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Capocannonieri Europei: favoriti e campioni storici.

Capocannonieri Europei – Chi sarà il nuovo bomber di Euro 2020? Immobile, Ronaldo o Lukaku?

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Capocannonieri europei

Capocannonieri europei

I campionati Uefa Euro 2020, iniziati lo sorso giovedì 11 giugno, sono giunti alle porte del terzo turno di qualificazione. La nostra nazionale ha esordito nel girone A con due vittorie per 3-0 su Turchia e Svizzera e già è qualificata per gli ottavi di finale.

Rispetto a prima dell’inizio del campionato i pronostici sono lievemente cambiati e le scommesse europei impazzano sia per la possibile vincente sia per la classifica dei capocannonieri. Attualmente i marcatori in cima alla classifica Euro 2020 sono Cristiano Ronaldo del Portogallo e Patrik Schick della Repubblica Ceca, con tre reti segnate a testa.

Quest’anno il campione portoghese, Ronaldo, con questi 3 gol segnati supera il record di 9 gol detenuto per anni dal francese Michel Platini, si porta a 107 gol in nazionale e 781 in carriera, bottino che potrebbe implementare ulteriormente nella prossima partita di qualificazione e se la nazionale portoghese riuscirà ad andare avanti nella competizione.

Capocannonieri Europei

Quali sono stati i migliori Capocannonieri Europei? Nella storia degli Europei altri campioni prolifici sono stati due giocatori inglesi, Alan Shearer e Wayne Rooney rispettivamente con 7 e 6 reti a testa, così come i francesi Antoine Griezmann e Thierry Henry.

Sempre a segno con 6 reti i giocatori olandesi Patrick Kluivert e Ruud van Nistelrooij, il portoghese Nuno Gomes e lo svedese Zlatan Ibrahimovic. Chiudono la classifica di migliori marcatori di sempre con 5 reti il francese Zinédine Zidane, i tedeschi Mario Gòmez e Jürgen Klinsmann, l’olandese Marco Van Basten, in ceco Milan Baroš, lo spagnolo Fernando Torres ed il serbo Savo Milosevic.

Si sa, più le squadre vanno avanti più i giocatori hanno possibilità di aumentare il personale bottino di gol. Ben potrebbero sperare gli italiani Ciro Immobile e Manuel Locatelli, entrambi hanno segnato due reti a testa e mentre per Locatelli ci si sorprende, ci si aspetta continui a segnare l’altro azzurro, Immobile.

Altri giocatori da tenere d’occhio e che già sono proiettati verso gli ottavi sono l’olandese Denzel Dumfries ed il belga Romelu Lukaku, entrambi hanno già segnato 2 gol in 2 partite giocate. Altri due giocatori, entrambi ucraini, Andriy Yarmolenko e Roman Jaremchuk, hanno segnato due gol a testa. Domani l’Ucraina si giocherà l’accesso diretto agli ottavi contro l’Austria e potrebbero essere questi due giocatori a segnare le sorti della loro squadra.

La Spagna quest’anno non sta facendo benissimo ed i suoi campioni, primo fra tutti Morata nemmeno. Ci si attende anche qualcosa in più dal polacco Lewandosky che proprio contro la nazionale spagnola ha segnato il suo primo gol dell’Europeo. Ci si aspettava molto di più, vedremo in questo terzo turno.


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Mourinho non sa perdere, Lazio club piccolo ? Ed il Bodo Glimt

Mourinho non sa perdere, 6 gol in Norvegia, ma il club piccolo rimane la Lazio

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Mourinho non sa perdere, 6 gol in Norvegia, ma il club piccolo rimane la Lazio

Mourinho non sa perdere o almeno è quello che vuole farci credere. Dopo i 3 gol nel derby conditi da dichiarazioni di poco gusto : “Lazio club piccolo, abbiamo perso contro una squadra piccola“. La sua Roma ci ricasca e affonda in un risultato tennistico contro il temibilissimo Bodo Glimt, squadra vincitrice del campionato norvegese. Con tutto il rispetto per i ragazzi di Bodo, quella della Roma è l’ennesima figuraccia a livello europeo che iscrive anche l’allenatore portoghese al club. Il nostro augurio a Mourinho è quello di preparare meglio le prossime partite che i vari Roland Garros, Australian Open, Wimbledon si avvicinano e pensare meno alla squadra che lui considera “piccola.

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LA LAZIO CAMBIA FALCONIERE

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Lazio Inter, Sarri l’ha vinta con i cambi

Lazio Inter, la chiave del match : La gestione dei cambi di Sarri

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Lazio Inter, la chiave del match : La gestione dei cambi di Sarri

Lazio Inter, parla forte e chiaro, 3-1 e altri 3 punti per la truppa di Sarri. La chiave della partita è sotto gli occhi di tutti : La gestione dei cambi di Sarri. Il tecnico toscano stupisce tutti schierando dal primo minuto Basic al posto di Luis Alberto. Il croato da densità in mezzo al campo e sfrutta la sua altezza (assieme a Milinkovic) per proteggere la porta di Reina dai calci piazzati e cross (nota dolente fino ad ora del campionato biancoceleste). Nel secondo tempo Sarri studia le difficoltà dell’Inter e punta sulla velocità di Lazzari e Zaccagni che spaccano letteralmente in 2 la partita. Non da meno la mossa Luis Alberto che entrato in un momento delicato del match, motivato dalla panchina, usa la sua maestria e chiude il match con un assist al bacio per l’incornata vincente del Sergente serbo.

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LE PAROLE DI SARRI A FINE PARTITA

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Focus Lazio – Quante volte ci si ferma per eccessiva sportività, ma a terra si finge l’infortunio?

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Focus Lazio – Lazio Inter è appena finita ma le polemiche sono appena iniziate. La Lazio vince una bella gara, portando a casa altri tre punti prestigiosi, anche perché di fronte non c’era l’ultima arrivata, ma l’Inter campione d’Italia, allenata dall’ex Inzaghi.

Il gol di Felipe Anderson in Lazio Inter

L’episodio chiave di Lazio Inter è stato il secondo gol dei capitolini che, lo diciamo subito, hanno fatto bene a continuare l’azione. A parte che, da regolamento, deve essere l’arbitro a interrompere il gioco e la Lazio non era obbligata a fermarsi, reputando più opportuno continuare l’azione. Anche perché il fallo non era così grave e non interessava un infortunio alla testa (casa che invece obbliga il direttore di gara a interrompere immediatamente il gioco).

Poi è arrivato il gol di Felipe Anderson e i giocatori nerazzurri hanno “rosicato”, come si dice qui a Roma, ma quante volte i giocatori fingono o accentuano i falli subiti? Sempre o quasi sempre.

Quindi hanno fatto bene i giocatori della Lazio ha continuare il gioco, anche perché – nell’azione precedente – gli interisti non hanno detto a Lautaro di fermarsi, ma speravano che l’azione si concludesse con un gol. Cosa che hainoi [!] non è accaduta.

Quindi si era di fronte a due possibilità legittime: o si metteva la palla fuori, oppure no. La Lazio ha deciso di continuare l’azione, come del resto hanno fatto gli interisti, solo che a loro gli ha detto male che non hanno segnato, mentre a noi ha detto bene.

Ovvio, sia chiaro, che ci troviamo davanti a un episodio al limite, però usando un altro modo di dire “A chi tocca nun se ingrugna”, anche perché tutto questo capita per via di una fastidiosissima pratica tipica dei calciatori “checca” che fingono, simulano, strillano, si buttano per terra, anche quando non ce n’è bisogno, solo per arrecare danno agli avversari e vantaggio alla loro squadra. Ora, magari non era questo il caso, perché Di Marco sembra un giocatore corretto e onesto, però che dovevano fare i giocatori della Lazio? Fermarsi? eh no. Scusateci ma troppe volte ci siamo fermati per episodi che non meritavano e siamo stati penalizzati.

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