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LA NOSTRA STORIA Josè Castelli

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Rubrica la nostra storia di Laziochannel
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LA NOSTRA STORIA Josè Castelli nasce a San Paolo, in Brasile, il 18 settembre 1903. Centrocampista di piccola statura e molto agile, in Brasile lo chiamano ‘Rato’ (topo).

In Italia è noto come Giuseppe Castelli o ‘Ratto’. Inizia a giocare nel 1919 nelle giovanili del Corinthians approdando in prima squadra nel 1921. Nel 1927 costituisce una forte coppia d’attacco di sinistra con il neo arrivato Alejandro Demaría. Vince tre Campionati Paulista nel 1928, 1929 e 1930. Nella stagione 1931 viene acquistato dalla Lazio con lo stesso Demaría e il terzino Armando Del Debbio.
Resta in biancoceleste per poco più di due stagioni. È l’autore del gol decisivo, all’83’, della prima vittoria contro la Roma per 2-1 del 23 ottobre 1932. Nell’estate 1933 svolge la preparazione pre-campionato con la Lazio giocando anche la prima partita di campionato. Poi il 21 novembre si imbarca sulla nave Conte Biancamano e torna in patria per indossare di nuovo la maglia del Corinthians.  Nel 1937 si trasferisce al Portuguesa Santista con cui conclude la carriera di calciatore. Nel 1942 torna al Corinthians. Successivamente rimane nel club come allenatore delle giovanili ma è spesso chiamato a sostituire tecnici esonerati. L’unica eccezione nel periodo compreso tra il 1951 e 1954 in cui guida la prima squadra. Vince il Campionato di San Paolo nel 1951 e nel 1952 e quello di Rio-San Paolo nel 1953. Muore a San Paolo nel settembre del 1984.

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Domani alle 20:45 sarà anche Lazio contro Gazzetta dello Sport

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Lazio contro Gazzetta dello sport

Domani la Lazio sfiderà il Torino nel recupero della sesta giornata di ritorno. Ma oltre a vincere per l’onore, la Lazio dovrà vincere anche per un altro motivo altrettanto importante.

Lazio contro Gazzetta dello Sport – Domani finalmente si giocherà il recupero della sesta giornata di ritorno fra Lazio e Torino. La gara da calendario doveva disputarsi il 2 marzo ma poi, a causa del covid che aveva colpito diversi giocatori granata, la partita non si disputò scatenando mille polemiche venutesi a creare in conseguenza dei precedenti che c’erano stati fra Juve-Napoli e Inter -Sassuolo, scatenando anche una campagna mediatica esagerata contro la nostra Lazio.

Lazio Torino: le diverse motivazioni

Quella di domani sarà una gara da onorare anche se per la compagine capitolina la posta in palio non è allettante. Sì vincere sarà importante sia per concludere in bellezza la stagione fra le mura amiche, sia per riscattare l’amara sconfitta patita domenica sera nel derby. La Lazio ormai ha assicurato un posto in Europa League e anche quest’anno si classificherà sopra la Roma. A dirigere il match di domani sarà l’arbitro Fabbri che avrà una grande responsabilità perché per gli ospiti la gara di domani assume quasi un’importanza vitale. Perdere significherà giocarsi l’ultima gara di campionato proprio contro la rivale diretta.

Attualmente con 35 punti – più la gara ancora da giocare contro la Lazio – la squadra di Nicola è quart’ultima in campionato con solo tre lunghezze di vantaggio dal Benevento che segue a 32 e che, ironia della sorte, affronterà domenica nell’ultima giornata. Per salvarsi al Toro basterà almeno un punto in queste due gare, mentre il Benevento ha il compito più arduo, ovvero sperare che la Lazio batta i granata e poi vincere lo scontro diretto a Torino.

2 motivi perché la Lazio deve battere il Torino

La Lazio ha dir la verità ha più motivi per vincere la gara di recupero di domani ma, oltre ai soliti, ci sono due motivi che vengono alla mente più facilmente: il primo è di carattere squisitamente familiare ed è quello che lega Pippo Inzaghi, attuale mister dei sanniti, a suo fratello Simone. L’ex bomber della nazionale spera che suo fratello possa “aiutarlo” in questa lotta per la salvezza che appare veramente molto complicata. Per la Lazio non sarà certo facile battere il Torino perché sappiamo bene che nel calcio nessuno ti regala nulla e soprattutto considerando che il Torino verrà a Roma con una grande voglia di far bene. Sarebbe troppo rischioso giocarsi la salvezza nell’ultima giornata proprio contro i diretti rivali.

Lazio contro Gazzetta dello Sport

Il secondo motivo che invece riguarda tutti i tifosi della Lazio, me compreso, è che il Dottor Urbano Cairo presidente del Torino è anche un noto editore. Fra le sue diverse proprietà che gestisce sapientemente, c’è anche un giornale a noi molto noto, non soltanto per la sua gloriosa storia giornalistica, ma anche perché di recente ha spesso oscurato e denigrato la nostra squadra, dando quotidianamente meno spazio e visibilità alla Lazio se non in piccolissimi trafiletti sulle ultime pagine del suo giornale.

Urbano Cairo presidente del Torino
Il presidente del Torino Urbano Cairo

Tutti ci ricordiamo i ripetuti titoli della Gazzetta dello Sport sulla Lazio, su Lotito e sui tifosi laziali. Purtroppo però tutti noi siamo convinti che certe scelte editoriali erano frutto non di un’onesta analisi professionale, ma di qualche attrito con il presidente Lotito. Ora per carità, ognuno fa quel che vuole, però il confine fra il lecito e l’illecito in più di una circostanza è stato, forse, superato.

Ora noi auguriamo al Torino le miglior fortune, però se domani la Lazio dovesse battere i granata e domenica il Benevento vincere all’ultimo minuto, crediamo che il 99,9 % dei tifosi della Lazio sarà contento di vedere i sanniti in Serie A e il Torino in serie B. Non ce ne voglia nessuno, ma siamo convinti che tutti potranno comprendere il nostro pensiero.

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