Lo stadio Olimpico vuoto non è un problema per Davide Frattesi. Il centrocampista della Lazio è intervenuto in conferenza stampa dal ritiro della Nazionale Italiana, che venerdì farà il proprio esordio in Nations League. I giornalisti hanno chiesto il suo parere sulla singolare protesta dei tifosi contro il presidente Claudio Lotito, ma non c’è spazio per le polemiche: “i laziali me li godo in trasferta, va bene così”. D’altronde Frattesi, oltre che calciatore, è anche un sostenitore biancoceleste sin da quando era bambino, conosce bene lo stile e il modo di pensare della Curva Nord. L’amore per la maglia non viene intaccato dai dissidi con la società e questo sentimento si percepisce quando la Lazio gioca lontana dalla Capitale.

Frattesi, inoltre, ha commentato il suo periodo di adattamento e il suo rapporto con il mister Gennaro Gattuso. La partenza in campionato è stata formidabile, ma la mezzala resta coi piedi per terra: “onestamente non mi aspettavo un inizio così, soprattutto dopo la mazzata morale presa col Mantova i presupposti non erano dei migliori. Mi fa piacere si sia creato un bel gruppo e questo fa la differenza, perché riesci a smaltire velocemente le delusioni e a ricaricarti mentalmente in caso di sconfitta. Per lo Scudetto? Chiedete ai ragazzi dell’Inter e della Roma”.

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Italia, Frattesi: “Volevo tornare alla Lazio, Gattuso importante. I tifosi…”
23.09.2026 14:00 di  Michele Cerrotta  Twitter: @@cerrottamichele   vedi letture
Italia, Frattesi: “Volevo tornare alla Lazio, Gattuso importante. I tifosi…”

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Nel terzo giorno di ritiro della Nazionale italiana a Coverciano interviene in conferenza stampa dal centro tecnico federale Davide Frattesi. Queste le parole del centrocampista della Lazio.

Cosa è cambiato in lei in questo avvio di stagione?
Tutto è partito dallo scorso anno quando non trovavo continuità, anche giustamente perché non stavo bene. Per me è stato un anno difficile, poi quando ti danno fiducia riparti a cannone. Sono felice di essere partito così e di essere arrivato qua così”.

Adesso sembra felice come ai tempi di Sassuolo.
Sono due tipi di felicità diverse. Questi 3 anni all’Inter ho vissuto momenti non replicabili a livello di emozioni, è stato tanti alti e bassi. Il primo anno è andato tutto liscio, poi alti e bassi, con bassi molto bassi e alti altissimi. Poi in un posto stai benissimo solo se giochi, la verità è questa. Ora sono felicissimo perché sono tornato a divertirmi, cosa che mi era mancata lo scorso anno all’Inter. Sono periodi, ma ora è tornato il divertimento che avevo da bambino”.

Come ha ritrovato Gattuso?
In Nazionale giustamente non giocavo, perché non giocavo all’Inter. Gattuso però mi ha chiamato tantissimo in estate, mi è stato vicino e ci siamo trovati subito. Il gruppo nuovo qua è pieno di ragazzi giovani, si sta creando qualcosa di carino, dobbiamo essere bravi a far integrare i nuovi che potranno darci una grande mano”.

Cosa vi ha trasmesso Mancini?
Ho ritrovato il Mancini che avevamo lasciato. Non guardiamo a settimana prossima, ma a più lontano. Anche sbagliando, ma l’importante è trovarci, perché poi quando le partite diventeranno pesanti solo sbagliando potremo fare bene. Ed i nuovi ci daranno una grande mano, ma ripeto, guardiamo a lungo raggio e non solo alla prossima settimana”.

Chi l’ha sorpresa dei giovani?
Sono tutti ragazzi bravi, ancora non li conosco molto. A me piace Inacio, è giovane ma ha qualità e personalità, mi piace”.

Come ha ritrovato Mancini?
Io e il gruppo siamo felici che sia tornato, del resto non ci importa. Poi la gente parla, ma voglio vedere in quanti non avrebbero fatto come lui”.

La prima azzurra all’Olimpico, sarà un’emozione particolare per lei?
Tornare all’Olimpico è sempre bello, è bello avere parenti e amici lì. La preparazione è sempre la stessa, possesso palla e fase difensiva, oggi proveremo le palle inattive”.

Nel suo passaggio dall’Inter alla Lazio, Gattuso è stato importante: “le parole che ci siamo detti in estate non erano proprio così carine, ma tralasciamo. Era quello il suo modo di spronarmi. Posso anche fare 20 gol, ma la ferita contro la Bosnia sanguina ancora e ci vorrà tempo, infatti con il mister non ne parliamo mai di questa cosa. Parliamo solo di Lazio perché è una cosa pesante sia per me che per lui. Ho scelto Lazio perché volevo tornarci e perché c’era lui, ha giocato un ruolo fondamentale per la scelta”.