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Ratkov spacca la Lazio con i gol: Gattuso è pronto a puntare sul gigante serbo?

Di Vittorio Chirico6 Agosto 2026 - 14:4929 secondi fa 3 min di lettura
Ratkov 2

Ratkov fa tremare le gerarchie della Lazio: Gattuso lo vuole protagonista

Non è mai stato un mistero che la Lazio abbia puntato su Petar Ratkov con aspettative importanti, ma ciò che sorprende è la velocità con cui il classe 2003 serbo si è affermato in questo precampionato, strappando il cuore di Gennaro Gattuso e, soprattutto, cambiando lo scenario offensivo biancoceleste. Da possibile “partente” a protagonista annunciato: in casa Lazio, il gigante serbo sta già diventando una certezza.

Arrivato a gennaio dal Salisburgo per una cifra vicina ai 13 milioni di euro, Ratkov sembrava destinato a proseguire la sua crescita lontano dalla Capitale, magari con un prestito utile a garantirgli continuità e minuti preziosi. E invece, grazie a un precampionato da vero trascinatore, il centravanti serbo ha ribaltato ogni piano, convincendo Gattuso della sua importanza nel progetto biancoceleste. Doppiette e gol pesanti ma, soprattutto, sacrificio e partecipazione alla manovra: un mix che in molti non si aspettavano così rapido e definito.

La mano di Gattuso emerge chiara nel modo in cui Ratkov è stato plasmato in queste settimane. L’allenatore lo ha messo sotto la lente non solo per i gol ma per la capacità del giovane di abbassarsi, pressare gli avversari e far girare la squadra. Nel calcio di Gattuso, dove spesso il lavoro sporco conta più dei numeri, Ratkov ha dimostrato un attaccamento e un’intelligenza tattica che lo stanno trasformando in un valore aggiunto. Non basta la stazza – 193 centimetri non passano inosservati – ma la bravura a muoversi su tutto il fronte offensivo, attaccando profondità e proteggendo palla spalle alla porta, diventando un prezioso ago della bilancia per il gioco della Lazio.

Non è un caso, quindi, che il minutaggio per Ratkov in stagione possa davvero decollare. Se l’estate ha mostrato un ragazzo pronto a prendersi la scena contro avversari di livello medio, ora il banco di prova sarà la Serie A, con il peso dei risultati che inevitabilmente sale. La sfida per Gattuso sarà inserire Ratkov senza stravolgere equilibri e, soprattutto, alimentare quella crescita senza bruciare le tappe. In una Lazio che cerca risposte e identità, il serbo si sta candidando a diventare un perno offensivo decisivo, un’alternativa credibile che può pagare dividendi a lungo termine.

La notizia fa rumore soprattutto perché scuote la percezione di un mercato Lazio ancora in cerca di certezze. Non è frequente che un 2003, arrivato a stagione in corso, riesca così rapidamente a guadagnarsi la fiducia dell’allenatore, soprattutto quando il tecnico è Gattuso, noto per il suo rispetto delle gerarchie e la durezza nelle valutazioni. Dunque, il cambiamento di opinione su Ratkov è un segnale chiaro: la società biancoceleste e il suo allenatore stanno puntando su un futuro che passa anche da questo gigante serbo, non solo dalle certezze già note.

Eppure, la sensazione che qualcosa possa ancora non tornare del tutto resta viva tra i tifosi. Tra il malumore per scelte di mercato spesso contestate e la voglia di vedere la squadra protagonista, Ratkov può diventare simbolo di un rilancio o un’ulteriore elemento di confusione in un reparto offensivo che per troppo tempo ha vacillato. Gattuso sa di avere un potenziale in mano, ma ora serve la concretezza, quella che farà la differenza tra un precampionato da sogno e una stagione in cui la Lazio deve tornare a essere competitiva davvero.

“Serve un segnale vero”, si sente spesso dai tifosi che guardano a Ratkov come a un simbolo di speranza ma anche di responsabilità. Perché in fondo questo ragazzo può rappresentare molto più di un semplice investimento: è la certezza che a Formello qualcosa, forse, sta cambiando davvero. Ora la palla passa ai fatti, alle scelte in campo, a quel minutaggio che dovrà confermare le promesse estive.

La domanda, adesso, resta sul tavolo: la Lazio di Gattuso può davvero affidarsi a Ratkov come a un’arma in più, o il gigante serbo rimarrà una speranza da precampionato? E i tifosi, questa volta, non sembrano disposti a far finta di nulla.

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