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Delio Rossi e la situazione d’emergenza del calcio italiano

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Delio Rossi ex allenatore della Lazio
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In un’intervista andata in onda su ‘Taca La …Marca’ l’ex tecnico biancoceleste Delio Rossi ha parlato della situazione d’emergenza del calcio italiano e non solo.

Delio Rossi parlando della situazione d’emergenza è partito dalle conseguenze: “Gravina sbaglia a indicare tutti i giorni delle date di ripartenza del calcio italiano. Non sono in grado gli stessi scienziati come può darle lui. Non abbiamo punti fermi ma bisogna concludere il campionato. Che sia tra 6 mesi o 1 anno visto che è già iniziato. Ora bisogna pensare alla salute di tutti i componenti. Se si vuole ricominciare con gli stadi chiusi è un altro sport e non il calcio. Il campionato è già falsato. L’unica cosa positiva è che tutti si ritroveranno nella stessa condizione. La preparazione è importante ma nessuno la fa. Basti pensare alle tournée in America o in Asia, quindi non la consideriamo un problema. Si giocherà ogni tre giorni ma i top club ci sono abituati visto la loro partecipazione alle competizioni europee. In parte sono facilitati rispetto alle medio piccole che hanno delle rose meno ampie”.

Sulla decurtazione degli stipendi: “Quando si parla di calcio la mente va alla Serie A e ai top player, ma ci riferiamo alla punta di un iceberg. Il calcio è anche quello dilettantistico e giovanile. La decurtazione ha senso con i calciatori di un certo livello e non con chi gioca nelle cosiddette serie minori. Essendo i contratti individuali non esiste la decurtazione generale. Ognuno ha bonus e altre situazioni. Quindi bisognerebbe analizzare ogni contratto anche se per me questa non è la strada da seguire. Tommasi è in difficoltà dato che non può rappresentare tutti i calciatori. Quelli di Serie A li conosco bene e sono propensi a tagliarsi lo stipendio. Ma non per darli alla società. Sarebbero disponibili alla beneficenza verso altri o verso i calciatori meno tutelati”. Sul destino del campionato: “Io sono per la ripresa nella prossima stagione. È successa una cosa non pronosticabile che è una questione mondiale. La salute viene prima di ogni cosa. Magari quando si ritornerà ci sarà la possibilità di riformare il nostro calcio visto che per come è strutturato in Italia ci sarebbe da rivedere qualcosa”.

DELIO ROSSI RICORDA IL PERIODO ALLA LAZIO


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LA NOSTRA STORIA Domenico ‘Mimmo’ Caso

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LA NOSTRA STORIA Domenico MimmoCaso nasce a Eboli (SA) il 9 maggio 1954. Centrocampista, fa il suo debutto nel calcio professionistico con la Fiorentina. Nella stagione 1974-1975 vince il suo primo trofeo: la Coppa Italia. Nella stagione 1978-1979 Caso lascia la Fiorentina e si trasferisce al Napoli. Nell’estate 1979 passa all’Inter. Nel 1980 si laurea Campione d’Italia. Dopo l’esperienza in nerazzurro passa per due anni in Serie B al Perugia. Nell’estate del 1983 torna in Serie A con il Torino. Quindi passa alla Lazio, in quel periodo nella serie cadetta. Con la maglia biancoceleste disputa tre stagioni. Nel 1988, dopo la promozione in A, viene ceduto al Latina. Chiude la carriera nell’Orceana.  Dal 1992/93 al 1996/97 è l’allenatore della Lazio Primavera. Il primo anno sfiora lo Scudetto perdendo la finale contro l’Atalanta. Nella stagione 1994/95 vince il titolo. Tra i tanti giovani lancia Alessandro Nesta, Marco Di Vaio, Alessandro Iannuzzi, Flavio Roma e Daniele Franceschini. Dopo aver guidato Foggia, Chievo e Pistoiese, nel 2003/04 torna ad allenare la Primavera laziale. Nel 2004/05 viene chiamato dal nuovo presidente biancoceleste Claudio Lotito ad allenare la prima squadra. Viene esonerato e sostituito da Papadopulo. Successivamente allena la Ternana. A giugno del 2009 viene nominato supervisore del settore giovanile della Cisco Roma. Nel 2011 assume la guida degli Allievi Regionali A1 della Voluntas (Spoleto). A luglio del 2012 viene nominato allenatore della squadra Primavera della Virtus Lanciano. Nel 2013 viene ingaggiato come tecnico della squadra Primavera della Reggina, ma dopo pochi giorni decide di lasciare l’incarico per motivi familiari.

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