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FOCUS Lazio — Acerbi stacanovista. La difesa ha il suo guardiano

FOCUS Lazio — Una delle note più liete di questo avvio di stagione è sicuramente Francesco Acerbi. L’ex Sassuolo non fa rimpiangere De Vrij e governa la difesa a suon di prestazioni maiuscole

FOCUS Lazio — 36 partite su 38 condite da 4 gol nella stagione 2015/2016, 48 su 48 con 4 gol (Europa League compresa) nella stagione 2016/2017, 38 su 38 nel 2017/2018. Questi i numeri di Francesco Acerbi nelle ultime 3 stagioni disputate con la maglia del Sassuolo, numeri a cui vanno aggiunti appena 9 cartellini gialli e 6 presenze complessive in Coppa Italia. Se si considerano anche le prime due stagioni in maglia neroverde, il bottino del difensore lombardo sale a 173 presenze totali in Emilia coronate dalla bellezza di 11 gol in 5 stagioni. Oltretutto l’unica espulsione della carriera in Serie A, rimediata nella stagione 2014/2015, ne fa uno dei giocatori più puliti del nostro campionato. I sopracitati numeri hanno persuaso il d.s. biancoceleste Igli Tare a puntare fortemente su di lui per il post De Vrij. Acerbi è arrivato alla Lazio in punta di piedi ma si è subito imposto nello scacchiere di mister Inzaghi, ergendosi a leader indiscusso della retroguardia capitolina.

L’ex Sassuolo ha finora collezionato 11 presenze (rimediando una sola ammonizione) su altrettante giornate in campionato e 4 su 4 in Europa League, trovando il primo e al momento unico gol nella vittoriosa trasferta di Udine. Con lui la difesa marcia a ritmi intensi, e se la linea difensiva è responsabile di qualche sbavatura di troppo, lo si deve probabilmente all’assetto mai finora definitivo del reparto. Inzaghi in questo avvio di stagione è stato gioco forza costretto a elaborare sempre nuovi meccanismi difensivi, complici gli infortuni di Luize Felipe e Radu, e le prestazioni non brillanti di Wallace e Bastos. Gara dopo gara però, tutti gli elementi difensivi stanno gradualmente trovando la propria dimensione. Dopotutto, quando si gioca a fianco di un vero leader, la consapevolezza dei propri mezzi non può che essere una naturale conseguenza. Acerbi ha dimostrato di poter gestire il peso di una maglia importante, e di poter sfruttare al meglio l’occasione che il destino ha deciso di concedergli dopo averlo fatto vacillare costringendolo alla battaglia più dura, quella contro il tumore. Dopo alti e bassi, il classe ’88 è tornato più forte di prima, e adesso, a distanza di 5 anni, si può concretamente affermare che, non solo Acerbi ha vinto la battaglia contro il destino, ma che ha preso il destino per le mani e l’ha fatto suo, come solo i grandi campioni, in campo e fuori, sono capaci di fare.

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