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Tamponi Lazio – Zazzaroni ci va cauto: “Aspettiamo”

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Ivan sul caso Lazio.

La questione dei tamponi della Lazio è stata affrontata quest’oggi da Ivan Zazzaroni, intervistato su radiosei. Queste le sue parole. “Che idea mi son fatto? Dopo aver visto Vida della Croazia, penso che siamo in uno stato confusionale totale. C’è un protocollo, ma tutto è talmente interpretabile e adattabile che noi stessi non sappiamo dove mettere le mani. Io nei giorni scorsi ho parlato con Taccone che trasmetteva una sicurezza a prova di bomba e anche oggi lo fa ed immagino che lo stesso riguardi la Lazio”. Sul fatto che ci siano due inchieste: “Noi non siamo né colpevolisti, né innocentisti: siamo garantisti, anche perché brutte figure non vogliamo farne”, ha detto, “A Lotito si può dire tutto, ma l’unica cosa che non si può dire è che sia uno stupido. Secondariamente, so che lui è molto vicino allo Spallanzani. Possibile che vada a rischiare una cosa del genere?”. Zazzaroni ha sottolineato: “Aspettiamo, vediamo di capire, con Pulcini abbiamo parlato tutti e a me non piacciono gli sputtanamenti”.

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LAZIO Riccardo Cucchi parla di Maradona e del loro incontro

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Intervenuto all’interno del programma C’mon Lazio, in onda su Non è la Radio, Riccardo Cucchi ha parlato di Maradona e ricordato l’incontro con il campione argentino.

Riccardo Cucchi è intervenuto ai microfoni di Non è la Radio e ha ricordato il suo incontro con Diego Armando Maradona. “Sì, ne ho vissuto tante, sono stato fortunato, ho lavorato in un epoca in cui nel nostro calcio era pieno di campioni, tra questi sicuramente Maradona”, ha riferito, “ho avuto il piacere di conoscere Diego Armando Maradona, di lui conservo un ricordo speciale: un’intervista realizzata in Svizzera che mi era stata chiesta per ricordare il Maradona che aveva vinto il mondiale con l’Argentina, mi aveva chiesto di non trattenerlo più di 3 minuti, invece rimanemmo al tavolo del bar dell’albergo per 45 minuti con caffè svizzero. Il suo rimase lì, abituato come era a bere caffè napoletani. Io non riuscivo a distogliere lo sguardo dal suo piede, lui mi chiese come mai lo stavo fissando e gli risposi che stavo cercando di capire quale segreto nascondesse il piede. Non l’ho mai saputo e non l’ho mai scoperto”. E ancora: “Quello che faceva Maradona era trasformare l’impossibile in possibile”. “Sembrava tutto facile, ma in realtà non lo era affatto, non aveva doti fisiche o atletiche adatte, tendeva a ingrassare, si allenava poco ma quando aveva il pallone tra i piedi tutto cambiava, la partita si illuminava”, ha proseguito. Maradona è morto nel giorno in cui sono morti Fidel Castro e George Best: “Una circostanza che ci porta a due riflessioni, la prima è che Maradona era legato a Fidel Castro” e poi “il paragone con Best mette insieme la grandezza del calciatore e anche la fragilità dell’uomo, ma quando erano in campo erano veramente Dei del pallone, Maradona era un Dio in campo”. Cucchi ha infine dedicato un pensiero alla Lazio e all’ultima partita: “Una bella Lazio, fatemelo dire, mi è piaciuta molto la squadra, la coralità, l’impegno, la concentrazione. Sono rimasto molto soddisfatto. Due o tre eccellenze dell’altro giorno: Ciro Immobile è straordinario, Correa è imprendibile e poi Acerbi in questo momento uno dei difensori più forti d’Italia”.

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