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Cronaca

Incendio Pisana 47 famiglie fuori casa a tempo indeterminato

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Incendio in palazzo

Incendio Pisana 47 famiglie fuori casa fino a data da destinarsi. Dopo il riogo del 7 luglio scorso sono tante le famiglie in gravi difficoltà abitative.

Incendio Pisana 47 famiglie fuori casa. Ci vorranno mesi infatti prima che gli abitanti del palazzo devastato dall’incendio dello scorso 7 luglio possano rientrare in casa. La macchina dei lavori, con la richiesta di Scia all’ufficio tecnico del Municipio, è partita, ma i danni all’edificio sono pesanti. Il dott Giani conferma: “Partiranno nei prossimi giorni i lavori di messa in sicurezza delle scale”. Ma aggiunge: “Tra gli inquilini c’è chi ha trovato una sistemazione da amici, parenti, chi se lo poteva permettere ha preso una casa in affitto”.

LA POLEMICA DELL’OPPOSIZIONE

Fabrizio Santori, portavoce del comitato DifendiAMO l‘Italia, ha cos’ polemizzato: “Non c’è stata nemmeno una parola di vicinanza e sostegno da parte della sindaca Raggi. Giovanni Picone, consigliere del Gruppo Misto del XII Municipio ha rincarato la dose: “Un fatto grave che denota la scarsa sensibilità rispetto a un problema sociale che inevitabilmente coinvolgerà i residenti per periodo di tempo certamente non breve. E’ opportuno attivare una rete di sostegno che coinvolga la Protezione Civile di Roma Capitale e il Dipartimento Politiche Abitative. Per questo grazie alla disponibilità del vice-presidente Marco Giudici, abbiamo convocato una Commissione Trasparenza”.

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Cronaca

“I tifosi non devono subire le conseguenze di chiusure di settori o dello stadio”

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Ingresso Curva Nord stadio Olimpico


IL MOVIMENTO DEI CONSUMATORI INVITA I CLUB DI SERIE A, AD ELIMINARE LE CLAUSOLE ABUSIVE DEI BIGLIETTI

IL MOVIMENTO DEI CONSUMATORI INVITA I CLUB DI SERIE A, AD ELIMINARE LE CLAUSOLE ABUSIVE DEI BIGLIETTI.

L’Antitrust ha riscontrato clausole vessatorie nei contratti di abbonamento della Serie A e ha avviato 9 procedimenti, nei confronti di Atalanta, Cagliari, Genoa, Internazionale, Lazio, Milan, Juventus, Roma e Udinese. Movimento Consumatori, dopo aver riscontrato l’esistenza di clausole in contrasto con il Codice del consumo, si occupa della tutela degli abbonati da gennaio 2018. In due anni ha inviato 16 diffide ad altrettanti club e ha promosso numerose azioni inibitorie collettive, tra cui quella conclusa vittoriosamente con la condanna della SS Lazio con l’Ordinanza 24 giugno 2019 emessa dal Tribunale di Roma. I profili di illegittimità delle clausole ricorrenti negli abbonamenti di Serie A riguardano non soltanto le violazioni oggetto dei procedimenti Agcm (esclusioni del rimborso del corrispettivo versato in caso di squalifica dello stadio o disputa di gare a porte chiuse o con chiusure di settori, per impossibilità sopravvenuta della prestazione, anche imputabile alla Società; esclusioni e limitazioni della responsabilità per colpa della società in caso di squalifica dello Stadio o di ordini che impongano lo svolgimento delle gare a porte chiuse o con chiusure di specifici settori), ma anche previsioni che consentono alle società di modificare unilateralmente le condizioni di contratto senza giustificato motivo e deroghe al ”foro del consumatore”.
Molte società, a seguito delle azioni di MC, hanno riconosciuto il principio per cui i tifosi che non hanno colpe non devono subire le conseguenze di chiusure di settori o dello stadio, per cui hanno diritto a rimborsi e risarcimenti, e hanno modificato i contratti rendendoli conformi a quanto previsto dal Codice del Consumo. Altre invece hanno riprodotto clausole abusive nelle condizioni di abbonamento della stagione in corso. ”Riteniamo non solo che i club destinatari dei procedimenti avviati dall’Agcm -afferma Marco Gagliardi del Servizio Legale MC- debbano immediatamente eliminare le clausole vessatorie, ma anche che la Lega Calcio si attivi per evitare che i consumatori subiscano un trattamento contrattuale diverso a seconda della maglia che indossano allo stadio, aprendo a un dialogo costruttivo e nell’interesse della platea degli abbonati italiani”. Ad ottobre scorso, MC ha invitato la Lega Calcio ad attivare un confronto per diffondere un modello di condizioni di abbonamento privo di clausole abusive. La Lega non ha tuttavia risposto.

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