Tare stronca Roma e Conference League: “Squadra fallita. Coppa dei perdenti”

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Tare stronca Roma e Conference. Il dirigente biancoceleste è intervenuto durante una lectio presso l’Università Luiss di Roma. E ha avuto parole decisamente non al miele per il calcio di oggi. Di cui ha criticato aspramente la generale gestione, soffermandosi in particolare su quella di alcuni club di primo piano. Di seguito le sue parole, riportate dal portale web ‘salernitananews.com’.

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TARE STRONCA ROMA E CONFERENCE: “MULTINAZIONALI PERDONO BELLO DEL CALCIO”

In Serie A ci sono solo quattro squadre di proprietà di una famiglia. E la Lazio è una di queste. Personalmente sono favorevole a questo tipo di gestione. Alle multinazionali infatti interessa solo l’aspetto commerciale e così si perde quello che è il bello del calcio. Ovvero, la passione e l’amore. Quei fondi lavorano con gli algoritmi e non ne vogliono sapere della storia del club e della città. Mancano invece dei dirigenti aziendalisti, e questo perché la durata dei contratti è troppo variabile. Io per esempio sono uno dei più anziani in Serie A“.

TARE STRONCA ROMA E CONFERENCE: “LAZIO SOCIETA’ VIRTUOSA”

Poi arriva l’affondo alle big e alla Roma: “Sono fortunato a poter lavorare con una società che gestisce i propri conti in maniera virtuosa. Oggi invece ce ne sono altre, anche di prima fascia, come Juve, Roma, Milan e Inter, che dal punto di vista tecnico sono fallite. Il sistema però fa sì che vengano tenute in vita, perchè ne ha bisogno per sopravvivere. Invece è molto importante che un club abbia una gestione di lungo termine. I progetti sono infatti fondamentali per vedere il bene di una società“.

TARE STRONCA ROMA E CONFERENCE: “CALCIO FERRARI VICINA ALLO SCHIANTO”

Ma Tare ne ha anche per il sistema delle Coppe: “Il calcio che stiamo guidando è una Ferrari, ma prima o poi si schianterà. Vengono inventate competizioni come la Conference League, che io chiamo competizione dei perdenti, o l’Europa League, che sono inutili. Gli introiti che producono non hanno infatti alcun valore. Poi ce ne sono altre, come la Nations League, che trasformano i calciatori in robot. Giocando infatti ogni due giorni e mezzo, non riescono a recuperare. Per fare più introiti, creiamo più problemi. E’ una strada totalmente sbagliata“.

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