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LA NOSTRA STORIA L’ex centrocampista Alberto Mari

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LA NOSTRA STORIA Alberto Mari nasce a Macerata il 26 febbraio 1941. Inizia a giocare nella Sambenedettese agli inizi degli anni ’60.

Chiamato a fare il servizio militare al CAR di Orvieto (TR) Mari conosce e diventa amico di Giancarlo Morrone. Al termine del CAR i due vengono trasferiti alla Compagnia Atleti della Cecchignola. Nel 1963/64 è proprio Morrone a suggerire l’acquisto di Mari al suo allenatore Juan Lorenzo. ‘Peperino’, questo il suo nomignolo per via del suo fisico minuto e scattante, passa così alla in serie A. In maglia biancoceleste, dove è soprannominato ‘il corvo’, resta cinque stagioni. Nell’ del 1968 torna alla Sambenedettese dove resta un anno di chiudere la carriera con la Vis Velletri. Diventa quindi allenatore. la Vis Velletri vincendo il premio ‘Seminatore d’Oro’ per la Lega Dilettanti nel 1978/79, poi il Frosinone, l’Alessandria, il Barletta, l’Avezzano, la e infine la Casertana.

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Maurizio Sarri: all-in di un impiegato diventato grande

Quella di Maurizio Sarri, neo tecnico della Lazio, è una storia fatta di sacrifici, fatica e obiettivi ben chiari in mente

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maurizio sarri

La notizia è ufficiale da qualche giorno: Maurizio Sarri è il nuovo allenatore della Lazio. Quella del tecnico toscano è la classica storia da usare come esempio per descrivere il cammino di chi ce l’ha fatta.

Un mantra per giovani e non solo, una storia di coraggio, sprezzo del pericolo, rischi, sacrifici e, naturalmente, un’ambizione fuori dal comune. Sarri e il calcio, il calcio e Sarri, un rapporto che non decolla nell’immediato in adolescenza.

La passione c’è e il suo passato da calciatore tra i dilettanti lo testimonia, ma ben presto Maurizio capisce che quella porta che in troppi vogliono varcare è troppo stretta, in linea con il più classico degli “Uno su mille ce la fa”. 30 anni inizia a dedicarsi alla panchina ma, il pane, lo porta a casa in virtù del suo impiego, quello di dipendente della Banca Toscana.

ALL-IN

Il calcio, però, la fa da padrone nella testa di Sarri, pertanto 10 anni dopo (nel 1999) lascia il lavoro per immergersi esclusivamente nella sua vocazione. La strada è dura e gli schiaffi in faccia si fanno sentire ma il carattere è più forte di ogni cosa. Così partendo dal Valterna ( toscano di Eccellenza) inizia la sua scalata. Corre l’anno 2000 quando, sulla panchina della Sansovino (club di Eccellenza), ottiene la promozione in C2 in appena 3 stagioni.

Con gli aretini conquista inoltre la Coppa Italia D e la stagione successiva approda in C2, ma lo fa sulla panchina della Sangiovannese. Pronti via ed è subito promozione in C1 che, per lui, si traduce in un doppio salto che l’anno successivo gli apre le porte della Serie B, al Pescara. Da qui una serie di alti e bassi che lo portano a galleggiare tra Serie B e Serie C sulle panchine di Arezzo, Avellino, , Perugia, Grosseto, Alessandria e Sorrento.

IL SOGNO CHE SI AVVERA

La svolta arriva quando Sarri viene chiamato ad allenare l’Empoli in vista della stagione 2012-2013, conclusa con il quarto posto e la sfortunata eliminazione ai contro il . L’anno dopo è quello buono e la sensazione è che qualcosa, nella sua carriera, stia davvero iniziando a muoversi. L’Empoli chiude al secondo posto centrando di diritto la promozione in Serie A. Per Maurizio è un sogno che si avvera. Un sogno, certo, come fanno tutti i bambini e i ragazzi innamorati di questo sport.

Quello di Sarri, però, è un sogno di spessore superiore, perché lecito e semplice è sognare (al netto dei sacrifici per emergere in tenera età) da bambini, ma decisamente più difficile è farlo a 40 anni suonati. Una scelta, quella del classe ’59, presa in barba alla paura, all’incertezza del futuro, con la consapevolezza di non poter sbagliare e di non avere un salvagente. Una sorta di all-in sulla sua vita, una scommessa sul fatto che il calcio sarebbe diventata la fonte della sua quotidianità. Umiltà, dedizione, pochi peli sulla lingua e tanta, tanta gavetta. Il resto è storia nota.

Maurizio Sarri

Maurizio Sarri sulla panchina dell’Empoli

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Lo staff di Sarri. 6 storie, tanta gavetta e Toscana in abbondanza

Breve focus alla scoperta dello staff di Sarri. Da Martusciello allo scouting Picchioni, dallo “sparapalloni” Nenci, fino alla coppia Ranzato-Losi. Senza dimenticare Ianni, il secondo assistente tattico.

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Staff di Sarri

Breve focus alla scoperta dello staff di . I più stretti collaboratori che guideranno la Lazio nella prossima stagione.

Giovanni Martusciello allenatore in seconda

Nato Ischia il 19 agosto 1971. Dal primo luglio sarà l’allenatore in seconda della Lazio. La sua carriera calcistica nasce come centrocampista, per poi diventare esterno d’attacco. L’apice lo raggiunge a fine anni novanta militando nell’Empoli di Luciano Spalletti.

Staff di Sarri. Giovanni Martusciello alla Lazio.
Martusciello alla Juventus

Noi laziali Martusciello ce lo ricordiamo bene. Fu proprio lui a segnare il gol vittoria nella gara del , nel settembre del novantasette. Uno a zero per i toscani, con signori che falliva un calcio il rigore. (Video della gara.)

Dopo qualche anno fra Serie B e C, nel 2006 inizia ad allenare le giovanili dell’Empoli, fino ad arrivare alla guida della prima squadra nel 2016-’17. Purtroppo però, quella fu una stagione amara, perché quell’Empoli scese in B, dopo aver sprecato 11 punti di vantaggio sul Crotone.

Non confermato da Corsi, nell’estate seguente va all’Inter come collaboratore di Luciano Spalletti. Poi, una volta esonerato anche l’ex tecnico della Roma, segue Sarri alla Juventus come secondo in .

Staff di Sarri. Davide Ranzato alla Lazio
Davide Ranzato (in basso a sinistra) insieme ai colleghi del Chelsea.

Davide Ranzato preparatoro atletico

Davide Ranzato dopo essersi laureato in scienze motorie, inizia a collaborare con il Vicenza. Dopo una lunga gavetta, approda al Napoli come Fitness coach. Nel Chelsea diventa preparatore atletico ed è considerato un fedelissimo del tecnico. Ranzato è un ottimo professionista, e dove è andato ha sempre vinto.

Oltre alla parte atletica, massima attenzione sarà riservata anche al recupero degli infortunati che, con L’ da giocare, inevitabilmente ci saranno dei giocatori fuori uso.

Davide Losi preparatore atletico

Staff di Sarri. Davide Losi alla Lazio
Davide Losi al Chelsea

Ha appena 34 anni ma già tanta esperienza. Inizia giovanissimo a fare il preparatore atletico: dagli inizi col Casale – nel 2010 – poi Monza nel 2013 e Campobasso nel 2015. Grazie alle sue tecniche di lavoro, venne notato da Sarri che lo volle al Napoli.

Da quell’esperienza, Losi è un prezioso collaboratore del mister e, anche alla Lazio, si occuperà della parte atletica e di guidare i ragazzi durante il riscaldamento prima delle gare.

Gianni Picchioni collaboratore tecnico

Staff di Sarri . Gianni Picchioni alla Lazio.
Gianni Picchioni alla Juventus

Professionista di lungo corso. Nasce a San Giovanni Valdarno, a due passi da Sarri, nel 1964. Nel 2008 fu allenatore del Gubbio, ma poi la sua carriera ha preso un altro percorso. Ha iniziato a collaborare in pianta stabile con Sarri nel Chelsea come osservatore.

“Vecchio conoscitore di calcio”, dall’esperienza juventina, ha iniziato a collaborare come collaboratore tecnico con delega allo scouting, un ruolo molto importante per il mercato che verrà.

Staff di Sarri. Marco Ianni alla Lazio
Marco Ianni durante un confronto tattico

Marco Ianni, collaboratore tecnico

Aquilano di nascita, Ianni inizia la carriera da allenatore come secondo di Cappellacci nel Teramo in Serie C. Il 39enne ha sottoscritto un contratto biennale, e sarà il secondo assistente dello staff di Sarri.

Insieme a Martusciello, saranno loro tre gli strateghi della Lazio che verrà. Quelli che, attraverso la tattica dovranno cercare di sbrogliare le partite più dure, valorizzando i calciatori a disposizione.

Massimo Nenci, preparatore dei portieri

Staff di Sarri. Massimo Nenci alla Lazio
Massimo Nenci lo “sparapalloni”

Lo staff di Sarri si chiude con Massimo Nenci, dalla San Giovannese in Serie D, al Chelsea di mister Sarri. Un grande passo per il 56enne toscano che da sempre, nella sua lunga carriera , si dedica alla preparazione tecnica dei portieri.

Prima del Napoli, l’Arezzo e il Buggiano. Una lunga conoscenza con Sarri che lo allenò nella Faellese. I due si incontrarono di nuovo a Napoli, pur non avendo mai lavorato insieme, Nenci venne ingaggiato nello staff di Sarri per sostituire l’infortunato Nista.

Insieme allo storico Adalberto Grigioni, sarà lui a far migliorare Reina fra i pali e, perché no, a tirare fuori il meglio da Stakosha. Nell’esperienza partenopea, il Napoli gli dedico anche un simpatico servizio durante una sessione di allenamento.

Intanto Foden imita Gazza

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Lazio Roma: 2 mister vincenti nello stesso anno, 31 anni dopo

Lazio Roma, un binomio che da sempre vuol dire derby, rivalità, città divisa tra due colori. La stracittadina, però, si gioca anche in panchina

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lazio roma

Nella Capitale, non è solo una partita. Un derby significa tanto: scandisce gli umori delle tifoserie prima e dopo il fischio d’inizio, simboleggia una rivalità intensa e affascinante quasi quanto la storia della città. Il , come da prassi, porta con sé anche numerosi aneddoti riconducibili ai giorni nostri. L’approdo nella Capitale di Sarri (in biancoceleste) e Mourinho (in giallorosso) riporta a galla un dato ormai pressoché dimenticato.

Lazio e Roma non si affidavano, nello stesso anno, a un tecnico che avesse già vinto un titolo con un’altra squadra italiana da ben 31 anni. Correva l’anno 1990, infatti, quando Ottavio Bianchi decise di sposare il progetto giallorosso dopo aver conquistato Scudetto, Coppa Italia e Coppa Uefa sulla del Napoli.

Contemporaneamente sull’altra sponda del Tevere veniva presentato Dino Zoff, reduce (la stagione precedente) dalla vittoria della Coppa Italia e della Coppa Uefa da tecnico della Juventus. Un dato curioso, che si inserisce nel contesto attuale alla luce del fatto che sia Sarri che Mourinho rappresentano due profili vincenti, che hanno trionfato non solo in Italia ma anche all’estero.

Due allenatori solidi e convinti delle proprie idee, tanto da scomodare nomi di spessore come quelli di Bianchi e Zoff Quel che è certo è che Roma ha deciso prepotentemente di tornare in auge come non accadeva da diverso tempo. La Capitale vuole tornare protagonista, non resta che attendere la prossima stagione e godersi lo spettacolo.

Simone Ferreri

Lazio Roma
Lazio Roma si gioca in panchina

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