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Tagliavento story: dalle manette di Mourinho al rigore inesistente di Dzeko, passando per il gol “fantasma” di Muntari

Da un piccolo negozietto di Terni alla ribalta internazionale. Questa la carriera di Paolo Tagliavento. L'arbitro del derby di ieri ha iniziato la sua carriera nel 2004. Il fischietto umbro ha lasciato nelle mani del padre il parrucchiere che gestiva  ed ha iniziato a girare l'Italia e l'estero. Da molti è considerato uno dei migliori arbitri italiani, tuttavia non sono pochi gli errori nella sua carriera.

Nel 2012 nel corso di Milan-Juventus, valevole per lo scudetto, non convalidò il famigerato gol a Muntari che fece imbestialire non poco la società rossonera e Allegri, allora allenatore del Milan. Due anni prima Tagliavento aveva fatto arrabbiare anche un allenatore speciale, per la precisione lo special one degli allenatori, Josè Mourinho, che fece il gesto delle manette dopo le espulsioni di Samuel e Cordoba in Inter-Sampdoria. Ed ancora in un Inter-Roma fece andare su tutte le furie Mazzarri per un rigore assegnato ai giallorossi per un fallo di Pereyra su Gervinho fuori area (vi ricorda qualcosa?) e nella stessa stagione in Inter-Napoli mandò fuori dal campo Alvarez ingiustamente. Nel 2013 le sviste arbitrali in Fiorentina-Milan (espulsione esagerata a Tomovic mentre graziò dal secondo giallo Montolivo e Balotelli) estromisero di fatto i viola dalla corsa alla Champions. In un incontro tra Atalanta e Torino fischiò due rigori inesistenti a favore dei granata. Nel 2014 nei quarti di finale di Coppa Italia Roma-Juventus annullò un gol di Peluso probabilmente regolare.

Ma l'arbitro di Terni ha commesso errori anche a livello internazionale: in Champions League i suoi sbagli costarono caro a Porto (nella gara interna contro lo Zenit espulsione di Herrera, difensore dei lusitani, per doppia ammonizione dopo soli sei minuti) e Basilea (penalizzato da un gol dello Schalke con quattro giocatori in evidente fuorigioco), il tutto guadagnandosi aspre critiche dalle stampe portoghesi e svizzere ( che titolarono "Un parrucchiere costa 8 milioni al Basilea").

Anche la Lazio non ha avuto molta fortuna con Tagliavento: 8 vittorie, 3 pareggi e ben 13 sconfitte. Statistiche inversamente proporzionali a quelle della Roma che ha diretto in 29 incontri con ben 18 successi, 4 pareggi e solo 7 sconfitte. Quello di ieri è stato il suo quarto derby capitolino diretto che annovera tre successi per la Roma ed una solo vittoria per la Lazio, tra l'altro arrivata al 93' grazie al provvidenziale gol di Klose. La prima volta risale al 18 aprile del 2010, quando la Lazio perse 1-2. Tagliavento non prese alcun provvedimento nei confronti di Totti che, al termine del match, fece i pollici versi ai tifosi della Lazio. Al contrario, Ledesma venne espulso per uno scambio di opinioni con Menez. Nel marzo del 2011 (2-0 per la Roma), sulla punizione del gol di Totti, Muslera fu accecato da un laser. In quella gara fu espulso Radu per una testata a Simplicio e venne fischiato un rigore a favore dei giallorossi.

Danilo Tramontana

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Danilo Tramontana

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