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ACCADDE OGGI Lazio-Pescara 2-1: una porta per l’Europa

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Giuseppe Signori ex bomber della Lazio


A volte i momenti chiave della vita possono essere rappresentati da una vittoria da niente all’ultimo minuto, contro l’ultima in classifica? Nel caso della Lazio tutto è possibile: soprattutto se la squadra allora allenata da Zoff sta vivendo l’ennesima volata per una qualificazione in Europa che manca da ben sedici anni. Dal 1977 al 1993 è passata una vita, è un’era geologica soprattutto nella storia della Lazio in cui cadute e risalite sono feroci e spettacolari.

Però i biancocelesti stavolta ci sono quasi: certo, non bisogna lasciare per strada punti inutilmente, ma che resistenza può opporre un Pescara virtualmente già retrocesso, allo sbando e già nelle mani dell’allenatore in seconda Zucchini, dopo l’esonero di Galeone? Se si tratta di Lazio, tutto può sempre andare storto, sembra incredibile non ricordarselo. E infatti: una partita apparentemente in discesa grazie a un gol di Favalli viene rimessa in parità da un rigore di Max Allegri. E il gol nel secondo tempo proprio non vuole arrivare, anzi. L’anno prima, una vittoria clamorosamente buttata via contro l’Ascoli ultimo per distacco aveva messo una pietra tombale sulle ambizioni europee della Lazio, va ricordato per rendere bene il clima di quel giorno.

E quel giorno invece, proprio quel giorno, la storia cambiò. Al novantesimo, proprio al novantesimo, calcio di rigore. Beppe Signori non può sbagliare e non sbaglia. La corsa e l’esultanza, liberatorie, apriranno un nuovo capitolo nella storia della Lazio, fatto di dodici stagioni di presenza ininterrotta nelle Coppe Europee, condite da due trionfi all’apice dell’era Cragnotti. Il sigillo sulla qualificazione venne messo in uno storico Lazio-Napoli in quella stagione circa un mese dopo: ma fu contro il Pescara che i fantasmi vennero finalmente spazzati via.

Fabio Belli

IL TABELLINO

2-1

Marcatori: 24′ Favalli, 42′ Allegri (rig), 90′ Signori (rig).

LAZIO: Orsi, Bergodi, Favalli (67′ Sclosa), Bacci, Luzardi, Cravero, Fuser, Marcolin, Riedle, Stroppa, Signori. A disp.: Fiori, Corino, Gregucci, Neri. All. Zoff.

PESCARA: Marchioro, Sivebaek, Ferretti, Dunga, Dicara, Nobile (46′ Rosone), De Juliis, Palladini, Borgonovo, Allegri (85′ Epifani), Compagno. A disp.: Savorani, Martorella, Bivi. All. Zucchini.

Arbitro: Sig. Racalbuto di Gallarate.

Note: Espulso Firicano. Ammoniti Herrera, Policano, Ferrara, Napoli

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LA NOSTRA STORIA – Tanti Auguri a Filip Djordjevic

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Filip Djordjevic attaccante della Lazio


Il 28 settembre 1987 nasce a Belgrado l’ex attaccante della Lazio Filip Djordjevic. Cresce nelle giovanili della Stella Rossa dove esordisce in prima squadra nella stagione 2005-2006. Anche se non da protagonista in questa prima stagione vince due titoli: il Campionato serbomontenegrino e la Coppa di Serbia e Montenegro.

GLI INIZI

La stagione seguente viene ceduto in prestito in seconda divisione al Rad Belgrado. L’anno dopo torna al club d’origine dove però trova poco spazio e viene ceduto, nuovamente in prestito, al Nantes in Ligue 2. A fine stagione, anche grazie a lui, il club francese si piazza al secondo posto e viene promosso in Ligue 1. Il Nantes decide così di riscattare il giovane attaccante serbo. Ma la stagione non è il massimo e i francesi retrocedono di nuovo in Ligue 2. Dopo quattro stagioni, nella stagione 2012-2013, Djordjevic e il Nantes conquistano di nuovo la promozione.

IL PASSAGGIO ALLA LAZIO

A marzo 2014 annuncia di aver firmato un contratto di quattro anni con la Lazio. Nel gennaio 2015 nel corso della gara vinta 3-1 con il Milan subisce un trauma distorsivo alla caviglia destra. Sottoposto ad esami clinici e strumentali gli viene riscontrata una frattura spiroide scomposta del malleolo peroneale destro. L’infortunio riportato lo costringerà a stare fuori dai campi per quasi tre mesi. A giugno 2018, dopo aver trascorso una stagione da fuori rosa alla Lazio, lascia il club biancoceleste e firma un contratto triennale con il Chievo.

NAZIONALE 

Il 14 novembre 2012 in occasione della amichevole disputata in Svizzera contro il Cile fa il suo esordio con la Serbia ed appena tre minuti dopo sigla il suo primo gol con la maglia della  Nazionale.

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