Secondo il governatore Francesco Rocca il rapporto divisivo tra i tifosi della Lazio e il presidente Claudio Lotito non è stato creato da alcuna “regia unificata”, ma è un “dissenso che arriva da lontano” con radici autonome e profonde. Il presidente di Regione ricostruisce il pensiero sulla vicenda giudiziaria nel corso di un’intervista rilasciata al Foglio. Rocca, notoriamente tifoso laziale fin da bambino, ha deciso di sposare apertamente la causa dei sostenitori biancocelesti, portando la questione su un piano sia personale che politico-istituzionale e partecipando in prima persona alle proteste organizzate negli scorsi mesi.

Il presidente Rocca, infatti, ricorda la sua partecipazione alla manifestazione di protesta dei tifosi a Ponte Milvio: “ci ritornerei, senza se e senza ma”. E aggiunge: “nessuno potrebbe essere in grado di manipolare 40-50 mila persone”. Poi sui tempi delle indagini sottolinea: “sull’inchiesta bisogna aspettare la magistratura. Masi e Maiolini? Li conosco da tempo, non credo siano coinvolti in questa vicenda. Bisignani invece l’ho conosciuto di recente, alla manifestazione del 2 luglio”. Per il presidente Rocca, il nodo resta soprattutto il rapporto tra il presidente della Lazio e la sua tifoseria. “Si è espresso male e in maniera volgare in più occasioni, si è rivolto ai tifosi dando loro degli ‘stronzi’. È un dirigente sportivo, è un senatore. Non è questa la modalità”.

Mentre il patron Lotito ha cercato nei mesi di minimizzare lo scontro blindando ed evitando repliche dirette sul tema della vendita del club, Rocca non si è mai risparmiato con la parole ed anzi ha azzerato i rapporti istituzionali con il senatore, definendolo “un uomo in conflitto con sé stesso” e sottolineando che la gestione di una squadra di calcio con una simile rilevanza sociale non può essere trattata come una qualunque proprietà privata. Le parole del governatore quindi certificano una verità ormai evidente: il caso Lazio ha superato i confini del rettangolo di gioco per diventare una questione molto più grande. Sposando senza riserve la causa della curva, Rocca ha dato veste istituzionale a un sentimento popolare che chiede a gran voce discontinuità. La frattura tra la presidenza e la piazza è profonda come mai prima d’ora, probabilmente neppure le indagini e poi l’eventuale avvio di un processo basteranno a cancellare la protesta.