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LA NOSTRA STORIA L’ex difensore Luigi Allemandi

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LA NOSTRA STORIA Luigi Allemandi nasce a San Damiano Macra l’8 novembre 1903. Si trasferì in giovane età a Legnano con la famiglia.

Allemandi inizia la carriera nei Giovani Calciatori Legnanesi. Dal 1921 passa al Legnano, dove nel 1924 diventa titolare. Nel 1925 si trasferisce alla Juventus. Nel 1927 viene coinvolto nel caso di corruzione riguardante il derby Torino-Juventus, che porterà alla revoca dello scudetto granata.

Nonostante si proclami innocente viene squalificato a vita. Un anno dopo viene amnistiato a seguito delle nozze di Umberto di Savoia. Nel 1928 passa all’Inter. Dai nerazzurri passa all’Ambrosiana dove resta fino al 1935. Campione del Mondo nel 1934. Nel 1935/36 si trasferisce alla Roma. Nella stagione 1937/38 passa al Venezia.

Gioca la sua ultima stagione, quella 1938/39, con la maglia della Lazio.Terminato di giocare, dopo una breve parentesi da allenatore nella Lazio nel 1938/39, abbandona il mondo del calcio definitivamente. È stato uno dei più forti terzini italiani di tutti i tempi. È deceduto a Pietra Ligure il 25 settembre 1978.

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ACCADDE OGGI 4 maggio 1949 La tragedia di Superga, il Grande Torino

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Torino stemma

Il 4 maggio 1949 si verificò il disastro aereo di Superga nel quale morirono i giocatori del Grande Torino e tre giornalisti. Tutti passeggeri a bordo del velivolo. I granata stavano tornando nel capoluogo piemontese dal Portogallo. Il giorno precedente avevano disputato un incontro con il Benfica per l’addio al calcio di Francisco Ferreira. Quel maledetto giorno tutta la squadra prese posto sul trimotore I-Elce delle Aviolinee Italiane per rientrare a Torino. Il tempo era pessimo, nuvole basse e pioggia battente resero difficile il viaggio. L’aereo durante il volo perse la rotta. Alle 17,05, dopo un ultimo contatto con la stazione radio, l’aereo si schiantò precipitando alle spalle della Basilica. La causa fu o il maltempo o un guasto all’altimetro. Nel tremendo impatto perirono trentuno persone. Atleti, dirigenti, giornalisti e membri dell’equipaggio. La città rimase sconvolta, il mondo del calcio altrettanto. Il compito più triste di tutti toccò a Vittorio Pozzo, che dovette riconoscere le salme dei suoi ragazzi.

Queste le persone che persero la vita: Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Emile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti, Giulio Schubert, gli allenatori Egri Erbstein, Leslie Levesley, il massaggiatore Ottavio Cortina e i dirigenti Arnaldo Agnisetta, Andrea Bonaiuti e Ippolito Civalleri. Morirono inoltre tre dei migliori giornalisti sportivi italiani: Renato Casalbore (fondatore di Tuttosport), Renato Tosatti (Gazzetta del Popolo) e Luigi Cavallero (La Stampa) ed i membri dell’equipaggio Pierluigi Meroni, Celeste D’Inca, Celeste Biancardi e Antonio Pangrazi.

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