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LA NOSTRA STORIA – Arcadio Spinozzi, antieroe per eccellenza

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Spinozzi

Il 3 ottobre 1953 nasce a Mosciano Sant’Angelo, in prov. di Teramo, Arcadio Spinozzi. Difensore cresciuto nella Sambenedettese, in seguito gioca con Angolana e Verona. Nel 1980 la Lazio lo acquista dal Bologna. In maglia biancoceleste disputa sei stagioni prima di passare alla Reggina dove chiude la carriera.

SPINOZZI, UN SIMBOLO DELLA LAZIALITA’

Durante la carriera ha subito infortuni di ogni tipo, avrebbe potuto diventare più di un buon difensore. Divenne però l’icona del calciatore pulito e indomito, un simbolo della lazialità. Come confermato dalla biografia dello stesso Spinozzi, “Una vita da Lazio“. Un calciatore, ma prima ancora un uomo, poco appariscente ma molto amato dalla tifoseria. Intollerante ai compromessi e a quel “marcio” che iniziava a farsi largo nel calcio dei suoi tempi. A Roma si ritrova catapultato in un ambiente popolato dai capricci di Giordano e Manfredonia, le debolezze dei dirigenti capitolini, di un Luciano Moggi alle prime armi, sospetti su doping, partite truccate e, inoltre, le follie di Juan Carlos Lorenzo. Una Lazio surreale che nessuno aveva mai raccontato dall’interno.

L’ATTACCAMENTO ALLA MAGLIA

Il mito di Spinozzi passa anche attraverso episodi clamorosi come il suo momentaneo coinvolgimento a causa della denuncia di un mitomane nel rapimento di Emanuela Orlandi. Oppure il suo essere sopravvissuto assieme alla squadra del Verona al tragico incidente ferroviario sulla Bologna-Firenze del 1978. Primo calciatore sindacalista, di Spinozzi i tifosi biancocelesti ricordano anche e soprattutto il suo atteggiamento generoso in campo. Feroce su tutti i palloni, come in un derby del 1985 in cui la squadra, ormai spacciata, si rifiutò di cedere il passo alla Roma ottenendo un insperato pareggio.

LE LACRIME ALL’ADDIO

Nel 1986 le sue lacrime su viale Tor di Quinto al momento dell’addio alla Lazio non sono solo gocce d’Amore per la fine di un’esperienza tanto bella ma anche la fine di un calcio “puro” che andava a scomparire assieme a personaggi come lui. Al termine della carriera allena numerose squadre tra cui Perugia, Udinese e una squadra nel Ghana. Vive a Tortoreto Lido dove saltuariamente lavora come osservatore di giovani promesse. E’ rimasto attaccatissimo ai colori biancocelesti e spesso viene a Roma per seguire la sua Lazio.

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Lotito esalta Felipe Anderson. E punge Inzaghi

Lotito esalta Felipe Anderson. Il presidente si gode il suo gioiello ritrovato. E punge Inzaghi…

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Lotito esalta Felipe Anderson. Il presidente, dopo il gol e la grande prestazione con l’Inter, si gode il ritorno a casa del brasiliano. Al quale, ricorda, l’ex tecnico non riservò proprio un bel trattamento…

Lotito esalta Felipe Anderson. E non risparmia critiche ad Inzaghi, secondo cui, racconta, il brasiliano “non poteva più giocare nella Lazio“. Davvero una cantonata quella presa dall’ex mister, alla luce delle sontuose prove offerte dal numero 7 contro i nerazzurri e prima nel derby. Il presidente, dopo quella sul campo, si prende quindi un’altra rivincita nei confronti del piacentino e, al contempo, cementa ulteriormente il rapporto con il suo gioiello. Che, dal canto suo, ha ricambiato la stima nel modo che gli è più congeniale: con i gol. Come appunto quelli alla Roma e all’Inter, promessi e mantenuti. Sarà per questo che, quando quest’estate gli si è prospettata la possibilità del ri-acquisto, Lotito non ha perso tempo: “Non avrei mai voluto cederlo“, aggiunge. E il suo pupillo lo ha imitato, accettando di corsa di ritrovare una piazza affettuosa e una squadra su misura per lui. Neanche l’abbassamento dello stipendio è servito a farlo desistere, anzi forse gli ha dato ancora più voglia e fame. Lo testimoniano i numeri: 3 gol e 2 assist messi ad oggi nel carniere. E non finisce qui, direbbe Corrado. Col placet da Formello.

CORREA LUIZ FELIPE, IL TUCU SI DIFENDE

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Correa Luiz Felipe, l’argentino si difende

Correa Luiz Felipe, l’argentino dell’Inter si difende

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Correa Luiz Felipe, l’argentino dell’Inter si difende

Correa Luiz Felipe, l’argentino in una storia Instagram si difende dagli attacchi. Correa rammaricato dice :”Non vorrei fosse mai successo“, ma allo stesso tempo si difende : “Sicuramente il mio amico Luiz Felipe ha sbagliato, il gesto e il movimento e poi a caldo quella è stata la mia reazione“.

correa luiz felipe

BUU RAZZISTI A DUMFRIES, COSA RISCHIA LA LAZIO ?

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Buu razzisti a Dumfries, cosa rischia la Lazio ?

Buu razzisti a Dumfries, ora il tifoso e la Lazio rischiano

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Buu razzisti a Dumfries, ora il tifoso e la Lazio rischiano

Buu razzisti a Dumfries. Spiacevole episodio nel corso di Inter Lazio, nel quale uno spettatore sugli spalti ha offeso con degli ululati il calciatore di colore dell’Inter.

COSA RISCHIA LA LAZIO ?

Il tifoso se tale lo possiamo definire già incastrato dalla prova tv ora rischia il daspo, mentre per la Lazio si andrebbe verso una multa come successo in occasione di Fiorentina Napoli.

ABBRACCIO LUIZ FELIPE CORREA : LA RICOSTRUZIONE

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