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Lazio ad Auschwitz Diaconale: “Esperienza toccante, una risposta al pregiudizio. I nostri tifosi…”

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Il responsabile della comunicazione Lazio Arturo Diaconale
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Lazio ad Auschwitz Diaconale, portavoce della società biancoceleste, è intervenuto stamane ai microfoni di Lazio Style Channel per parlare del viaggio della delegazione laziale nel campo di concentramento tedesco situato in Polonia.

Lazio ad Auschwitz Diaconale: “Dopo esser stati in Polonia torneremo quest’oggi a Roma, partiremo verso le ore 14:00 mentre le scolaresche giunte con il Comune di Roma sono partite in mattinata per Amburgo. La giornata di ieri ci ha visti visitare i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau. L’iniziativa ha occupato l’intera giornata e si è conclusa in serata con un confronto tra i sopravvissuti, la Sindaca di Roma Virginia Raggi, il presidente della Comunità Ebraica romana Ruth Dureghello e gli studenti. Abbiamo partecipato al dibattito ed abbiamo rispettato, in questo modo, l’impegno preso dal Presidente della S.S. Lazio Claudio Lotito lo scorso anno. Abbiamo ribadito in questo modo i nostri valori, ovvero quelli di una squadra di calcio che è nata ispirandosi allo spirito olimpico, alla lealtà ed ai valori umani. È stata lanciata una dimostrazione importante di impegno. Rispettare degli impegni presi credo sia importante in un mondo nel quale vengono dimenticati, tralasciati o sconfessati”.

“IMPRESSIONATI…”

“I nostri ragazzi sono rimasti colpiti dal discorso di uno dei sopravvissuti e dal suo racconto. Tutti sono rimasti impressionati dalla dimensione di questa fabbrica della morte. Sembra inconcepibile un evento simile e visitare questo luogo serve per capire che c’è stata veramente questa forma di aberrazione ingiustificabile sotto ogni punto di vista. Ieri un superstite ha definito la sua testimonianza utile affinché non ricapiti più un fenomeno simile e questo è il messaggio da tramandare. Bisogna tener alti i valori dell’uomo ed evitare che ci siano nuove forme di odio. La Società Sportiva Lazio non svolge attività politica, ma non può non difendere i valori umani. Ho parlato con i nostri ragazzi e loro sono un esempio di impegno e abnegazione, riescono a far conciliare lo studio con la partecipazione all’attività sportiva biancoceleste. Sono soddisfatto per questo, è importante che ci sia un esempio che venga diramato ai ragazzi pari età. Si può fare sport continuando ad impegnarsi nello studio, è un’occasione per crescere. Con Virginia Raggi abbiamo parlato di iniziative future. La Sindaca vorrebbe organizzare delle manifestazioni su territorio sportivo ed io, a nome del Presidente Claudio Lotito, ho manifestato la nostra piena disponibilità a partecipare. Se la Raggi porterà avanti queste intenzioni, noi non potremo non partecipare, lo faremo volentieri.”

“TIFOSI LAZIALI…”

“Spesso i laziali vengono marchiati come dei reprobi per danneggiare la squadra, è un gioco evidente che va denunciato. Evidenziare questi fenomeni serve a smantellare un pregiudizio che danneggia la società e la squadra. I tifosi devono esserne consapevoli, vengono utilizzate queste maldicenze per mettere in difficoltà il Club sul palcoscenico internazionale. Coloro che vogliono strumentalizzare, nelle giornate di ieri ed oggi, hanno ricevuto una risposta molto importante. Racconterò l’esperienza a Claudio Lotito, la Sindaca ha manifestato l’intenzione di organizzare un incontro con il Presidente della S.S. Lazio e lo stesso patron mi aveva manifestato la sua voglia di avere un colloquio con il primo cittadino di Roma, ho creato dei rapporti in tal senso. La Lazio è impegnata e presente nelle scuole, ma anche in altre attività sociali e di conforto a coloro che sono meno fortunati, come accaduto ad esempio nei confronti dei terremotati di Amatrice o dei disabili. Il Presidente ha avviato determinati progetti e li sta portando avanti e questi impegnano la Lazio sul terreno sociale che per noi è molto importante. L’attenzione mediatica si concentra maggiormente sugli eventi negativi. Una stupidaggine viene enfatizzata molto più di quanto vengano sottolineati avvenimenti positivi che spesso passano sotto silenzio. Possiamo dunque solo moltiplicare gli eventi positivi che ci coinvolgono per dimostrare la qualità della Società e della squadra. Stiamo portando avanti questo impegno e abbiamo il supporto pieno dell’intera tifoseria. Lo stiamo facendo per proteggere i nostri sostenitori dalle accuse ingiustificate”.

 “CI AUGURIAMO NON POSSA ACCADERE MAI PIU'”

“Ho vissuto diverse esperienze con i sopravvissuti, da giovane feci servizi in Israele ed ho incontrato tanti reduci dei campi di sterminio. Ho ascoltato le loro storie, ma essere qui lascia qualcosa in più perché oltre al racconto si tocca con mano come funzionava una fabbrica della morte e colpisce, infatti, la disumanità di questo meccanismo. Si uccidevano persone come carne da macello nella totale indifferenza. Non si comprende come una simile organizzazione potesse coesistere con una simile disumanità. Ci auguriamo non possa mai accadere nulla di così”.

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LA NOSTRA STORIA Super Dino Zoff: il mito compie gli anni

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Dino Zoff ex allenatore di calcio

Il 28 febbraio 1942 nasce a Mariano del Friuli (GO) uno dei più grandi personaggi del mondo del calcio: Dino Zoff.

Inizia a giocare a pallone nella squadra del suo paese, la Marianese. Nel 1960 passa nella squadra riserve dell’Udinese, maglia con la quale esordisce in Serie A. L’anno successivo in Serie B diventa titolare inamovibile. Nel 1963 passa al Mantova per 30 milioni di lire restandovi per quattro stagioni. Nel 1967 Dino Zoff viene ceduto al Napoli per 120 milioni di lire più la vendita del cartellino di Claudio Bandoni. Con i partenopei gioca per cinque stagioni. Difende, ininterrottamente, la porta campana dalla gara di debutto in casa il 24 settembre 1967 alla sconfitta esterna subita contro l’Inter il 12 marzo 1972.

Nel 1972 viene ceduto alla Juventus. Con la squadra torinese resta fino al definitivo ritiro avvenuto nel 1983. A trenta anni diventa il numero uno dei bianconeri e, fino alla fine della stagione 1982-1983, è sempre presente in campionato. Alla sua esperienza con la società torinese sono legate tutte le vittorie con squadre di club ottenute sia da giocatore che da allenatore. In undici stagioni vinse per sei volte il titolo di Campione d’Italia, due Coppe Italia e una Coppa UEFA. Al termine della stagione 1982-1983, dopo la finale di Coppa dei Campioni persa ad Atene contro l’Amburgo, si ritira.

LA NAZIONALE

Con la maglia azzurra Dino Zoff conta in tutto 112 presenze. Ha vinto i Giochi del Mediterraneo nel 1963, il Campionato Europeo in Italia nel 1968 e il Campionato del Mondo in Spagna nel 1982. Figura nella Hall of Fame del Calcio italiano (2012), nella Walk of Fame dello Sport italiano nella categoria ‘Leggende’ nel 2015 e nelle ‘Leggende del calcio’ del Golden Foot nel 2004. È stato nominato nel 1992 Commendatore Onore al Merito della Repubblica Italiana e nel 2000 Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2003 l’Università di Cassino gli ha conferito la Laurea Honoris Causa in Scienze Motorie e Sportive. Nel 2014 ha pubblicato il libro “Dura un attimo, la gloria”.

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LA CARRIERA DA ALLENATORE

Dopo avere appeso gli scarpini al chiodo allena la Nazionale Olimpica. Nel 1988 va ad allenare la Juventus. Sulla panchina bianconera vi resta per due stagioni vincendo, nel secondo anno, la Coppa Italia e la Coppa UEFA. Vince a livello personale il premio Guerin d’Oro nella stagione 1989/90 e il Seminatore I.N.A. nel 1990. Il riassetto societario attuato dai vertici della società bianconera alla fine della stagione portò alla mancata conferma di Zoff in panchina nonostante le due coppe vinte.

L’ARRIVO ALLA LAZIO

Viene assunto dal presidente Gianmarco Calleri e diventa l’allenatore della Lazio. Le sue prime parole furono: “E’ per me un grande onore allenare la Lazio”. Rimane sulla panchina biancoceleste per quattro stagioni riuscendo a riportare la squadra in Coppa Uefa. Nel 1994 la Lazio ingaggia come allenatore Zdenek Zeman. Il patron, nel frattempo divenuto Sergio Cragnotti, offre allora al precedente tecnico la carica di Presidente della Lazio. Nel 1996/97 però la società esonera Zeman e richiama Dino in veste di allenatore. Vince il premio Guerin d’Oro come presidente nel 1996/97 e la stagione successiva. Nel 1997/98 la società assume Sven Goran Eriksson e Zoff torna a fare il presidente.

Ricopre tale carica fino a dopo i Mondiali in Francia del 1998, quando diventa Commissario Tecnico della Nazionale Italiana. Nel Campionato europeo del 2000 perde, a causa di un golden gol di Trezeguet, la finale contro la Francia e a seguito delle critiche del Presidente del Consiglio Berlusconi si dimette dall’incarico e torna alla Lazio come Vice Presidente. Nel 2001, per l’ennesima volta, quando Eriksson diventa CT dell’Inghilterra, la società lo richiama in panchina. Confermato per la stagione successiva viene esonerato alla terza giornata e sostituito da Alberto Zaccheroni. Nel gennaio 2005 viene ingaggiato dalla Fiorentina, che conduce alla salvezza. Al termine della stagione si ritira definitivamente dal mondo del calcio.

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