Felipe Anderson da risorsa a problema

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Non è un ragazzo cattivo, tende alla malinconia, sorride poco e guarda per terra. Sembra demotivato e in crisi di fiducia, non reagisce. Al punto da apparire indisponente e irritante come mai prima in quasi cinque anni di Lazio.

Chissà che i primi fischi dell’Olimpico non aiutino Felipe Anderson a risvegliarsi. Inzaghi non può più aspettarlo e non concede sconti. Il tecnico ha ragione. Bisogna rispondere con le prestazioni, la concorrenza è tanta e dura, va accettata e piegata sul campo correndo, sacrificandosi per il gruppo e tirando fuori gol e colpi. Doveva essere l’acquisto invernale invece è diventato un caso. Da risorsa a problema. Va aiutato ma deve farlo anche da solo. Deve scuotersi e dimostrare, invece ha assunto un atteggiamento scostante e che non piace. Così non si può giocare, così Inzaghi non lo farà più giocare. Credeva di avere un posto da titolare per diritto divino, invece senza i suoi colpi la Lazio volava non sentendone la mancanza. Doveva giocare da attaccante centrale al posto di Keita, ma ora c’è Luis Alberto e il brasiliano ne soffre la precedenza. Ma in questo momento, anche se nelle ultime partite è apparso meno brillante, sarebbe assurdo mettere in discussione lo spagnolo.

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