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Pinamonti cambia i contorni dell’attacco: come Gattuso potrebbe ruotare Odgaard e gli altri

L'arrivo di Pinamonti mette in moto una rivoluzione tattica silenziosa: non è solo un nuovo centravanti, ma lo snodo che potrebbe ridisegnare i minuti di Odgaard e gli altri attaccanti, tra adattamenti di ruolo e gestione delle ambizioni.

Di Bruno De Leonardi25 Agosto 2026 - 07:171 minuto fa 2 min di lettura
Pinamonti cambia i contorni dell’attacco: come Gattuso potrebbe ruotare Odgaard e gli altri
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Con l’arrivo di Andrea Pinamonti la Lazio mette a fuoco un piano offensivo che può ribaltare gerarchie e minutaggi in attacco.

La cifra investita, intorno ai 15 milioni, dice chiaramente che non si tratta di un rincalzo estetico ma di un elemento pensato per incidere. Pinamonti porta con sé caratteristiche fisiche e di movimento diverse rispetto agli altri attaccanti della rosa: spesso cerca la profondità, è pronto al duello in area e sa sfruttare il lavoro dei compagni per finalizzare. In un gruppo già popolato da attaccanti con profili differenti, questo aggiunge opzioni ma anche la necessità di leggere nuovi equilibri.

Gattuso, che ha sempre prediletto chiarezza di ruoli ma non disdegna la sperimentazione tattica, si trova davanti a scenari concreti. Pinamonti può essere l’avanguardia di un 3-5-2 più fisico, titolare quando serve una punta di riferimento, oppure l’uomo da lanciare a partita in corso per cambiare passo offensivo. Di conseguenza Odgaard, più votato alla profondità e al movimento tra le linee, vedrà il suo minutaggio modulato: in alcune partite potrebbe partire dalla panchina per sfruttare la sua capacità di approfittare di spazi aperti, in altre essere schierato dal primo minuto in coppia o in alternanza, a seconda dell’avversario.

Le parole recenti di Odgaard e dei compagni dopo la partita, incentrate su approccio e crescita, non sono di circostanza: indicano una squadra pronta ad accogliere competizione interna senza strappi. Questo atteggiamento è la prima garanzia che la rotazione non si trasformerà automaticamente in frizione. Ma la sfida rimane gestionale: distribuire i minuti non vuol dire livellare ambizioni. Serve un piano chiaro dalla società e dall’allenatore per evitare malumori e per massimizzare il rendimento collettivo.

Nel medio periodo la carta vincente potrebbe essere proprio la maggiore imprevedibilità. Una Lazio capace di alternare Pinamonti a profili più mobili rende il reparto meno leggibile per le difese avversarie, fondamentale in campionato e nelle competizioni a eliminazione. Allo stesso tempo la convivenza richiede pazienza: chi aspira al posto fisso dovrà abituarsi a dighe di turn-over e ad adattarsi alle esigenze tattiche. Se Gattuso riuscirà a cucire questi pezzi, i biancocelesti guadagneranno profondità e soluzioni; se non lo farà, l’investimento rischia di tradursi in tensioni interne invece che in gol.

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