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LA LAZIO NELLE SCUOLE Parolo: “Il gruppo sta bene, ora vogliamo…”

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LA LAZIO NELLE SCUOLE Parolo, centrocampista biancoceleste, ha risposto quest’oggi alle domande degli studenti dell’Istituto Comprensivo Nino Rota – Scuola Primaria L. Sciascia di Roma.

LA LAZIO NELLE SCUOLE Parolo: “Seguiamo un’alimentazione controllata, un nutrizionista ci consiglia il cibo. Il giorno della partita mangiamo tre ore prima del fischio d’inizio, solitamente pasta e bresaola, in generale comunque carboidrati per correre ed avere le necessarie energie in campo.

Quando non gioco a calcio mi piace guardare tutti gli sport, tranne il calcio. Ogni attività va praticata, quando si è bambini va provato ogni sport perché sono tutti belli e poi è possibile capire qual è quello che piace maggiormente.

Quando si perde non è mai facile accettarlo, ma poi si impara. L’importante è capire i motivi della sconfitta per poi migliorare e prendere le cose buone per far si che la volta successiva si riesca a migliorarsi. Ci saranno tante sconfitte nella vita ma poi arriveranno ancora più vittorie; è come un compito in classe che va male, se poi studi il test successivo avrà un risultato migliore.

Comportarsi in modo violento in campo è sempre sbagliato, l’adrenalina porta a questo. L’importante è chiedere subito scusa e cercare di non ripeterlo più. Casi simili, però, si verificano ogni tanto.

Insegnare la vita non è semplice, noi nel nostro piccolo siamo un esempio di persone che vivono in un gruppo composto da uomini di diverse etnie: questo è il modo migliore per combattere questi brutti fenomeni che non devono far parte del mondo, ancor di più in quello dei bambini. Tutti devono aiutare l’altro a tirare fuori il meglio di sé per diventare grandi uomini.

Non si nasce imparati, sto capendo piano piano come il genitore ed il rispetto dei tempi di ognuno: il primo anno di mia vita di mio figlio ero spesso fuori per le partite tra Lazio e Nazionale ora però abbiamo recuperato tanti momenti insieme.

Nello sport si gioca con tutti, ci aiutiamo. Noi formiamo gruppi omogenei in cui tutti si sostengono. Personalmente non ho mai assistito ad episodi di violenza, sin da piccolo ho sempre provato a vivere in gruppo con tutti, mi sono formato all’oratorio, ho fatto anche l’educatore: il bullismo è brutto, quando si prende di mira una persona, occorre aiutarla a metterla a proprio agio. Invece del bullismo, occorre fare il contrario, ovvero aiutarla a tirare fuori il meglio.

Accettare le decisione del mister è necessario, se non ci fosse una maestra in classe ognuno farebbe ciò che vuole e lo stesso è l’allenatore per noi, il lavoro di gruppo aiuta a far crescere ciascuno. Seguite sempre i vostri insegnanti, come noi dobbiamo fare con il tecnico.

Gioire con i compagni è bello, si è felici perché è sempre merito di tutti. Allo stesso modo, quando viene commesso un errore da parte di un compagno, anche gli altri avevano sicuramente sbagliato prima. L’importante è incitare sempre a fare di più.

Ognuno di noi, in privato, sostiene progetti per le persone meno fortunate ma tutto in modo anonimo perché non è bello pavoneggiarsi di questo.

Ad inizio partita stringiamo sempre la mano dell’avversario: è un patto silente di rispetto e stima. Quando il calciatore di un’altra squadra non gioca lealmente si prova sempre a farglielo notare”.

Al termine dell’evento, Marco Parolo ha poi rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di ‘LSC’: 

“Gli alunni hanno posto tante belle domande, molte sul tema del bullismo: i ragazzi hanno appreso molto dai loro maestri in merito, speriamo di essere stati anche noi di buon insegnamento. I quesiti dei bambini sono quelli che mi porrà mio figlio tra qualche anno, almeno così sono già preparato.

Il gruppo sta bene, lo abbiamo dimostrato in campo, abbiamo recuperato gli infortunati e vogliamo continuare a spingere tutti insieme per centrare il bellissimo obiettivo che ci siamo prefissati. In casa dell’Inter servirà una grande prestazione. Fino a qualche settimana fa la condizione fisica di alcuni elementi non era delle migliori e questo ha inciso sulla qualità del gioco. Il calore dei tifosi più piccoli è ancora più bello, anche io quando ero bambino vedevo i calciatori con occhi sognanti”.

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Tamponi, la sentenza punisce la Lazio: Lotito condannato

Nella giornata odierna si è tenuto il processo bis relativo al caso tamponi. Condannati il patron Lotito e il medico Pulcini

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La Corte Federale d’Appello ha espresso il proprio verdetto in relazione alla vicenda Lazio Tamponi. Il patron biancoceleste Claudio Lotito, nel primo grado di giudizio, era stato condannato a 7 mesi di inibizione poi saliti A 12 nel primo processo in appello. Il presidente, nella giornata odierna, è stato invece condannato a 2 mesi di inibizione e al pagamento di una multa di 50.000 euro. Lotito potrà pertanto mantenere la posizione di consigliere federale, a rischio nel caso in cui la condanna avesse superato i 10 mesi. Cinque mesi di inibizione, inoltre, per i medici Ivo Pulcini e Fabio Rodia.

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LAZIO INTER Ventola: “Nerazzurri superiori”. Ma Adani e Cassano dissentono

Lazio Inter Ventola, è scontro con Adani e Cassano sull’analisi della partita

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LAZIO INTER Ventola esalta la prova degli uomini di Inzaghi nel match di sabato. Ma Adani e Cassano non sono per nulla d’accordo.

LAZIO INTER Ventola ha analizzato l’andamento dei 90′ all’Olimpico ai microfoni della Bobo Tv. A suo parere, i nerazzurri sono stati in controllo del gioco “per 60 minuti“. Addirittura arriva a definirli “nettamente superiori alla Lazio“. Poi è arrivato il gol di Felipe Anderson ed è stato decisivo: “Ha fatto perdere la testa ai giocatori“, sottolinea l’ex attaccante. Che poi aggiunge come per lui, anche dopo il pareggio di Immobile, i ragazzi di Inzaghi avessero la possibilità di riportarsi in vantaggio. Mentre la Lazio, osserva, si affidava ad un unico schema: le ripartenze, con al centro “le folate di Felipe Anderson“. Il gol del brasiliano ha fatto la differenza, ma anche qualche lacuna dei nerazzurri: “Gli è mancato qualcosa in attacco. Perisic? Si è ben comportato, ma quello non è il suo ruolo“.

LA REPLICA DI ADANI E CASSANO

Alle parole di Ventola rispondono gli altri due opinioni presenti. Con toni tutt’altro che concordi su quanto affermato. In particolare, l’ex talento di Bari Vecchia, non senza un po’ di sorpresa, afferma di aver visto un’altra partita rispetto al collega.

HANDANOVIC PROVOCA SARRI

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Handanovic provoca Sarri, il fatto accaduto negli spogliatoi

Handanovic provoca Sarri, il portiere dell’Inter accusa la Lazio negli spogliatoi

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Handanovic provoca Sarri, il portiere dell’Inter accusa la Lazio negli spogliatoi

Handanovic provoca Sarri. Negli spogliatoi al termine di Lazio Inter, il portiere dei nerazzuri ha rincorso Sarri chiedendo perché non avessero buttato fuori il pallone. La risposta di Sarri è stata semplice : “Ma io più che alzare la mano verso i miei che potevo fare ?“. Da lì l’ira dello sloveno : “Potevi fare come Bielsa“. Ricordando quando l’allenatore argentino obbligò i suoi giocatori a farsi un autogol per non aver interrotto il gioco.

Samir Handanovic portiere dell'Inter

LOTITO ESALTA ANDERSON

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