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Podavini: “Umore dei giocatori troppo basso, bisogna intervenire…”

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Protagonista della Lazio anni ottanta e dell’impresa del -9, Gabriele Podavini è intervenuto sugli 88.100 di Elle Radio nella trasmissione “” nel giorno del suo compleanno per fare il punto sul delicato momento attraversato dai biancocelesti.

A vederla da fuori, anche se domenica ero anche allo stadio a Roma, la sensazione è che si sia rotto qualcosa all’interno dello spogliatoio. Si è partiti da voci strane sull’assegnazione della fascia di capitano, forse c’era qualcuno come Biglia che voleva anche andare via. Sicuramente per valorizzare quanto fatto l’anno scorso ed accedere alla Champions serviva uno sforzo in più sul mercato, oltre ai giovani di prospettiva inseriti. Questo può aver influito sull’umore dei giocatori, c’è Candreva sempre nero, giocatori che vorrebbero più spazio. Tutto un insieme di situazioni che alla fine hanno il loro peso.

Le brutte figure di squadre italiane in Champions negli ultimi giorni hanno d’altronde messo un accento su questo punto: “Non si può pensare di pescare solo jolly al sorteggio, bisogna arrivare preparati a queste competizioni. Alla Lazio servivano giocatori d’esperienza per ottenere quello per cui si era lavorato per tutta la scorsa stagione.

Da terzino destro, Podavini parla di Dusan Basta e della difesa biancoceleste in generale: “E’ un giocatore che in campo mette l’anima, corre per novanta minuti senza sosta, mi piace molto. Ero innamorato di Radu ma lo vedo decisamente appannato, mentre Lulic lo vedo più come giocatore da centrocampo in su. Il bosniaco è veloce nell’allungo ed abile anche a puntare l’avversario sullo stretto, mentre mi sembra non abbia le caratteristiche da difensore.

Ma come si può aumentare il senso di appartenenza dei giocatori alla squadra? “I giocatori vanno e vengono e soprattutto le bandiere non esistono più. Il valore della maglia può essere sentito maggiormente dai giocatori nati in città, una volta lo si sentiva di più. Noi la tenevamo addosso, non la regalavamo ai tifosi o agli avversari perché nel comprendevamo il valore.

Su Pioli: “E’ un allenatore di grande valore e l’ha dimostrato nella scorsa stagione. Forse la sua pecca finora è stata la mancata capacità di ricucire quei malumori nella rosa, saper lavorare anche come psicologo sul gruppo, che ha perso la coesione che c’era l’anno scorso e che aveva permesso ai risultati di arrivare.

L’Europa League e la sfida contro il Dnipro potrebbero rappresentare un nuovo inizio per la Lazio? “L’Europa è una cassa di risonanza notevole, la Lazio deve crederci. Ho sentito che ci sarà un po’ di turn-over, spero giochi una formazione in grado di chiudere i conti per la qualificazione e di rivedere anche Klose, la cui presenza può essere da stimolo per gli altri giocatori.

Fabio Belli


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Lazio Roma Marione non ci sta: “Loro squadra mediocre…”

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Un derby difficile da digerire per i romanisti, una sconfitta senza appello che non meriterebbe replica. Eppure c’è qualcuno che continua ad attaccare: Lazio Roma Marione non ci sta e passa al contrattacco.

Nel corso dell’apertura della sua trasmissione radiofonica Marione ha attaccato tutti, giocatori della Roma e Lazio compresa. Ecco le sue parole: Derby senza cattiveria e grinta contro una squadra mediocre di media-bassa classifica. Spinazzola non l’ha mai presa, non diamo addosso a Villar e Ibanez che sono due giovani. Dzeko non ha giocato, dobbiamo prendere un altro attaccante per metterlo in panchina: ha quasi 35 anni e probabilmente è a fine carriera. Fonseca? E’ in confusione, si vede da quello che ha detto in conferenza stampa. Ha detto che la Lazio è fortissima. Si può dire una cosa del genere? Non è un allenatore che può guidare la Roma. Come uomo mi dicono che sia una bravissima persona ma allenare è un’altra cosa. Bisogna cacciarlo”.

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