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Cronaca

ROMA A San Lorenzo manifesti con bestemmie…contro la blasfemia

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ROMA A San Lorenzo manifesti con bestemmie. Ma si tratta di un’iniziativa contro la blasfemia.

ROMA A San Lorenzo manifesti con bestemmie. “Il mio Dio non è permaloso“, poi la scritta ‘Dioscotto‘. Queste le parole che recano almeno tre manifesti, attaccati in via di Porta Labicana, vicino la stazione Termini ma anche a due passi dalla Basilica di San Lorenzo. Nessuna offesa però all’origine. Si tratta di un’iniziativa di un anonimo street artist, unitosi ai Pastafariani unendosi a loro nella campagna per chiedere l’abolizione del reato di blasfemia nel mondo.

Dopo l’intervento di Hogre, arriva ora anche questa azione che manipola un’immagine pubblicitaria “per lavorare, con senso rovesciato, sui simboli “perbene” che essa utilizza“. Questo lo scopo esposto nella pagina di ‘Dioscotto‘, ossia la campagna nazionale della Chiesa Pastafariana Italiana per chiedere l’abolizione del reato di blasfemia.

L’artista propone strategicamente una censura, coprendo il cucchiaio che va verso la bocca della moglie ‘perfetta’. L’atto della censura serve a svelare ciò che le religioni demonizzano. I desideri sessuali sono il gusto, il piacere, i sapori interdetti e banditi, che molte religioni non vogliono siano assaporati, considerandoli sacrileghi. Come spesso la pop art e il subvertising ci dimostrano, siamo indotti a percepire l’immagine per ciò che non si vede e si lascia supposto, non per ciò che essa è: era, in fondo, solo un cucchiaio, Dioscotto. Ma il nostro Dio non si offende e non si scandalizza“, si legge nelle motivazioni pastafariane. Già lo scorso marzo Roma fu invasa da simili manifesti.

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Cronaca

“I tifosi non devono subire le conseguenze di chiusure di settori o dello stadio”

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Ingresso Curva Nord stadio Olimpico

IL MOVIMENTO DEI CONSUMATORI INVITA I CLUB DI SERIE A, AD ELIMINARE LE CLAUSOLE ABUSIVE DEI BIGLIETTI

IL MOVIMENTO DEI CONSUMATORI INVITA I CLUB DI SERIE A, AD ELIMINARE LE CLAUSOLE ABUSIVE DEI BIGLIETTI.

L’Antitrust ha riscontrato clausole vessatorie nei contratti di abbonamento della Serie A e ha avviato 9 procedimenti, nei confronti di Atalanta, Cagliari, Genoa, Internazionale, Lazio, Milan, Juventus, Roma e Udinese. Movimento Consumatori, dopo aver riscontrato l’esistenza di clausole in contrasto con il Codice del consumo, si occupa della tutela degli abbonati da gennaio 2018. In due anni ha inviato 16 diffide ad altrettanti club e ha promosso numerose azioni inibitorie collettive, tra cui quella conclusa vittoriosamente con la condanna della SS Lazio con l’Ordinanza 24 giugno 2019 emessa dal Tribunale di Roma. I profili di illegittimità delle clausole ricorrenti negli abbonamenti di Serie A riguardano non soltanto le violazioni oggetto dei procedimenti Agcm (esclusioni del rimborso del corrispettivo versato in caso di squalifica dello stadio o disputa di gare a porte chiuse o con chiusure di settori, per impossibilità sopravvenuta della prestazione, anche imputabile alla Società; esclusioni e limitazioni della responsabilità per colpa della società in caso di squalifica dello Stadio o di ordini che impongano lo svolgimento delle gare a porte chiuse o con chiusure di specifici settori), ma anche previsioni che consentono alle società di modificare unilateralmente le condizioni di contratto senza giustificato motivo e deroghe al ”foro del consumatore”.
Molte società, a seguito delle azioni di MC, hanno riconosciuto il principio per cui i tifosi che non hanno colpe non devono subire le conseguenze di chiusure di settori o dello stadio, per cui hanno diritto a rimborsi e risarcimenti, e hanno modificato i contratti rendendoli conformi a quanto previsto dal Codice del Consumo. Altre invece hanno riprodotto clausole abusive nelle condizioni di abbonamento della stagione in corso. ”Riteniamo non solo che i club destinatari dei procedimenti avviati dall’Agcm -afferma Marco Gagliardi del Servizio Legale MC- debbano immediatamente eliminare le clausole vessatorie, ma anche che la Lega Calcio si attivi per evitare che i consumatori subiscano un trattamento contrattuale diverso a seconda della maglia che indossano allo stadio, aprendo a un dialogo costruttivo e nell’interesse della platea degli abbonati italiani”. Ad ottobre scorso, MC ha invitato la Lega Calcio ad attivare un confronto per diffondere un modello di condizioni di abbonamento privo di clausole abusive. La Lega non ha tuttavia risposto.

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