SERIE A

Classifica Serie A

Giornata 11
#SquadraPGDRPt
1Lazio11+1629
2Roma11+2127
3Inter10+1325
4Como 190710+1023
5Milan10+921
6Frosinone11+920
7Juventus10+317
8Bologna11+217
9Cagliari11-516
10Napoli11+415
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La Comunità ebraica contro l’assoluzione dei due tifosi biancocelesti

Aggiungi come fonte preferita su GoogleSeguici più facilmente nelle notizie consigliate «L’espressione “giallorosso ebreo” ha la finalità di deridere la squadra avversaria ed è ricollegabile allo storico antagonismo» tra le due formazioni della Capitale. Questa la motivazione con la quale Alessandro Pasquazzi e Fabrizio Pomponi sono stati prosciolti con la...

«L’espressione “giallorosso ebreo” ha la finalità di deridere la squadra avversaria ed è ricollegabile allo storico antagonismo» tra le due formazioni della Capitale. Questa la motivazione con la quale Alessandro Pasquazzi e Fabrizio Pomponi sono stati prosciolti con la formula «perché il fatto non sussiste» dal gip di Roma Ezio Damizia. I due tifosi laziali erano stati sorpresi in Curva Nord mentre intonavano un coro con dentro le due parole incriminate. L’accusa era quella di diffondere odio razziale.

RIPRESI DALLE IMMAGINI DELLE TELECAMERE

I due giovani sono stati difesi dagli avvocati Massimiliano Capuzi ed Emiliano Ferrazza. A inchiodarli erano state le immagini riprese durante la partita Lazio-Catania del 30 marzo del 2013. Le riprese mostravano i due incitare il resto della Curva nord a cantare «Giallorosso ebreo, Roma va a caga’». Osservate le immagini la Digos li aveva identificati e denunciati. Durante la perquisizione in casa del Pomponi erano stati trovati una maglietta raffigurante il Duce, un manifesto del terrorista dei Nar Alessandro Alibrandi e un manganello retrattile. Nulla invece a casa dell’altro tifoso. Per entrambi dopo le indagini la procura aveva chiesto il rinvio a giudizio.

LA CONCLUSIONE DEL GIP

Il gip però non ha accolto la tesi dell’accusa. Primo perché le espressioni incriminate «rimangono confinabili nell’ambito di una rivalità di tipo sportivo». Il coro «si compone di un’espressione che aldilà della scurrilità esprime mera derisione sportiva». Questo è ciò che riporta la sentenza. Inoltre secondo il giudice c’è da tenere conto di una differenza: «Sebbene l’accostamento giallorosso con ebreo possa aver assunto nelle intenzioni del pronunciante valenza denigratoria, ricollegabile latamente a concetti di razza, etnia o di religione, le modalità di esternazione non costituiscono alcun concreto pericolo di diffusione di un’idea di odio razziale e di superiorità tecnica». Anche perché non c’erano romanisti da provocare in quell’occasione.

L’INTERVENTO DELLA COMUNITA’ EBRAICA

Come riportato da Roma.corriere.it la sentenza è stata pronunciata il 15 dicembre. Le motivazioni invece sono state pubblicate solo in questi giorni. In vista dei due derby di Coppa Italia è prevedibile che il verdetto abbia ripercussioni sui cori delle curve. Le ragioni del gip potrebbero sdoganare il ricorso ad altre espressioni irriguardose. I tifosi di Lazio e Roma le potrebbero ritenere scriminate grazie alla formula «storico antagonismo tra le squadre della Capitale». Inoltre l’assoluzione dei due tifosi laziali non è andata giù alla Comunità ebraica. La quale, indignata, ha subito chiamato Coni, Csm, Federcalcio e il Ministro della Giustizia.

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