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Zaccagni rimane? Sì, ma la Lazio resta in mano ai selfie e alle scuse di facciata

L’agente di Zaccagni rassicura: il capitano resta a Roma e lo fa più per il legame con Gattuso che per un progetto credibile. I tifosi meritano più della fotografia di un giocatore felice.

Di Bruno De Leonardi2 Agosto 2026 - 16:485 ore fa 2 min di lettura
Zaccagni rimane? Sì, ma la Lazio resta in mano ai selfie e alle scuse di facciata

In un mercato che spesso somiglia a un mercato delle pulci, la conferma di Mattia Zaccagni arriva come una cartolina ben incorniciata: utile da mostrare, poco risolutiva. L’agente Mario Giuffredi non ha usato giri di parole e ha detto quello che i comunicati amano sentire: “Mattia è il capitano della Lazio. A Roma sta benissimo, quindi il suo futuro sarà in biancoceleste”. Tradotto: c’è un accordo tra chi parla per il giocatore e chi deve farlo apparire saldo. Peccato che la solidità di una squadra non si misuri con i proclami di stampa né con il sorriso di un capitano nelle foto ufficiali.

Il fatto che Zaccagni resti per affetto verso la città e, soprattutto, per stima verso Rino Gattuso è un dato. Giuffredi lo ribadisce: “Ha piacere di continuare alla Lazio per il club, la storia, la città e soprattutto anche per il tecnico, che Zaccagni stima molto”. Ma la domanda rimane: se il collante è soprattutto il tecnico, dov’è il progetto dirigenziale? La palla passa a chi decide veramente i destini del club, a cominciare da Lotirchio| Lotirchio e dal direttore sportivo Mario Rossi. Hanno costruito qualcosa di duraturo o si limitano a gestire l’emergenza comunicativa? La differenza tra una scelta di cuore e una scelta utile alla strategia societaria è enorme; i tifosi dovrebbero sentirsi più protagonisti e meno spettatori di annunci filtrati.

Un capitano usato come cartolina

Zaccagni è utile: gioca, crea occasioni, dà identità. Ma quando un club trasforma i suoi elementi migliori in cartoline da spedire ai media, qualcosa non va. La permanenza del capitano rischia di diventare il tappabuchi perfetto per nascondere responsabilità gestionali e bilanci di facciata. I tifosi pagano abbonamenti, trasferte e speranze; meritano che la conferma di un giocatore sia la conseguenza di una visione tecnica e finanziaria chiara, non il risultato di una serie di mosse emergenziali intagliate per non far traballare l’immagine di una proprietà che spesso preferisce il riflettore al lavoro di fondo.

Alla fine la domanda vera è semplice e fastidiosa: Gattuso riuscirà davvero a trasformare l’attaccamento personale di Zaccagni in prestazioni costanti e risultati concreti, oppure la permanenza servirà solo a riempire le prime pagine per una settimana? Se la Lazio vuole davvero crescere, non bastano i capitani felici nelle interviste: servono scelte strutturali e coraggio davanti ai tifosi, non scuse patinate dietro i microfoni. E se Lotirchio| Lotirchio pensa che basti una conferma per comprare consenso, allora i tifosi farebbero bene a ricordargli che la pazienza ha un limite.

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