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Diaconale bordata a Cairo: “Non vuole riprendere per mimetizzare il fallimento”

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Il responsabile della comunicazione della Lazio ne ha per tutti. Dopo la riposta a Rezza Diaconale tira una bordata a Cairo che si dice d’accordo con il professore sulla non ripresa del campionato.

I conti di Urbano Cairo

Il presidente del Torino e di Rcs Urbano Cairo si è detto perfettamente d’accordo con il professor Gianni Rezza che ha espresso (confessando di essere un tifoso romanista) una opinione contraria alla ripresa dei campionati di calcio, sottolineando di condividere le parole del prof. Rezza in quanto esperto di conti e capace di leggere correttamente quelli relativi all’andamento della pandemia del coronavirus nel nostro Paese.

Nessuno, ovviamente, può mettere in discussione che Cairo, grande e capace imprenditore, sappia fare i conti. Ma si tratta di capire di quali conti si stia trattando. Quelli che vengono forniti quotidianamente dalla Protezione civile sono talmente altalenanti e variabili da rendere difficile alla stessa comunità scientifica di elaborare previsioni attendibili sulla durata della pandemia. Al punto che, nel timore di sbagliare, la tendenza generale è quella di rifugiarsi nella proposta di prolungare al massimo il “tutti i casa” per sfuggire alla responsabilità di una possibile ripresa del morbo scaricandola su chi non intenda rispettare la regola degli arresti domiciliari.

I numeri di Cairo, però, non sono quelli del professor Rezza ma quelli che motivano anche altri presidenti di squadre di A (Massimo Cellino in primis) a chiedere l’annullamento del campionato. Sono i numeri della attuale classifica da cui emerge con chiara evidenza che a premere per evitare di giocare le 12 partite che mancano alla chiusura regolare del campionato sono quei presidenti le cui squadre o sono già condannate alla serie B (come il Brescia) o come lo stesso Torino potrebbero correre lo stesso pericolo. Azzerare, per loro, aiuterebbe a mimetizzare agli occhi dei propri tifosi il fallimento della stagione.

Si tratta di una interpretazione maliziosa? In questo caso – come diceva il gesuita cardinal Roberto Bellarmino (e successivamente Giulio Andreotti) – si fa peccato ma spesso ci si azzecca!


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Acerbi tra Europeo e…Immobile: “Vinciamo insieme”

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Acerbi tra Europeo e…Immobile. Le parole del difensore della Lazio e della Nazionale ai microfoni di Sky Sport.

Acerbi tra Europeo e…Immobile. Sulla rassegna iridata, al via il prossimo 11 giugno proprio allo stadio Olimpico: “Sono tutte squadre toste e ognuna vorrà fare bella figura, come si conviene in una simile competizione. Saranno tutte quindi avversarie molto temibile. Il girone sarà equilibrato. Noi però conosciamo la nostra forza e ciò che abbiamo fatto per arrivare a questo punto e vogliamo andare il più avanti possibile. Tutto il gruppo ha voglia di andare in Nazionale e stare insieme. Il mister e lo staff ci hanno fatto capire che è una cosa molto importante, sono stati fondamentali per farci andare in Nazionale con la massima felicità. E’ un gruppo formato ed è questo che fa la differenza. Ci sono tante nazioni forti, ma anche noi siamo in lizza per portare a casa la Coppa, perchè abbiamo dimostrato di giocare bene. Giochiamo semplice, come ci chiede Mancini, e i giocatori di livello hanno piena libertà“. “Non vediamo l’ora – aggiunge – di fare un grandissimo Europeo con questi, che sono giocatori ma anche uomini. Personalmente proverò grande emozione, grande adrenalina e grande voglia di giocare per far sì che questo sogno si avveri. Daremo tutto per portare a casa un grandissimo risultato“. Sul compagno in biancoceleste e in azzurro: “E’ il mio amore (ride). Parlarne è riduttivo, sappiamo quanto sia importante per la Lazio e per la Nazionale. E’ un grandissimo attaccante e da lui ci si aspetta sempre che faccia 40 gol all’anno. Ma è anche una grandissima persona. Anche lui non vede l’ora di fare un grandissimo Europeo e di far vedere che anche in azzurro fa tanti gol. Arriverà alla competizione molto bene“.

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