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Spinozzi: “Se la polemica sulla fascia da capitano fosse vera, vorrebbe dire che…”

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Stopper indomito di una Lazio che negli anni ottanta ha navigato a lungo in cattive acque. Nonostante tanti problemi fisici, Arcadio Spinozzi è rimasto nei cuori dei tifosi biancocelesti per l’attaccamento alla maglia. Un personaggio che con il suo libro “Una vita da Lazio” ha raccontato retroscena particolari del mondo del calcio. Spinozzi è intervenuto sugli 88.100 di Elle Radio nella trasmissione “” sugli 88.100 di Elle Radio per parlare del difficile momento biancoceleste.

Forse proprio un certo tipo di atteggiamento e di carattere sta mancando alla Lazio negli ultimi tempi. Ma il ritiro può essere un rimedio efficace? Secondo Spinozzi: “Il ritiro forse è opportuno ma non tanto come prova di forza o per ritorsione da parte della società verso i giocatori, ma per ritrovare serenità e preparare la prossima partita nel migliore dei modi. I risultati mi hanno smentito, un paio di mesi fa avevo detto di essere convinto che la Lazio avrebbe condotto un campionato di prim’ordine. Forse le motivazioni non sono rimaste le stesse rispetto all’anno scorso.

Su Stefano Pioli: “Personalmente non lo conosco ma traspare la figura di un grande professionista. Soprattutto un tecnico che sta provando a salvaguardare qualche giocatore che forse meritava qualche tiratina d’orecchie in più. Pensa sicuramente esclusivamente a fare gli interessi della società che sono anche i suoi, il suo comportamento mi sembra impeccabile a prescindere dalle possibili critiche. E’ chiaro che l’allenatore viene criticato quando mancano i risultati. Non so se in sede di mercato qualche giocatore abbia fatto pressioni per partire: fosse stato così era il caso di lasciarlo andare, perché quando gli obiettivi vengono meno è dura mantenere alta l’asticella delle motivazioni.

Da difensore come giudica Spinozzi i problemi della difesa della Lazio? “L’assenza di De Vrij pesa molto, ma non credo si possano derubricare tutti i problemi alla mancanza di un singolo giocatore. Io credo che il reparto difensivo soffra anche perché manca la giusta protezione in mezzo al campo. Il che porta in maggiore evidenza gli errori individuali. Quello che appare evidente è che la difesa soffre perché la Lazio in generale difetta in equilibrio.

Spinozzi è stato per tre anni allenatore della Primavera dell’Udinese e si intende abbastanza di giovani, elementi che non mancano quest’anno nella rosa della Lazio. Ma troppi giovani inseriti tutti insieme in un contesto possono soffrire l’impatto con la Serie A? “Credo che a prescindere le qualità siano importanti,” spiega Spinozzi, “e se un ragazzo ha qualità non può che emergere. Un giovane di talento deve però anche essere guidato nel modo giusto ed avere in mezzo al campo i giusti riferimenti. Purtroppo quest’anno alla Lazio ci sono state anche polemiche interne che hanno forse un po’ destabilizzato i tanti giovani. Sicuramente se la fascia di capitano fosse stata un pomo della discordia come si dice, vuol dire che certi giocatori non sono uomini fino in fondo. Se fosse vero non ci sarebbe certo di che rallegrarsi, sarebbe una polemica povera di contenuti.

Giovedì la Lazio affronterà la sfida di Europa League contro il Dnipro: la Lazio ha le potenzialità per arrivare in fondo a questa competizione? “Qualche tempo fa dissi che le potenzialità c’erano per far bene sia in campionato sia nelle Coppe. I risultati per ora mi hanno smentito ma le qualità restano. Ritrovare serenità e risultati positivi potrebbe cambiare le carte in tavola.

Fabio Belli

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LAZIO Escalante – Conferenza di presentazione: “Voglio farmi valere”

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LAZIO Escalante – Questo pomeriggio, il classe ’93 argentino è stato presentato in conferenza stampa a Formello

LAZIO Escalante: “Mi fa piacere far parte di questo gruppo, per me è un sogno. Sono pronto per iniziare questa stagione. Mi piace giocare davanti alla difesa, questo mi rende felice. Sto cercando di fare le cose semplici in attesa di avere una chance. Domani esordiremo in campionato. Idoli? In Argentina si vede molto calcio, mi ricordo di Almeyda, Scaloni, Crespo, Veron. Stare qui è una grande soddisfazione, ora aspetto un’opportunità per giocare. Quando ho saputo che i biancocelesti mi volevano, ho detto al mio agente che volevo trasferirmi a Roma. Sono veramente felice della scelta fatta. Il calcio italiano è diverso rispetto alla Liga. Penso di essere cambiato rispetto all’esperienza di Catania, sono maturato e mi affido al mister. Sarà difficile superare la concorrenza di giocatori come Luis Alberto, Leiva e Milinkovic, ma mi allenerò al meglio per ritagliarmi il mio spazio”.

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