.

SIGILLO (E BRIVIDO) FINALE – L’ultimo cambio del Dnipro vede Shakhov al 29′ rilevare Fedetskiy, a 10′ dalla fine la Lazio inserisce Lulic per Kishna. Accade francamente poco negli ultimi venti minuti del secondo tempo così come era accaduto nel primo. Il grande brivido arriva al 41′, quando Seleznyov addomestica un pallone al limite dell’area e prova a piazzarlo all’angolino, mancando davvero di poco il bersaglio. Il pareggio sarebbe stata una beffa pari a quella del match di andata per la Lazio, che nella sostanza ha nettamente meritato la vittoria. Il sigillo arriva al 93′, con Djordjevic che arpiona un pallone in area da spingere solo in rete: il serbo infatti non sbaglia. E anche se stasera andavano centellinate le forze in vista di Empoli, una manovra non fluidissima e qualche scricchiolio in difesa suggeriscono come per la squadra di Pioli ci sia ancora da lavorare per ritornare a riveder le stelle.

Fabio Belli

IL TABELLINO

Marcatori: 4′ Candreva (L), 65′ Bruno Gama (D), 68′ Parolo (L), 93′ Djordjevic (L)

LAZIO (4-3-3): Berisha; Konko, Gentiletti, Mauricio, Radu; Parolo, Cataldi, Kishna (81′ Lulic); Candreva, Klose (66′ Milinkovic-Savic), Matri (70′ Djordjevic.). A disp: Marchetti, Basta, Hoedt, Biglia. All.  Stefano Pioli

DNIPRO (4-1-4-1): Bokyo; Fedetskiy (74′ Shakhov), Douglas, Gueye, Léo Matos; Chygrynskiy; Matheus (41′ Anderson Pico), Bezus (57′ Zozulya), Danilo, Bruno Gama; Seleznyov. A disp. Lastuvka, Edmar, Cheberyachko,  Luchkevych. All. Myron Markevych

ARBITRO: G. Mažeika (LTU).

ASS.: V. Šimkus-V. Kazlauskas. IV: D. Sužiedėlis. ADD: N. Dunauskas- S. Slyva.

NOTE. Ammoniti: 53′ Radu (L), 78′ Parolo (L), 79′ Danilo (D), 82′ Léo Matos (D), 85′ Milinkovic-Savic (L). Recupero: 1′ pt, 3’st.

Focus

LA NOSTRA STORIA Tanti auguri a Cristian Daniel Ledesma

Pubblicato

in



Compie oggi gli anni Cristian Daniel Ledesma. L’ultimo capitano che ha saputo con il suo comportamento, la sua serietà e il suo grande affetto verso i colori biancocelesti, rendersi “immortale” nella storia della Lazio.

GLI INIZI

Nato a Buenos Aires il 24 settembre 1982 Ledesma cresce nelle giovanili del Boca Juniors. Nel 2001 grazie al direttore sportivo del Lecce, Pantaleo Corvino, arriva in Italia. Con le sue prestazioni si segnala come uno dei migliori protagonisti della formazione pugliese. Nel 2006, a seguito della retrocessione in serie B dei giallorossi pugliesi è acquistato dalla Lazio. I primi tempi nella Capitale si rivelano difficoltosi ma pian piano le sue prestazioni cominciano a lievitare e Cristian diventa uno dei pilastri della formazione biancoceleste.

LEDESMA: DAL PRIMO DERBY AI PROBLEMI CONTRATTUALI

Nel primo derby giocato nel dicembre del 2006 Ledesma realizza un gol incredibile: un tiro scagliato da circa 30 metri si va ad insaccare all’incrocio dei pali della porta giallorossa, ed entra così definitivamente nei cuori dei suoi sostenitori. I biancocelesti al termine del campionato conquistano la Champions League ed il presidente biancoceleste, Claudio Lotito, rifiuta tutte le proposte che arrivano per il calciatore.

DA PROTAGONISTA A FUORI ROSA

Nella stagione successiva, malgrado le difficoltà della squadra guidata da Delio Rossi, le sue prestazioni sono sempre oltre la sufficienza. Nonostante i suoi successi personali, nella stagione successiva, a causa di problemi contrattuali, viene messo fuori rosa ed il giocatore chiede la rescissione del contratto ma il ricorso presentato dal calciatore non viene ammesso dal collegio arbitrale.

DA DELIO ROSSI A REJA

Cristian chiede allora di essere ceduto ma il presidente Lotito non cede e lo trattiene a Roma. Nel frattempo la compagine biancoceleste era passata da Rossi agli ordini di Ballardini, ma è solo dopo l’esonero del nuovo allenatore e la sua sostituzione con Edy Reja che viene reintegrato in squadra. Il tecnico friuliano punta molto sul giocatore argentino e lo schiera subito nella formazione titolare. Dopo il lungo periodo di inattività Cristian torna alla ribalta risultando decisivo per la salvezza della squadra romana.

DALLA RICONCILIAZIONE AL DIVORZIO

Nel calciomercato del 2010 sembra di nuovo in procinto di fare le valigie verso altri lidi ma dopo aver più volte sfiorato la rottura con la dirigenza biancoceleste, a sorpresa, firma un nuovo contratto di 5 anni mettendo fine al contenzioso. Alla scadenza del nuovo contratto la Lazio annuncia che tra le parti si è deciso di non proporgli nessun rinnovo e tramite il proprio sito ufficiale, con un messaggio denso di commozione, saluta e ringrazia il calciatore per il suo attaccamento ai colori biancocelesti. Dopo 8 stagioni, in cui il giocatore ha collezionato 259 presenze e 12 reti in campionato, Ledesma saluta la sua vecchia società. Durante la sua carriera romana vince 2 Coppe Italia, la prima nella stagione 2008/09 e la seconda nel 2012/13, e la Supercoppa Italiana nel 2009/10.

LE ALTRE ESPERIENZE

Nel 2015 si trasferisce al Santos per passare poi all’inizio di questa stagione al Panathinaikos. A dicembre del 2016 rescinde il contratto con la squadra greca e a gennaio firma per la Ternana. La stagione successiva però si trova nuovamente svincolato e a luglio del 2017 comincia a frequentare il corso da allenatore a Coverciano per calciatori svincolati. Il 22 agosto firma un contratto annuale con il club svizzero del Lugano. Tornato in Italia viene ingaggiato dal Pro Piacenza, formazione emiliana di Serie C. In seguito alle difficoltà finanziarie della società piacentina si svincola insieme ad altri giocatori. Rimasto senza contratto dopo l’esperienza alla Pro Piacenza il 6 settembre 2019 decide di ritirarsi ed accettare la proposta di allenare la LUISS, squadra della nota università romana militante in Promozione. Durante quest’esperienza ritrova come calciatore Guglielmo Stendardo, suo compagno ai tempi della Lazio.

TANTI AUGURI CAPITANO !!!

SEGUICI ANCHE SU GOOGLE EDICOLA, TWITTER E FACEBOOK

Continua a leggere

Articoli più letti