Seguici sui Social

Articolo copertina

LAZIO BAYERN Che nessuno molli di un centimetro…

Pubblicato

il

Lazio
PUBBLICITA

Una notte attesa 21 anni. Domani si torna a vivere l’adrenalina di un turno eliminatorio in Champions League con Lazio Bayern

Correva l’anno 2000 e il 5 aprile i biancocelesti scendevano in campo a Valencia per affrontare i padroni di casa nell’andata dei quarti di finale di Champions League. Una serata iniziata male, con vari forfait di molti titolari, e finita peggio con un 5-2 che non lasciò speranze di rimonta al ritorno (1-0 per noi). Domani sera, dopo 21 anni ci sarà Lazio Bayern, una notte sognata da tempo ma ora piena di rammarico per non poter assistere allo stadio, fianco a fianco con i nostri beniamini. Ma il tifoso laziale farà sentire tutto il suo calore in svariati modi, da fuori al centro sportivo di Formello, fino sui social, con messaggi di incitamento alla banda Inzaghi.

CHE TUTTI DIANO TUTTO

Il diktat è solamente uno: uscire a testa alta e con la maglia zuppa di sudore per aver lottato su ogni singolo pallone. Servirà metter ela gamba ovunque, non avere paura ed essere concentrati dal primo all’ultimo minuto. Che nessuno si tiri indietro, che nessuno senta troppo la pressione, che nessuno abbia paura. Il Bayern è una corazzata al momento insuperabile, ma nessuno è mai completamente invincibile. Seppur le nostre speranze siano veramente poche, almeno sulla carta, chiediamo alla squadra di provarci, per non aver il rammarico di non aver dato il meglio. Comunque vada questa doppia sfida, la Lazio ha già vinto per essere arrivata agli ottavi contro ogni pronostico. Contro il Borussia Dortmund ci davano per spacciati, ma ne uscirono 4 punti su 6. Siamo comunque imbattuti e questo deve far riflettere sul potenziale della squadra. Anche se lontani, vi saremo vicini con il cuore, voi lottate anche per noi. Forza Lazio carica.

Marco Corsini

LEGGI LE PAROLE DI INZAGHI IN CONFERENZA STAMPA ALLA VIGILIA DI LAZIO BAYERN


Pubblicità

Articolo copertina

Lazio – Tra campo e realtà: un condottiero e il suo esercito

Pubblicato

il

Lazio Immobile Inzaghi

Lazio – La vittoria in extremis sul Parma ha confermato il carattere dei biancocelesti, portando però alla luce diverse lacune

Nella serata di ieri, all’Olimpico, la Lazio si è imposta per 1-0 sul Parma grazie alla 150esima rete in biancoceleste di Ciro Immobile. La gara contro i gialloblu, però, ha portato alla luce le diverse lacune che, da qualche anno a questa parte, caratterizzano le stagioni della squadra.

Insomma, un esercito che sa quello che deve fare, guidato da un condottiero con idee valide e concrete, che si destreggia sul campo con coraggio e sprezzo del pericolo. Un esercito, però, che nel momento decisivo, quello che può valere la vittoria della guerra, si scioglie.

Il quarto posto dista al momento 6 punti, virtualmente 3 in caso di successo nel recupero contro il Torino, successo che però, al netto del massimo dei punti da totalizzare da qui alla fine, potrebbe non bastare.

La concorrenza è spietata e la Serie A sta gradualmente tornando (seppure la cima sia ancora lontana) ai livelli di qualità che negli anni l’hanno resa il campionato più affascinante e competitivo al mondo. La Lazio negli anni ha dimostrato di sapersi tirare fuori dai guai nei momenti difficili, come testimoniato dalla straordinaria rimonta realizzata quest’anno in ottica Champions. 

LA PAURA DEL SALTO

Quando però la situazione inizia a entrare nel circuito del “sotto controllo”, qualcosa inizia a mancare. La paura di vincere, di compiere il salto decisivo, di realizzare il fatto che si stia compiendo un’impresa talvolta possono condizionare la lucidità da trasferire sul campo.

A questi fattori, probabilmente, può essere riconducibile il k.o. contro la Fiorentina, al netto di una grande prestazione dei viola, motivati nell’ottica della salvezza. Le sconfitte fanno parte del gioco ma è doveroso che la mentalità la faccia da padrona, rivelandosi più forte di ogni pensiero negativo e di qualsiasi aspetto sia avulso dall’obiettivo.

La partita di ieri ha mostrato voglia di fare e di mettersi in gioco, ma anche fragilità, rassegnazione e paura di non essere all’altezza. Concetti, questi, che non possono far parte di una società gloriosa, di una squadra che negli ultimi anni si è eretta a vera anti Juve nell’ambito dei trofei vinti.

La realtà vede la squadra di Simone Inzaghi come una compagine capace di giocarsela con tutti a viso aperto e, in questo senso, il campo asseconda spesso tale concetto. Campo e realtà, però, non sempre vanno di pari passo: se da un lato c’è una squadra che sa quello che deve fare, dall’altro si evince una condizione che sa di incompiuto, di irrealizzato.

Il classico “ci siamo andati vicini ma…” è un concetto estremamente arcaico con alcuni punti trasferibili nell’attualità, nel caso della Lazio mai così attuale. 

SIMONE INZAGHI

Il tecnico piacentino è il condottiero dell’esercito biancoceleste, un condottiero che veste pienamente i panni del leader, uno di quelli che sarebbe disposto a sacrificarsi in ogni momento per il bene dei suoi uomini.

I passi falsi della Lazio, probabilmente, possono ricondursi in parte a scelte sbagliate dell’allenatore, ma il coraggio, la dedizione e la meticolosità sono valori che non possono passare inosservati.

La sensazione, senza addentrarsi in dinamiche di mercato, è che alla squadra manchi sempre quel qualcosa in più per entrare definitivamente nel circuito delle grandi: circuito del quale, a livello di blasone e di storia, la Lazio fa decisamente parte.

Urge unità di intenti, urge consapevolezza dei propri mezzi e urge un progetto chiaro. I biancocelesti rappresentano un tassello importante del calcio italiano, un tassello senza il quale il puzzle resta incompiuto. Sta proprio al club, però, concretizzare il peso di questo tassello per renderlo pienamente all’altezza e a misura di quello che, al giorno d’oggi, viene definito top level.

 

Continua a leggere

Articoli più letti