Lazio, a questo punto vendete tutti e integrare la Primavera
La Lazio deve vendere tutti e far giocare il campionato alla Primavera. È una provocazione, certo. Ma siamo così sicuri sia una cattiva idea? Esentiamoci per un momento dalla solita retorica populista, o folkloristica, del "a 'sto punto famo giocà i ragazzini: peggio non possono fare". La Primavera biancoceleste negli ultimi anni non ha prodotto chissà quali talenti, ma i pochi che ha prodotto, vedasi Cataldi, ad esempio, sono stati chiamati in causa in contesti non di emergenza e capaci di far integrare i giovani prospetti in un clima competitivo.
Questa visione appare assai distante dall'attuale. I giovani aquilotti quest'anno non sono stati integrati in prima squadra per un reale progetto che punti alla loro crescita, ma con la volontà masochista di responsabilizzarli fin da subito. L'obiettivo non è crescere insieme alla Serie A, ma essere già pronti per la stessa. Inevitabilmente (speriamo di sbagliarci) la cosa andrà a finire male. Gli acquisti sul mercato non sono entusiasmanti. I nomi associati nemmeno. Tanto varrà vendere chi rimane per far giocare i ragazzi della Primavera. Quanto poi così tanto male saranno...?
Il rischio e la paura principale di tutti i tifosi della Lazio è uno, ed è un vero e proprio incubo: la retrocessione. La Lazio non è, con tutto il rispetto, un Lecce qualsiasi. Una manovra di inserimento intensivo degli elementi del proprio settore giovanile in prima squadra, senza fasi intermedie, appartiene a quel tipo situazioni. Circostanze di emergenza totale, che a obiettivi europei non possono minimamente aspirare. Non alla Lazio. Una delle big del calcio italiano.