Di male in peggio. Il casting della Lazio

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In questi giorni nel mondo biancoceleste c’è un nuovo male. Il casting della Lazio.

Ma cosa significa casting? Casting è una parola di origine inglese che viene usata nel mondo dello spettacolo. Nel teatro, nel cinema o nella televisione, un casting è quella pratica di preselezione quando si deve scegliere un determinato tipo di attore per un particolare ruolo o parte di una sceneggiatura.

Ora però c’è anche il casting della Lazio

Infatti è qualche giorno che si ascolta soprattutto nelle radio romane “Che la Lazio sta facendo dei casting“. Ma che vuol dire? Questa cosa, ancor prima di diventare slang, deve cessare il prima possibile.

Una società gloriosa come la Lazio, non può fare “casting”, ne tanto meno colloqui. Ok, giusto magari chiamare uno/due tecnici per capire prezzi, modalità e strategie fra le parti, ma non di più. La dirigenza della Lazio deve sapere a chi affidare la propria panchina.

E non veniteci a dire che la lazio aveva scelto Inzaghi e adesso si trova spiazzata, perché una società che apprezza il lavoro di un proprio dipendente, avrebbe messo nero su bianco il rinnovo contrattuale all’indomani della matematica qualificazione in Champions League. Al massimo durante le festività natalizie. Non più in là, perché poi sarebbe stato sempre più difficile trattenere un mister bravo come Simone Inzaghi.

Questa cosa del casting è proprio segno che non c’è una strategia. Si campa alla giornata e ci viene subito in mente il film di Carlo Verdone, “Un sacco bello”, quando l’attore romano per organizzare un viaggio in Polonia, fa ricorso della propria rubrica telefonica, per trovare chi lo accompagna in quel lungo viaggio estenuante. Così sta messa la Lazio. Che amarezza.