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Focus

Pioli e la ricerca del gioco perduto

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Pioli Lazio Bayer Leverkusen


La scorsa stagione il gioco spumeggiante della aveva riscosso consensi unanimi da tifosi e critica, anche dalla parte più scettica di essa. era arrivato in punta di piedi nella capitale, piazza da sempre considerata difficile da gestire, ma con tanto impegno ed altrettanta fatica e senza fare proclami di alcun genere era riuscito a farsi apprezzare da tutti, e a far apprezzare quella che era la sua idea di gioco: un calcio totale, in cui ogni giocatore ha compiti ben precisi sia in fase di attacco che di difesa, un calcio camaleontico, non incatenato negli schemi e nei moduli, ma che poteva cambiare in corsa a seconda della partita, dell’avversario e degli uomini a disposizione. Un’idea di gioco innovativa, un’idea di gioco attraverso la quale la compagine biancoceleste è riuscita ad arrivare al terzo posto in campionato e in finale di Coppa Italia, ma soprattutto un’idea di gioco che aveva riportato entusiasmo tra la gente laziale: la Lazio non era solamente vincente, era anche estremamente bella da vedere. Gioco di prima, verticalizzazioni improvvise, possesso palla, costante spinta sulle fasce, invenzioni dei singoli, dominio dell’avversario, alla Lazio della scorsa stagione non mancava veramente niente. Ma oggi dov’è finita quella Lazio? Gli interpreti sono gli stessi, con l’aggiunta di qualche innesto di prospettiva e l’assenza, ahinoi, di qualche infortunato cronico; l’allenatore è il medesimo come anche gli obbiettivi stagionali. Cosa manca allora a questa Lazio per tornare ad essere quella dello scorso anno? Probabilmente le cause sono più di una. Si parte dalle motivazioni: forse la squadra, ed in particolare qualche giocatore, si sente appagata, si sente di aver dato tutto e di non poter dare altro, di aver raggiunto il limite possibile per l’organico disponibile, ma come si può non trovare motivazioni in una città come Roma e con un pubblico come quello laziale? Un’altra causa da analizzare è quella della conoscenza del gioco di Pioli: lo scorso anno il modo di giocare della Lazio rappresentava una novità a cui era difficile trovare delle contromisure; ma il calcio moderno, si sa, è fatto di analisi e studio dell’avversario ed è attraverso ciò che gli allenatori avversari sembrano aver trovato l’antidoto giusto per contrastare il gioco biancoceleste. Il calo dei singoli: lo scorso anno le partite erano spesso risolte dagli strappi dei singoli, da quelle giocate capaci di indirizzare l’ago della bilancia di una partita equilibrata dalla parte laziale; in questi primi due mesi di calcio giocato i singoli hanno balbettato, fatta eccezione per qualche partita, manca continuità di alto rendimento, anche in una stessa gara.

La fiducia del popolo laziale nei confronti di Mister Pioli sembra essere intatta, alle porte c’è la partita che vale una stagione, quel derby della capitale che può cambiare le sorti di una squadra, in un modo o nell’altro. Dovrà essere il Mister a dare ai ragazzi le giuste motivazioni, a soprendere l’avversario attraverso innovative varianti tattiche e a caricare i singoli portandoli al rendimento che tutti si aspettano da loro.

Giulio Piras

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LA NOSTRA STORIA Tanti auguri a Cristian Daniel Ledesma

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Compie oggi gli anni Cristian Daniel Ledesma. L’ultimo capitano che ha saputo con il suo comportamento, la sua serietà e il suo grande affetto verso i colori biancocelesti, rendersi “immortale” nella storia della Lazio.

GLI INIZI

Nato a Buenos Aires il 24 settembre 1982 Ledesma cresce nelle giovanili del Boca Juniors. Nel 2001 grazie al direttore sportivo del Lecce, Pantaleo Corvino, arriva in Italia. Con le sue prestazioni si segnala come uno dei migliori protagonisti della formazione pugliese. Nel 2006, a seguito della retrocessione in serie B dei giallorossi pugliesi è acquistato dalla . I primi tempi nella Capitale si rivelano difficoltosi ma pian piano le sue prestazioni cominciano a lievitare e Cristian diventa uno dei pilastri della formazione biancoceleste.

LEDESMA: DAL PRIMO DERBY AI PROBLEMI CONTRATTUALI

Nel primo derby giocato nel dicembre del 2006 Ledesma realizza un gol incredibile: un tiro scagliato da circa 30 metri si va ad insaccare all’incrocio dei pali della porta giallorossa, ed entra così definitivamente nei cuori dei suoi sostenitori. I biancocelesti al termine del campionato conquistano la Champions League ed il presidente biancoceleste, Claudio Lotito, rifiuta tutte le proposte che arrivano per il calciatore.

DA PROTAGONISTA A FUORI ROSA

Nella stagione successiva, malgrado le difficoltà della squadra guidata da Delio Rossi, le sue prestazioni sono sempre oltre la sufficienza. Nonostante i suoi successi personali, nella stagione successiva, a causa di problemi contrattuali, viene messo fuori rosa ed il giocatore chiede la rescissione del contratto ma il ricorso presentato dal calciatore non viene ammesso dal collegio arbitrale.

DA DELIO ROSSI A REJA

Cristian chiede allora di essere ceduto ma il presidente Lotito non cede e lo trattiene a Roma. Nel frattempo la compagine biancoceleste era passata da Rossi agli ordini di Ballardini, ma è solo dopo l’esonero del nuovo allenatore e la sua sostituzione con Edy Reja che viene reintegrato in squadra. Il tecnico friuliano punta molto sul giocatore argentino e lo schiera subito nella formazione titolare. Dopo il lungo periodo di inattività Cristian torna alla ribalta risultando decisivo per la salvezza della squadra romana.

DALLA RICONCILIAZIONE AL DIVORZIO

Nel calciomercato del 2010 sembra di nuovo in procinto di fare le valigie verso altri lidi ma dopo aver più volte sfiorato la rottura con la dirigenza biancoceleste, a sorpresa, firma un nuovo contratto di 5 anni mettendo fine al contenzioso. Alla scadenza del nuovo contratto la Lazio annuncia che tra le parti si è deciso di non proporgli nessun rinnovo e tramite il proprio sito ufficiale, con un messaggio denso di commozione, saluta e ringrazia il calciatore per il suo attaccamento ai colori biancocelesti. Dopo 8 stagioni, in cui il giocatore ha collezionato 259 presenze e 12 reti in campionato, Ledesma saluta la sua vecchia società. Durante la sua carriera romana vince 2 Coppe Italia, la prima nella stagione 2008/09 e la seconda nel 2012/13, e la Supercoppa Italiana nel 2009/10.

LE ALTRE ESPERIENZE

Nel 2015 si trasferisce al Santos per passare poi all’inizio di questa stagione al Panathinaikos. A dicembre del 2016 rescinde il contratto con la squadra greca e a gennaio firma per la Ternana. La stagione successiva però si trova nuovamente svincolato e a luglio del 2017 comincia a frequentare il corso da allenatore a Coverciano per calciatori svincolati. Il 22 agosto firma un contratto annuale con il club svizzero del Lugano. Tornato in Italia viene ingaggiato dal Pro Piacenza, formazione emiliana di Serie C. In seguito alle difficoltà finanziarie della società piacentina si svincola insieme ad altri giocatori. Rimasto senza contratto dopo l’esperienza alla Pro Piacenza il 6 settembre 2019 decide di ritirarsi ed accettare la proposta di allenare la LUISS, squadra della nota università romana militante in Promozione. Durante quest’esperienza ritrova come calciatore Guglielmo Stendardo, suo compagno ai tempi della Lazio.

TANTI AUGURI CAPITANO !!!

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