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L’AVVERSARIO DI TURNO – Il Dnipro per ripartite…defintivamente

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La società ha deciso: sarà ritiro punitivo a tempo indeterminato, finchè la Lazio non ritroverà se stessa. La Lazio ha il dovere di uscire immediatamente da questo periodo No e si spera che il ritiro che si sta svolgendo in questi giorni si riveli decisivo per risolvere definitivamente i problemi del gruppo. La crisi in questo momento parla di un punto nelle ultime quattro partite di campionato (numeri da incubo), ma non c’è tempo per piangersi addosso, bisogna lavorare in vista degli immediati impegni calcistici e dare un primo e importante segnale di reazione (e si spera sia quello definitivo) già giovedi in : contro il Dnipro i biancocelesti sono infatti chiamati non solo a Vincere ma soprattutto Convincere…e forse l’europa capita al momento giusto visto che fino ad ora in questa competizione i ragazzi di Pioli hanno fornito ottime prestazioni che stanno valendo il primo posto del girone. Quello di giovedì sera alle ore 19.00 (clicca qui per sapere dove vedere la partita) contro gli ucraini è un appuntamento da non fallire. Alla Lazio basta un solo punto per ottenere la qualificazione ai sedicesimi di finale, una vittoria che darebbe sicuramente un pizzico di serenità per i biancocelesti, in attesa dei risultati in campionato, magari già domenica pomeriggio contro l’Empoli e non solo…

IL CAMPIONATO UCRAINO – Attualmente (con i loro 28 punti) gli ucraini si trovano terzi in campionato ma come i biancocelesti anche la squadra di Markevych sta vivendo un momento piuttosto negativo (anche se la loro posizione in classifica è migliore di quella dei ragazzi di Pioli): e lo testimonia la sfuriata del tecnico ucraino dopo il brutto 0-0 contro la Chornomorets Odesa penultima in classifica (ecco i risultati delle eurorivali) dove ha accusato in conferenza stampa i suoi di scarso impegno:  “Chi va in campo deve essere determinato. E’ troppo facile pensare che siamo il Dnipro e possiamo vincere su una gamba sola, quei giorni sono passati. Capisco che l’allenatore è responsabile di tutto, ma qualcuno cammina in mezzo al campo. Ma l’atteggiamento con cui abbiamo giocato nel primo tempo non rispecchia la squadra. “Se i miei si sono risparmiati per la trasferta di Roma? Risparmiarsi non serve, c’era una partita e siamo venuti a giocare, bisognava vincere: non ci sono scuse. Se poi si pensa a cosa ci aspetta a Roma….
Se i giocatori credono nel passaggio del girone? Lo spero, giochiamo all, se non sarà uno stimolo per giocare non so dove poter andare a giocare“.
Giovedì, gli ucraini si giocheranno le ultime chance di qualificazione e vorranno sicuramente evitare un’altra sfuriata del loro allenatore: i 4 punti nel girone non sono sufficienti per accedere al turno successivo. Quella di domani sarà quindi una partita decisiva per loro futuro europeo.

INTRECCI DI MERCATO – Lazio-Dnipro sarà anche l’occasione ideale per parlare di mercato. I biancocelesti infatti sono da tempo alla ricerca di un centrale difensivo in grado di coprire la prolungata assenza per infortunio di un big come Stefan de Vrij e il brasiliano (classe ’90) Douglas sembra essere il profilo ideale. Per lasciare andare il loro gioiello gli ucraini chiedono almeno 6-7 milioni di euro ma Lotito spera di ottenere uno sconto. Difficile l’ipotesi del prestito visto che, come rivelato dal suo procuratore (leggi qui), il giocatore vuole essere ceduto SOLO a titolo definitivo. Si prospetta una doppia sfida all’interno dell’Olimpico quindi, la speranza è che la Lazio riesca a vincere entrambe. 

COME SCENDERANNO IN CAMPO – Il Dnipro scenderà in campo con il consueto 4-2-3-1, modulo molto apprezzato da Markevych sia in campionato che in Europa League. Rispetto alla partita di andata il tecnico ucraino presenta vari cambi, ma spicca sopratutto l’assenza del capitano Rotan (causa squalifica in Europa League per somma di ammonizioni). A difendere la porta di Boyko, accanto all’osservato speciale Douglas dovrebbe agire GueyeMatos e Tomecak saranno invece i terzini che avranno l’arduo compito di bloccare Felipe Anderson e Kishna. A centrocampo Cheberyachko e Gama dovrebbero partire dal 1′ , mentre il trio di trequartisti dovrebbe essere composto da: Danilo, Bezus e Matheus. Il terminale offensivo invece sarà ancora una volta  il bomber Seleznev, già decisivo all’andata segnando il gol del pareggio ucraino all’ultimo secondo.

PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1) – Boyko; Tomecak, Gueye, Douglas, Matos; Cheberyachko, Gama; Danilo, Bezus, Matheus; Seleznev. All. Markevych

Marco Lanari

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LA NOSTRA STORIA – Karl Heinz Riedle, il tedesco volante

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Il 16 settembre 1965 nasce a Weiler l’ex attaccante della Lazio Karl Heinz Riedle. Inizia a giocare nei dilettanti con la squadra del suo paese natale e poi con l’Augsburg dove resta fino al 1985/86. Nella stagione seguente è titolare nel BW 90 Berlin. Nel 1987/88 viene acquistato dal Werder Brema dove gioca fino alla stagione 1989/90.

LE CARATTERISTICHE

Attaccante determinato e coraggioso, puntava la rete cercando sempre la profondità. Spigoloso ma corretto, amato dai sostenitori biancocelesti perché usciva dal campo sempre e solo dopo aver dato il massimo sul terreno di gioco. Il suo colpo migliore – nonostante non fosse molto alto – con il quale ha realizzato la maggior parte delle sue reti era il colpo di testa. Abilità dovuta a una straordinaria capacità di rimanere sospeso in aria e da un tempo di stacco perfetto, il colpo secco di fronte terminava spesso in fondo alla rete.

L’ARRIVO ALLA LAZIO

Nella stagione 1990/91 è Gian Marco Calleri a portarlo a Roma per 10 miliardi di lire. In maglia biancoceleste disputa tre campionati: nei primi due gioca accanto a Ruben Sosa, mentre l’ultimo al fianco di Giuseppe Signori. Quando Sergio Cragnotti lo cede al Borussia Dortmund, i tifosi laziali protestano ma il tutto scema presto per via dell’acquisto del campione croato, Alan Boksic. Con la Lazio l’attaccante tedesco vince il Trofeo Città de La Linea nel 1990 e la Coppa delle Capitali nel 1992.

IL RITORNO IN GERMANIA

Nel Borussia gioca dal 1993/94 al 1996/97. Nel 1997/98 si trasferisce nelle file del Liverpool e nel 2000 al Fulham nella serie B inglese. Terminata la carriera agonistica intraprende quella di allenatore in Inghilterra. Durante la sua carriera ha vestito anche la maglia della Nazionale Tedesca esordendo nel 1987. In seguito vince i Mondiali del 1990, partecipa al Campionato europeo del 1992 e viene convocato anche per i Mondiali del 1994.

DOPO IL RITIRO

Da tecnico “Kalle”, questo il suo soprannome, guida il Fulham ma oltre ad allenare diventa dirigente sportivo nel club svizzero del Grasshopper per poi fondare un’agenzia professionale, la Trustar AG. Inoltre l’ex centravanti tedesco ha aperto una scuola calcio ad Oberstufen chiamata “Kalle Riedle Soccer Academy”.

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